Politica Economica
Manovra, verso ok a stop monetine e niente rottamazione-bis
di Andrea Gagliardi
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Governo e maggioranza sarebbero d’accordo con l’emendamento alla manovrina presentato dal Pd che propone di abolire le monetine da 1 e 2 centesimi. Lo si apprende al termine della riunione tenutasi questa mattina in
Commissione Bilancio della Camera. L’emendamento è stato depositato da Sergio Boccadutri e rientra tra i segnalati del gruppo dem. Non ci sarebbero invece chance per la riapertura dei termini per la rottamazione delle cartelle, richiesta da M5S, Scelta Civica e gruppo Misto.

Verso ok a stop monetine, niente rottamazione-bis
Il voto degli emendamenti in Commissione Bilancio inizierà lunedì. L’esame nel merito partirà lunedì pomeriggio e si chiuderà tra venerdì notte e sabato mattina al massimo, con l’obiettivo già fissato dalla capigruppo di Montecitorio, di inviare il testo rivisto e corretto all’aula lunedì 29 maggio. Il calendario dei lavori prevede che, partendo dall’articolo 1, si arrivi entro martedì all’articolo 12, prendendo in esame tutte le voci di entrata necessarie per la correzione dei conti.

Pacchetto giochi in via di definizione
Rientrerà quindi nel primo pacchetto anche il tema dei giochi. In questo caso, l’obiettivo è quello di ridurre l’aumento del Preu (prelievo erariale unico sulle slot) che nel decreto balza al 19%. La soluzione definitiva non è ancora stata trovata, ma maggioranza e governo stanno valutando alcune ipotesi, come quella di un ulteriore ritocco al rialzo della “tassa sulla fortuna”, che il dl porta già al 12%. È in corso di esame la proposta di Ap di aumentare la tassazione sui giochi online, anche se l'orientamento sarebbe quello di evitare un inasprimento che potrebbe far sconfinare i giocatori nell'illegalità. «Sui giochi - ha spiegato il relatore Mauro Guerra (Pd) - arriverà probabilmente un emendamento del governo tra lunedì e martedì».

Scontro su voucher in manovra, scoglio imprese
Intanto è scontro nella maggioranza sull’introduzione nella manovra-bis dei nuovi voucher. Mdp ha alzato il tiro rispetto alle minacce degli ultimi giorni e ha deciso di non presenziare alle consuete riunioni tra maggioranza e governo
per la definizione dei temi chiave del dibattito parlamentare. Lo scoglio sarebbe l’estensione dei nuovi strumenti non solo alle famiglie, come suggerito dalla Commissione Lavoro e come previsto anche dall'emendamento di Cesare Damiano sul “libretto famiglia”, ma anche alle imprese, più o meno piccole.

Sulla scia di molte proposte parlamentari, l’esecutivo sembra infatti intenzionato a verificare la possibilità di coinvolgere una platea più ristretta rispetto ai vecchi voucher, ma non necessariamente limitata alle attività domestiche o familiari. Il “dopo voucher” per le imprese potrebbe passare per veri e propri contratti di lavoro, online e semplificati, appannaggio esclusivamente delle piccolissime aziende, fino a 5 dipendenti, e con l’introduzione di un tetto unico di 5mila euro a singolo datore (eventualmente elevabile a 10mila in caso di “assunzione” di particolari categorie di lavoratori, vale a dire disoccupati e studenti). L’opposizione di Mdp ha creato però un impasse. Se si registrerà consenso, l'esecutivo potrebbe decidere di predisporre un emendamento ad hoc alla “manovrina” attualmente all'esame della commissione Bilancio della Camera.

Ok del governo a web tax transitoria
Lunedì si voterà subito la web tax proposta dallo stesso Boccia che prevede una cooperazione rafforzata per le digital company con ricavi sopra il miliardo di euro realizzati in Italia. Proposta che ha già incassato il via libera del Governo, ribadito anche ieri dal viceministro all'Economia, Luigi Casero (Ap), che nel corso di un convegno sull’e-commerce e il made in Italy a Montecitorio ha ribadito che nella manovra «saranno approvati emendamenti che iniziano un percorso di tassazione delle imprese che operano nel digitale».

Verso split payment con sconto per professionisti
Sul fronte fiscale si va verso uno split payment con lo “sconto” per i professionisti (l’Iva per un 70% sarà versata direttamente dalla Pa e dalle società pubbliche, mentre per il restante 30% resterà nella disponibilità dei professionisti). Mentre sulla tassazione delle locazioni e delle piattaforme come Airbnb si punta a una tassa di soggiorno anche per gli affitti brevi. Sul fronte rimborsi Iva, poi, l'Esecutivo conferma di voler tagliare i tempi di liquidazione delle somme. Sono queste alcune delle principali indicazioni emerse ieri al termine del lungo confronto tra maggioranza e Governo sugli emendamenti alla manovra correttiva all'esame della commissione Bilancio della Camera.

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