Attualita
Beni ai soci, stop alla comunicazione. Ecco il maxiemendamento
di Marco Mobili e Giovanni Parente
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Tra le sorprese dell’ultima ora e la laboriosa messa a punto del maxiemendamento è slittato a oggi il voto di fiducia in Aula al Senato sul Milleproroghe. Fino alla serata di ieri i tecnici della Ragioneria e del Governo hanno cercato la quadra dei conti sulle oltre 100 modifiche approvate in commissione Affari costituzionali. Tra le misure destinate a non entrare nel maxiemendamento ci sono almeno due norme presentate dal M5S. Qualche problema ai Comuni nella stesura dei bilanci pluriennali potrebbe derivare dalla cancellazione dell’emendamento che estendeva al 2019 la possibilità di usare “liberamente” gli oneri di urbanizzazione per le spese correnti.

Tra le misure che certamente resteranno nel maxiemendamento è l’inserimento di nuove misure di semplificazione fiscale. A partire dall’eliminazione della comunicazione beni ai soci : un adempimento nato con l’obiettivo di contrastare le società di comodo ma di fatto “sgonfiato” nel corso degli anni perché ritenuto superfluo dalla stessa amministrazione finanziaria. C’è poi la riduzione di oneri in riferimento agli affitti: dalla dichiarazione dei redditi 2018 scompare l’obbligo di indicare gli estremi di registrazione del contratto di locazione e quelli della denuncia dell’immobile ai fini dell’applicazione dell’Ici per ottenere l’abbattimento del 30% dell’imponibile derivante dagli affitti a canone concordato . Stop anche alla raccolta (finora rimasta inattuata) delle informazioni relative agli acquisti di beni e alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti residenti fuori del territorio italiano nell’ottica del contrasto all’evasione. Su quest’ultimo tema il Milleproroghe interviene rendendo semestrali solo per il 2017 la comunicazione dei dati delle fatture e prorogando al 1° novembre 2017 la sperimentazione della lotteria degli scontrini per gli acquisti con moneta elettronica.

Novità dell’ultim’ora anche sul fronte dell’editoria. Slitta l’applicazione della riforma nella parte relativa al riordino dei contributi alle imprese e cambiano le regole di calcolo, che diventano più favorevoli per le aziende. La nuova disciplina stabilisce che i contributi pubblici possano arrivare fino al 50% del totale dei ricavi non più al netto dei contributi stessi.

Ma la natura eterogenea del provvedimento su comunque si acceso già il faro della Presidenza della Repubblica fa sì che alla luce del passaggio parlamentare si spazi dall’Ilva all’ippica, dalla stabilizzazione dei precari al noleggio con conducente. Su quest’ultimo fronte va registrata la protesta dei taxi soprattutto sulla norma che fa perdere la territorialità agli Ncc .

Né poteva mancare la sanatoria di rito: proroga dal 15 giugno al 31 dicembre di quest’anno per l'invio dei bilanci di partiti e movimenti alla commissione per la trasparenza per gli esercizi 2013, 2014 e 2015. Ma c’è anche il via libera alla Cig per i dipendenti di partiti e movimenti politici. Mentre per i vertici della Covip l’incarico passa da 4 a 7 anni.

Allargando l’orizzonte sulle prestazioni di sostegno al reddito, la disoccupazione per i collaboratori (si veda l’articolo in pagina) viene prolungata fino al prossimo 30 giugno. Da registare anche le 887 assunzioni nella polizia penitenziaria e la riduzione da quattro a tre anni il periodo di prima assegnazione presso gli uffici giudiziari dei magistrati di prima nomina.

Stop, infine, alla spending review per l’Expo e per l’Anas su consulenze e assunzioni.

16 FEBBRAIO 2017
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