Politica Economica
Calenda: «Con il protezionismo di Trump rischio per il made in Italy»
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«Dazi nazionali di protezione sganciati da un comportamento scorretto sono contrari alla normativa Wto», quindi se Trump imporrà dazi di quel tipo «la permanenza degli Stati Uniti nel Wto è dubbia». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, nel corso di una audizione in commissione Attivita' produttive alla Camera. Calenda ricorda che gli Usa sono «in una condizione molto diversa dalla nostra, noi abbiamo un ampissimo surplus commerciale mentre loro hanno un deficit, è nostro interesse quello di continuare a esportare».

I rischi del protezionismo americano
Il protezionismo americano, ha detto Calenda, genererebbe «nella controparte un comportamento analogo e contrario e il rischio è vedersi i mercati chiusi alle proprie merci. La linea del governo italiano è molto attenta a non passare il confine del protezionismo perché danneggerebbe in primo luogo il made in Italy che nell'ultimo anno ha raggiunto il record assoluto dell’export: noi dobbiamo essere molto molto attenti».

Cina, proposta di rafforzare i poteri di golden power
Sugli investimenti stranieri, in particolare cinesi, «con il vicecancelliere tedesco Gabriel stiamo lavorando a una bozza di proposta da sottoporre alla commissione europea per rafforzare i poteri di golden power connessi agli acquisti di aziende strategiche da parte di paesi, in particolare quando non sono economie di mercato». Il ministro dello Sviluppo economico ha detto che si sta cercando anche la convergenza francese, sottolineando di prevedere che la proposta non avrà «vita facile» e che «il percorso sarà accidentato». Calenda ha precisato di essere «fautore del fatto che vengano investimenti stranieri in Italia da tutti i Paesi», ma che ci sono «casi in cui può essere a rischio un trasferimento di tecnologia». E quindi, al di là dei settori riservati alla goden power, sarebbe necessario «codificare altri settori, che pur non appartenendo a quelli della difesa, dell'energia, delle reti, sono settori sensibili».

Proposta antidumping deludente
Ha parlato delle proposte di politica commerciale e antidumping Ue: «La nostra posizione non è cambiata e non cambierà. Per restituire equilibrio alla proposta occorre che gli elementi negativi vengano ridotti se non eliminati e soprattutto che la disapplicazione della lesser duty rule sia qualcosa di concreto e fattibile. Questa è la posizione che stiamo veicolando ai nostri parlamentari europei e sarebbe opportuno che anche il Parlamento nazionale inviasse, qualora lo condivida, un analogo segnale ai nostri europarlamentari».

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