Attualita
Hotel Rigopiano: dieci sopravvissuti, estratti vivi finora una donna e quattro bimbi
di Andrea Gagliardi e Alessia Tripodi
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Tre bambini sono stati estratti vivi in serata dalle macerie dell’hotel Rigopiano, a due giorni dalla slavina che ha travolto la struttura. Tra loro, Ludovica, la figlia di Giampiero Parete, il primo superstite della slavina. I tre bambini si aggiungono alla moglie (Adriana) e al figlio (Gianfilippo) di Giampiero Parete, estratti vivi dai soccorritori nella tarda mattinata. La donna, appena recuperata dai soccorritori, aveva invitato i Vigili del fuoco a cercare la figlia «nella stanza accanto».

In tutto,secondo quanto confermato in serata dal Capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, sono dieci le persone vive individuate sotto le macerie dell’hotel Rigopiano, distrutto dalla valanga che lo ha spazzato via verso le ore 17 di mercoledì, dopo le forti scosse di terremoto che quello stesso giorno hanno colpito l’Italia centrale. Cinque sono state estratte (una donna e 4 bambini) e 5 devono ancora essere recuperate. In serata sono stati resi noti i nomi dopo la comunicazione ai familiari da parte di una funzionaria della protezione Civile su indicazione del Prefetto Francesco Provolo di Pescara. Sono Vincenzo Forti, Francesca Bronzi, Giorgia Galassi, Stefano Feniello, Giampaolo Matrone.

Solo due i decessi accertati finora. Ma sotto le macerie dell’albergo restano ancora numerosi dispersi (i presenti nella struttura, al momento della slavina che l’ha travolta, erano 35: 24 ospiti e 11 addetti dello staff). Le ricerche continueranno per tutta la notte.

Quattro i bambini estratti vivi
Il primo bambino estratto questa mattina insieme alla mamma è stato subito portato in ospedale e sta bene: è il figlio di Giampiero Parete, il cuoco che è scampato per caso alla valanga e ha dato l’allarme il 18 pomeriggio. Gli altri bambini estratti nel tardo pomeriggio sono, oltre alla seconda figlia dei Parete
(«Voglio i miei biscotti» questa la prima richiesta di Ludovica, 6 anni, estratta viva questa sera dalle macerie), Edoardo Di Carlo, nell’albergo con i genitori Sebastiano e Nadia, che risultano ancora dispersi, nonché il figlio di Dino Di Michelangelo e Marina Serraiocco, anche loro dispersi. I tre bambini estratti dai resti dell’Hotel sono in viaggio verso Pescara.

Ricerche proseguono senza sosta
Le ricerche proseguono senza sosta. I soccorritori stanno operando con estrema cautela per evitare che le travi del solaio possano cedere. Attorno alle 16,
gli uomini dei Vigili del Fuoco, del Soccorso alpino e della Guardia di Finanza che stanno lavorando da ore, avevano stabilito un contatto con un ulteriore gruppo di superstiti, tre persone, dopo quello di sei trovato in mattinata e una settima persona individuata nel primo pomeriggio. I soccorritori avevano
iniziato a parlare con loro ma ancora non erano riusciti a raggiungerli. Dai primi contatti sembrava si trattasse di due bambini e una donna, ma quando li hanno trovati hanno visto che erano tre bambini.

Soccorritore: neve ha protetti i superstiti
Le prime persone recuperate (erano nella zona della cucina e sono state 'protette' da un solaio) sono state la moglie e il figlio di Giampiero Parete (vedi video sopra), già arrivati all’ospedale di Pescara. Parete, 38 anni, che ha potuto riabbracciare la moglie e il figlio Ginfilippo («scherza e ride» hanno riferito fonti sanitarie), era riuscito a evitare la slavina e ha lanciato l’allarme.

«Probabilmente oltre ad accendere un fuoco avevano qualcosa da mangiare con loro», ha raccontato il soccorritore della Guardia di Finanza Marco Bini, che ha estratto mamma e figlio. E ha spiegato: «Mentre noi stavamo scavando questo varco loro ci sentivano». Poi ha raccontato come proseguono le operazioni: al «varco che ci siamo creati ci spostiamo all’interno dell’albergo Rigopiano, ma è molto difficile andare avanti perché pericoloso».

Tra i superstiti ancora da estrarre ci dovrebbero essere i genitori di Edoardo, Sebastiano e Nadia, di Loreto Aprutino (Pescara). Potrebbero essere tra i sopravvissuti anche Domenico Di Michelangelo, 41 anni, di Chieti, poliziotto in servizio a Osimo, in provincia di Ancona e la moglie Marina Serraiocco, 37 anni, di Popoli, oltre al figlio di 7 anni. Lo ha confermato il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni, che ha citato fonti «dei familiari e delle forze di polizia», ma manca l'ufficialità.

Parenti esasperati: vergogna 50 ore senza sapere
Da registrate la contestazione dei parenti dei dispersi di Rigopiano durante la conferenza stampa per fare il punto sulla situazione medica dei superstiti ricoverati a Pescara. I familiari hanno urlato pretendendo informazioni sui
loro congiunti. «Sono sotto otto metri di neve e sono 50 ore che aspettiamo. Vergogna». Il personale sanitario ha cercato di tranquillizzarli, spiegando che gli operatori conoscono solo i nomi delle persone già arrivate in ospedale.

Soccorritori al lavoro per tutta la notte
Con le temperature ampiamente sotto lo zero, i soccorritori hanno lavorato grazie all’ausilio delle fotocellule ma a ritmi ridotti: non ci sono infatti le condizioni di sicurezza necessarie per operare in maniera massiccia e, dunque, si è preferito ridurre il numero degli uomini impegnati. Nel corso della notte le turbine e le ruspe hanno proseguito inoltre il lavoro per liberare la strada che sale all'hotel e consentire una migliore circolazione dei mezzi di soccorso.

L’inchiesta
La procura di Pescara, che ha avviato l'inchiesta, per disastro colposo e omicidio colposo plurimo, cerca di capire se «esistono responsabilità umane
connesse a questo fatto», ha spiegato il procuratore aggiunto, Cristina Tedeschini.

I presenti in albergo al momento della tragedia nell’hotel Rigopiano erano 35, numero confermato da Bruno Di Tommaso, direttore dell’albergo. «Ero sceso per coordinare da Pescara le operazioni di soccorso per lo sgombero neve, poi la situazione alle 17 è precipitata. Per questo non ero lì» ha raccontato a Barbara D’Urso in collegamento telefonico per 'Pomeriggio 5'. L'uomo è il nipote di Roberto Del Rosso, gestore del resort. Al momento della valanga, ha raccontato Di Tommaso, all’interno c’erano 11 dipendenti dell’albergo e 24 ospiti. «Tutto lo staff era radunato al bar, mentre gli ospiti si trovavano nella hall perché stavano per andare via».

Le cifre ufficiali, riportate dal capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, parlano di due vittime estratte. L’hotel Rigopiano è stato letteralmente spazzato via dalla valanga di neve. È quello che hanno visto i Vigili del fuoco già ieri al loro arrivo: «Ci sono tonnellate di neve, alberi sradicati e detriti che hanno sommerso l’area dove si trovava l’albergo. Ci sono materassi trascinati a centinaia di metri da quella che era la struttura», hanno spiegato.

Alcuni degli ospiti dell’albergo avevano protratto il soggiorno per colpa del maltempo. Dopo le quattro forti scosse di terremoto della giornata, tutte sopra magnitudo 5, avevano chiamato lo spazzaneve per lasciare l’hotel. L’appuntamento era per le 15, poi però era stato ritardato alle 19. Troppo tardi,
perchè sarebbe stato a metà pomeriggio che la valanga si è staccata travolgendo tutto quello che incontrava sul suo cammino per un fronte di 300 metri.

I primi ad arrivare nella notte tra mercoledì e giovedì sono stati gli uomini del Soccorso alpino della guardia di Finanza, che hanno raggiunto l’albergo con gli sci e le pelli di foca. Poi è stata la volta dei vigili del fuoco, con l’elicottero e un mezzo cingolato che può caricare fino a 8 persone. La colonna mobile di soccorso ha faticato molto, durante la notte, a raggiungere la struttura perché lungo la strada alcune slavine hanno provocato la caduta di materiale vario, tra cui tronchi di alberi, che ostacolano il percorso.

Due persone che si trovavano all’esterno della struttura sono state tratte in salvo, una in ipotermia. «Chiamiamo ad alta voce ma nessuno risponde» hanno raccontato i soccorritori. Lo scenario descritto è apocalittico: «Un tragico miscuglio tra un terremoto e una valanga». È stata un’enorme «colata di detriti» a travolgere l’hotel Rigopiano. È la ricostruzione del geologo Gian Gabriele Ori, dell'università “Gabriele d'Annunzio” di Chieti. Un fenomeno raro, che ha acquisito forza e velocità notevoli sotto la pressione della neve abbondante, dalla debolezza del terreno. Il terremoto lo ha innescato, come una miccia.

Ingv: non da escludere sisma uguale o più forte
Intanto il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv),
Carlo Doglioni, non ha escluso che nelle zone colpite dai terremoti del 18 gennaio, si verificasse una scossa di intensità pari o superiore a quelle avvenute. «Non sappiamo quanta possa essere l'energia ancora da liberare - ha dichiarato - ma è più che legittimo dire che non è da escludere un evento più importante,
ma non è possibile dire quando».

20 GENNAIO 2017
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