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Italia
Newlisi, in campo 360 Capital partners
di M.Pas.

Tra le principali startup italiane nel campo della chimica “verde” c’è sicuramente Newlisi, detentrice di un brevetto per il trattamento dei fanghi di supero civili e industriali. Fondata nel 2010, la società ha avviato le operazioni attraverso un finanziamento di 360 Capital partners; nel tempo si sono aggiunti altri finanziatori quali Imi San Paolo-Atlante Ventures, Micheli Associati e il fondo cinese Beautiful Mind Capital. Il metodo è ed è stato messo a punto in impianti sperimentali presso aziende municipalizzate e impianti industriali, ed è stato validato da un sistema operante da più di un anno presso un depuratore di fanghi civili dell’azienda municipalizzata dell’acqua pubblica di Siena.

Quello dei fanghi è uno dei problemi principali che affigge gli impianti di depurazione: le sostanze inquinanti contenute nelle acque vengono in parte eliminate mediante metodi biologici, ma la parte più tenace e pericolosa si concentra nei fanghi di supero. Questi richiedono un periodico smaltimento, e finora venivano inceneriti, smaltiti in discarica o impiegati in agricoltura come concime. Ma l’inasprimento delle normative ha reso meno praticabili questi metodi, al punto che diverse regioni non dispongono più di siti adatti.

Tra le alternative c’è l’uso di metodi fisico-chimici che distruggano le molecole organiche contenute nei fanghi e disidratino al massimo le sostanze solide, riducendone volume e costi di trasporto. Questo richiede impianti ad alta temperatura e pressione, costi elevati, consumo di energia e requisiti di sicurezza di difficile autorizzazione. ZeroSludge, il metodo di Newlisi, opera invece a pressione atmosferica e temperature non superiori ai 90°C, è contenuto in container che non richiedono opere o autorizzazioni e consente una riduzione del 70% del volume dei fanghi, a costi competitivi rispetto ai metodi consueti.

Newlisi, brevetto esteso a 44 Paesi, impiega 20 persone nella progettazione degli impianti, del software e dell’installazione. I ricercatori dell’Irsa-Cnr di Monterotondo hanno effettuato gli affinamenti e gli sviluppi per la copertura e l’applicazione brevettuale. «Grazie al nostro team tecnico e una compagine societaria di primissimo livello siamo in grado di supportare implementazioni anche fuori dall’Europa - ci ha detto l’a.d. Antonio Capristo -. Ora lavoriamo alla costruzione di una pipeline di aziende che impiegano la nostra tecnologia». Prossima frontiera? Sperimentare sul campo: estrarre dal fango biogas per alimentare il sistema riducendo scarti e costi.

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