Innovare nel campo del trat">
Italia
Innoven, dopo i no dei venture arrivano i fondi di Horizon 2020
di M. Pas.

Innovare nel campo del trattamento delle acque è più difficile che altrove: dato che le aziende vi operano spesso in condizione di monopolio locale, viene a mancare lo stimolo della concorrenza. Le tecnologie innovative vanno perciò proposte in maniera tale da integrarsi negli impianti esistenti, rendendone lo sfruttamento più vantaggioso.

È quello che tenta di fare Innoven, società detentrice di due brevetti relativi al recupero di fosforo e biopolimeri da acque reflue e rifiuti liquidi; in grado cioè di sfruttare gli impianti di depurazione esistenti per produrre plastica e fertilizzanti. Fondata nel 2013 e costituitasi nel 2015 come spinoff dell’Unversità di Verona, ha dovuto subito scontrarsi con questa diffidenza del mercato. «Abbiamo partecipato con successo ad alcune startup competition, ma le poche migliaia di euro ottenibili in questo modo non sono sufficienti ad avviare un’azienda nel nostro campo. Non abbiamo avuto finanziamenti di tipo venture capital, ma siamo partiti da accordi con l’imprenditoria locale - ci ha spiegato Francesco Fatone, referente della startup e professore di Biotecnologia all’Università di Verona, aggiungendo però che l’esperienza è stata negativa -I partner industriali, invece che farci da guida per il management, tendevano a presentarci come una loro divisione per motivi di marketing, continuando a offrire ai loro clienti vecchie tecnologie».

Dopo l’uscita del partner industriale, la startup si è sostentata con servizi di “technological footprinting”, cioè di valutazione dell’efficienza delle tecnologie, con un turnover di 50-100 euro . «Un forte sostegno ci è venuto dal programma europeo Horizon 2020, che ci ha finanziato con 230mila euro, un grosso progetto pilota per il recupero di biopolimeri in campo agro-zootecnico». Inoltre l’azienda ha creato a Carbonera (TV) un impianto pilota per il recupero del fosforo dalle acque reflue, realizzato a prezzo di costo tramite un accordo con l’azienda pubblica locale. Il fosforo è entrato nell’elenco europeo dei materiali critici non rinnovabili, dato che l’estrazione è concentrata in poche zone del mondo e il suo prezzo è arrivato a decuplicarsi.

Innoven intende sfruttare la notorietà ottenuta per creare una rete in cui curerebbe progettazione e avviamento degli impianti, lasciando ai partner costruzione e gestione. «Riusciamo a fare quello che ogni spinoff dovrebbe fare: non dedicarsi allo sviluppo economico di un’unica idea, ma continuare a produrre innovazione» conclude Fatone.

Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni