Europa
Strage Parigi, sparatoria e inseguimento: i killer prendono due ostaggi
dal corrispondente Marco Moussanet
Img Description

Una sparatoria è avvenuta poco fa a nordest di Parigi, vicino alla zona dove le forze speciali stanno dando la caccia ai due fratelli Kouachi, ritenuti responsabili dell'assalto armato contro la redazione parigina di Charlie Hebdo costato la vita a 12 persone. Il conflitto a fuoco è stato molto intenso. Nella cittadina di Dammartin-en-Goele, dove è appena avvenuta la violenta sparatoria, alcune persone si sono barricate nella sede di un'azienda con degli ostaggi. È quanto afferma la radio Rtl.
Secondo le forze di sicurezza, i due ricercati hanno trafugato un'altra auto e sono di nuovo in fuga. Le forze di polizia hanno dato istruzioni agli abitanti della cittadina dove è avvenuta la sparatoria, Dammartin-en-Goel, nel dipartimento della Seine-et-Marne, di chiudersi in casa e di stare lontani dalle finestre.

In un clima di alta tensione e dolore per le vittime, tra falsi allarmi che si sono moltiplicati per tutta la giornata, da ieri le ricerche si sono concentrate su una vasta area rurale e boschiva a circa 80 chilometri da Parigi. In azione le “teste di cuoio” francesi (gli uomini del Gign e Raid, le unità d'elite della polizia e gendarmeria), che hanno perlustrato con il supporto di decine di elicotteri la regione della Piccardia, dove i killer erano stati avvistati e riconosciuti dal gestore di una stazione di servizio in cui si erano fermati per fare scorta di cibo. I due fratelli - si è scoperto - erano da tempo nella lista statunitense di persone considerate sospette di terrorismo (la cosiddetta “no fly list”).

La caccia ai due killer
Di concreto restano per adesso soltanto lo sgomento e la paura per le notizie della cronaca e le immagini che le dirette televisive hanno inviato tutto il giorno, ieri, dalle porte di ingresso alla capitale. Scene di guerra, con le teste di cuoio della polizia, pesantemente armate, che presidiavano alcuni luoghi, in particolare le porte dell'Est – soprattutto Villette e Pantin – e la zona di Aubervilliers. Il ministro degli Interni francese ha annunciato che sono stati mobilitati 88mila uomini per dare la caccia ai due fuggitivi identificati come autori della strage, i fratelli Chérif e Said Kouachi, rispettivamente di 32 e 34 anni, entrambi già conosciuti dagli inquirenti.

Avvistamento in Piccardia
I due sono stati avvistati ieri a nord di Parigi, nel dipartimento dell'Aisne, in Piccardia. Erano a bordo di una Clio grigia, incappucciati: sarebbero stati riconosciuti dal gestore di una pompa di benzina Avia, a Villers-Cotteret; a bordo l'uomo ha visto dei kalashnikov e forse un lanciarazzi. Successivamente sembrava che i fratelli Kouachi si fossero barricati in una abitazione a Crepy-en-Valoise, ad una quindicina di chilometri di distanza, notizia poi smentita dal ministero dell’Interno. L’intera area è stata setacciata per ore dalle forze speciali e dalla polizia. Infine la perlustrazione della foresta, che non ha prodotto risultati.

Isis inneggia a killer come «eroi»
Il cosiddetto Stato islamico, che non ha rivendicato il massacro alla redazione di Charlie Hebdo, ha elogiato i killer che hanno assassinato 12 persone, definendoli «eroi». Questo il messaggio diffuso da una stazione radio legata al Califfato. «Jihadisti eroi hanno ucciso 12 giornalisti che lavoravano per la rivista francese Charlie Hebdo e hanno ferito altre 10 (persone) per vendicare il Profeta», ha affermato la radio Al-Bayan, considerata uno dei megafoni di Daesh (acronimo in arabo per Isis).

Pregiudicato già reclutato da al-Qaeda
Chérif Kouachi, in particolare, era stato condannato a tre anni di carcere nel 2008 nel quadro di un'indagine su una filiera di reclutamento a Parigi di giovani da inviare a combattere in Iraq nelle file di al-Qaeda. Chérif, secondo alcune fonti, si era addestrato in un campo degli integralisti in Yemen. E in molti si domandano, comprensibilmente, perché non fosse soggetto a un controllo, com'è possibile che abbia potuto organizzare e realizzare un simile attentato.

L’alibi del terzo ricercato
Il terzo ricercato (Mourad Hamyd, di 18 anni, cognato di Chérif, sospettato di complicità con i killer) si è invece consegnato spontaneamente alla polizia e avrebbe un solido alibi (sarebbe infatti stato a scuola durante il massacro). La polizia ha intanto fermato cinque persone a Reims, dove nella notte sono state effettuate alcune perquisizioni e dove ieri sera sembrava dovesse esserci un raid, poi annullato. Gli inquirenti hanno diffuso nella notte le foto dei fratelli Kouachi, piccoli delinquenti convertiti all'islam radicale, per sollecitare segnalazioni e testimonianze ma anche per mettere in guardia la popolazione, visto che si tratta di criminali pronti a tutto.

Le molotov e le bandiere jihadiste in macchina
Una decina di molotov e due bandiere jihadiste sono state ritrovate nella macchina abbandonata mercoledì a Parigi dai presunti autori dell'attacco. Lo riferiscono i media francesi, citando fonti vicine al caso, secondo le quali questo mostrerebbe «la loro radicalizzazione islamista e che forse avevano previsto altre azioni con queste bombe». Dopo la fuga, gli aggressori hanno abbandonato la macchina, una Citroen C3, vicino al Parc des Buttes-Chaumont, nel nordest di Parigi.

Parigi sgomenta
Una città in lutto, ma anche sgomenta e impaurita. Ecco lo stato d'animo di Parigi, giovedì. La commozione è stata quella delle tante persone che si sono fermate per un minuto di silenzio, a mezzogiorno, in ricordo delle vittime della strage di ieri e di quelle che hanno continuato a sfilare davanti alla sede di Charlie Hebdo per lasciare un fiore, una matita, un messaggio o soltanto per un attimo di raccoglimento.

Un’altra sparatoria, morta una giovane agente
Paura anche per un altro episodio che si è verificato verso le otto di ieri nella zona di Montrouge, a Sud della città. Un uomo ha sparato con un fucile d'assalto contro due poliziotti intervenuti sul luogo di un incidente stradale e ha ucciso una giovane agente. È riuscito a fuggire e anch'esso viene attivamente ricercato. La protezione intorno ai luoghi a maggior rischio è stata ovviamente rafforzata e la zona dell'Eliseo è stata blindata. In ogni caso non esiste «alcun legame accertato» tra l'assalto a Charlie Hebdo e la sparatoria di Montrouge, ha dichiarato in serata il ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve, nel corso di una conferenza stampa.

Domenica grande manifestazione a Parigi
Eliseo dove per la prima volta dalla sconfitta del maggio 2012 si è recato ieri mattina Nicolas Sarkozy, su invito di François Hollande. A quest'ultimo, Sarkozy ha confermato tutto l'appoggio necessario in questo difficile momento e l'adesione alla manifestazione che si svolgerà domenica pomeriggio a Parigi. Alla quale non si ancora se sarà presente anche il Front National, il partito di estrema destra guidato da Marine Le Pen. Che ha dichiarato di essere favorevole ma aspetta un invito formale da parte del Governo. Sarebbe la prima volta che il Front National partecipa a un evento istituzionale. Una delle tante prime volte di questa situazione eccezionale.

Charlie Hebdo tirerà un milione di copie, Google contribuisce
I giornalisti di Charlie Hebdo, la cui redazione è stata decimata dal selvaggio attentato di ieri, hanno intanto annunciato che mercoledì prossimo saranno regolarmente in edicola, con un numero da un milione di copie contro le 60mila abituali. Google intende donare 250mila euro per contribuire alla tiratura.

Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni