Europa
«Vittime della pedofilia accanto ai martiri cristiani»
Carlo Marroni

LONDRA. Dal nostro inviato Lontano dalle telecamere, come ha già fatto in tre precedenti viaggi (e una volta a Roma), ieri Benedetto XVI ha incontrato per oltre mezz'ora, in un clima che alcuni hanno definito «teso», cinque vittime di preti pedofili, ben quattro delle quali donne. Mentre nei locali della nunziatura – nell'elegante sobborgo di Wimbledon – il Papa, «commosso», rinnovava dolore e vergogna per le sofferenze causate, per le vie centrali di Londra sfilavano i contestatori di "Protest the Pope", stimati in 10mila, forse di più. E di pedofilia ha nuovamente parlato ieri Ratzinger, dopo che lo aveva fatto tre giorni fa nel corso del viaggio aereo, con il drammatico mea culpa sull'inerzia della Chiesa. Le «immense sofferenze» causate dai preti pedofili alle loro vittime – ha detto nell'omelia della messa nella cattedrale cattolica di Westminster - fanno parte delle «prove e tribolazioni che ci sono nella vita della Chiesa» tra cui quelle dei «martiri di ogni tempo». Un accostamento fortissimo – e che specie in terra anglosassone fa particolare impressione visto l'impatto che le vicende hanno avuto - accomunato a quello di coloro i quali «ancora oggi soffrono discriminazioni e persecuzioni per la loro fede cristiana». Ha rinnovato il suo «profondo dolore» per le vittime dei preti pedofili, insieme a «vergogna e umiliazione», definendo gli abusi sessuali dei sacerdoti «inqualificabili crimini che hanno prodotto immense sofferenze». Parole attese, che ha ripetuto anche in un inedito incontro con le associazioni cattoliche impegnate nella protezione dei bambini. «Riconosco anche, con voi - ha aggiunto - la vergogna e l'umiliazione che tutti abbiamo sofferto a causa di questi peccati, vi invito a offrirle al Signore con la fiducia che questo castigo contribuirà alla guarigione delle vittime, alla purificazione della Chiesa e al rinnovamento del suo secolare compito di formazione e cura dei giovani». L'accostamento tra le piccole vittime innocenti di abusi sessuali e i martiri cristiani di ogni tempo ha generato un fortissimo impatto mediatico, che il Vaticano ha cercato di smorzare. Martiri e vittime della pedofilia sono «profondamente distinti» ha precisato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, «i martiri soffrono e muoiono per la fede cristiana, le vittime di abusi soffrono, e terribilmente, ma non perché sono credenti, anche se possono partecipare al mistero della croce e possono essere invitati a vivere la loro sofferenza alla luce della croce. Sono due motivi di parlare di sofferenza e croce ma sono profondamente distinti». Nel giorno della veglia di preghiera con 80mila persone a Hyde Park per la beatificazione del cardinale John Henry Newman – che avverrà oggi a Birmingham – anche il Vaticano intanto ridimensiona l'allarme attentato dopo l'arresto dei sei presunti terroristi algerini. «Siamo grati alla polizia per le misure di prevenzione. Le informazioni chi ci hanno dato non sono di grande preoccupazione. Non ci risultano elementi concreti o una reale preoccupazione. Consiglio di non dare troppo peso all'episodio, per noi non è cambiato niente». E le proteste, che hanno blindato il centro di Londra, già stretta tra transenne e blocchi? Il Vaticano ha ribadito – come ha fatto alla vigilia – che non hanno generato preoccupazioni. «Sappiamo che ci sono gruppi che protestano, che hanno il diritto e la libertà di esprimere le loro critiche. È piuttosto normale e, come ha detto il Papa, è anche una tradizione positiva del Regno Unito», ha detto padre Federico Lombardi. «Ma - ha aggiunto - credo che, se si guarda la realtà per quello che è, va riconosciuto che c'è anche una grande parte della popolazione felice di incontrare il Papa. Non sono sorpreso o scioccato dalle proteste». Ma nella giornata di ieri il Papa è tornato anche sul tema della difesa della vita. «La vita è un dono unico, a ogni stadio, dal concepimento fino alla morte naturale, e spetta solo a Dio darla e toglierla», ha detto nel discorso agli anziani ospiti della casa di riposo St Peter's Residence. Una giornata, quella di ieri, dai contenuti a tinte forti, come la frase pronunciata a Hyde Park, a cui Ratzinger è arrivato in papamobile: «Nella nostra epoca il prezzo da pagare per la fedeltà al Vangelo non è tanto quello di essere impiccati, affogati e squartati, ma spesso implica l'essere additati come irrilevanti, ridicolizzati o fatti segno di parodia». Nella mattinata Benedetto XVI aveva visto il primo ministro britannico, il conservatore David Cameron – che non aveva partecipato all'incontro di Westminster Hall a causa dei funerali del padre - nel Palazzo arcivescovile di Westminster (successivamente ha visto il vice Nick Clegg e il leader "reggente" dell'opposizione laburista Harriet Harman.) Il Papa e Cameron hanno parlato dei campi di collaborazione tra la Santa Sede e il governo di Downing Street, già affrontati nella cena di lavoro di venerdì delle rispettive delegazioni – guidata per il Vaticano dal cardinale Tarcisio Bertone - e della «comune responsabilità dello stato, quindi della politica, e della Chiesa». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LONDRA E LO SCANDALO

Le denunce e le contromisure Lo scandalo pedofilia, seppure con dimensioni ed effetti più contenuti che in Irlanda, non ha risparmiato i cattolici britannici. Dopo che all'inizio del 2000 emersero alcune denunce in Inghilterra, il cardinale Cormac Murphy-O'Connor (nella foto), allora capo della Chiesa cattolica in Inghilterra e Galles, incaricò il giudice Michael Patrick Nolan di indagare sul fenomeno e formulare raccomandazioni Il rapporto Nolan Pubblicato nell'aprile 2001, il rapporto Nolan suggeriva l'istituzione di un ente cattolico per la protezione dei bambini e una serie di misure per estirpare la pedofilia dalla Chiesa. Tra i suggerimenti, confessionali con le porte in vetro, una banca dati per controllare tutte le informazioni sugli aspiranti sacerdoti, un responsabile per il benessere dei bambini in ogni parrocchia, diocesi e ordine religioso; infine il consiglio di non dare alcun incarico che metta a repentaglio i minori a chi è stato condannato e di indagare subito chi è sospettato

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