Europa
Freddezza inglese e posizioni distanti all'arrivo del Papa
Leonardo Maisano

LONDRA. Dal nostro corrispondente La regina non sarà in nero. Sulla soglia di Hollyrood house, residenza dei Windsor a Edimburgo, Elisabetta II accoglierà Benedetto XVI senza indossare i colori che la liturgia impone a un monarca non cattolico in Vaticano. Dallo scisma di Enrico VIII a oggi sarà la prima sovrana a ricevere un Papa in visita di stato nel Regno Unito e il dubbio che il protocollo volesse, comunque, l'abito scuro ha aggiunto ironia alle polemiche che accompagnano l'arrivo del pontefice. L'incertezza è stata rotta dal Vaticano e da Buckingham Palace: il nero per una regina non cattolica e il bianco per una cattolica sono richiesti solo quando ad ospitare è il Papa. Resta la solennità di un evento che non ha precedenti nella forma - quello di Giovanni Paolo II nel 1982 fu viaggio pastorale - e non ha uguali nel contesto sociale e politico di oggi. Benedetto XVI arriva in un paese che lascia intendere che ne avrebbe fatto volentieri a meno. Da giorni, ma da ieri ancor di più dopo la gaffe del cardinale tedesco Walter Kasper che in un'intervista ha definito il Regno Unito «realtà del Terzo Mondo». Il riferimento era all'impatto con l'aereoporto di Heathrow dove va subito in scena la realtà multiculturale britannica. Le scuse e i chiarimenti del cardinale - che ha rinunciato al viaggio «per ragioni di salute» - non basteranno a placare gli umori di un mondo che si ribella ai no della chiesa al matrimonio dei sacerdoti, all'ordinazione delle donne, alle aperture del Vaticano a quei pastori contrari agli eccessi liberali della Chiesa d'Inghilterra. Un mondo, soprattutto, che non comprende l'atteggiamento verso gli abusi sessuali sui minori divenuti casi nazionali in Usa e Irlanda. Il Papa - che ieri ha lanciato un appello alla riconciliazione tra le fedi, dopo le violenze legate alla profanazione del Corano («Il rispetto della libertà religiosa e la logica della riconciliazione e della pace prevalgano sull'odio e sulla violenza») - oggi sarà a Edimburgo e a Glasgow. Domani e sabato a Londra dove incontrerà il premier David Cameron, ma soprattutto l'Arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, capo della Chiesa anglicana. A Westiminster Abbey, il Papa sarà accolto da Jane Hedges, canonico dell'abbazia, simbolo del sacerdozio femminile, nervo scoperto, con le aperture agli omosessuali, delle relazioni fra le due confessioni. «Ci sono tensioni - ha riconosciuto di recente Andrew Faley, membro della conferenza episcopale cattolica inglese - per via degli oridinariati personali». Ovvero della struttura allestita dal Vaticano e annunciata lo scorso autunno che consente agli anglicani di riunirsi al mondo cattolico se avvertono disagio per il riformismo della Chiesa d'Inghilterra. E di poterlo fare senza rinunciare ai propri riti e alle proprie tradizioni. Una mossa che fece pensare al possibile passaggio - mai avvenuto - di più di mille anglicani sotto l'ala del Vaticano e che ancora pesa sul dialogo. Il primate cattolico Vicent Nichols ha ridimensionato la querelle. «La visita è al Regno Unito nel suo insieme e non sarà occasione per esplorare le relazioni fra le due Chiese». In agenda, ufficialmente, non se ne fa cenno, ma il calendario pone l'accento sulla beatificazione a Birmingham del cardinale John Henry Newman che da anglicano si fece cattolico. Il più celebre convertito britannico, secondo solo a Tony Blair. Un programma intenso, nononostante la freddezza di Londra. Migliaia di biglietti per gli appuntamenti pubblici sono invenduti. A Glasgow non ci saranno più di 80mila fedeli contro i 300mila che riunì Giovanni Paolo II nel 1982. Spalti più vuoti del previsto anche per la preghiera ad Hyde Park. S'affollerà lì quell'eterogeneo mondo di contestatori che ieri hanno trovato nell'attore Stephen Fry, nel filosofo Anthony Grayling, nel chimico Tom Blundell i firmatari di un manifesto di denuncia del Vaticano. Il punto più delicato riguarda gli abusi sui minori in quella che fu definita «violenza endemica» nei collegi di Dublino. C'è attesa, quindi, sul possibile incontro del pontefice con le vittime. «Se ci sarà un evento del genere - ha detto l'arcivescovo Nichols - non sarà annunciato, né commentato». Gli inglesi se lo aspettano e tanto potrebbe bastare per dare più sostegno alla visita di Benedetto XVI non troppo gradita da due terzi degli intervistati nei sondaggi di queste ore. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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