Fisco
Boom di accessi al 730 precompilato. Ecco quando e a chi conviene il fai da te
di C. Dell'Oste e G. Parente
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La dichiarazione dei redditi precompilata 2018 è pronta. Si può accedere dal sito delle Entrate utilizzando quattro diverse chiavi di accesso: le credenziali di Fisconline , il Sistema pubblico di identità digitale (Spid ), il Pin dispositivo Inps e, per i pubblici dipendenti, la password Noipa . Il precompilato online può essere consultato dal 16 aprile e può poi essere accettato o modificato e inviato all’Agenzia a partire dal 2 maggio. Nelle prime cinque ore di consultazione si sono registrati 218mila accessi, con una crescita del 45% rispetto allo stesso lasso di tempo del primo giorno del 2017.

Nella fase iniziale di “consultazione” è importante fare le mosse giuste, così da non perdere eventuali detrazioni e deduzioni. Ecco i passi fondamentali.

Controllare i redditi

Il primo passo è verificare quali dati l’Agenzia ha usato per precompilare la dichiarazione. Chi ha svolto più attività di lavoro dipendente nell’anno deve riscontrare che ci siano le Certificazioni uniche relative a tutti i rapporti. Lo stesso vale per i redditi da fabbricati e gli altri redditi, con il debutto - quest’anno - delle nuove regole sugli affitti brevi . Bisogna prendere nota di ogni reddito mancante, così da poter reperire la documentazione e integrare il modello.

Verificare i bonus
Lo stesso controllo va fatto sulle sezioni «Oneri e spese» e «Oneri da ripartire in più anni». In pratica, si tratta di verificare se le Entrate hanno tenuto conto di tutte le detrazioni cui ha diritto il contribuente, o se ne manca qualcuno. Caso tipico: tra le spese sanitarie, manca una la fattura pagata a un fisioterapista, o magari la ricevuta per l’acquisto di un materasso ortopedico. Altro caso possibile: in caso di mutuo rinegoziato nel 2017, nella precompilata appare solo il dato degli interessi relativi alla “vecchia” versione del prestito, e non a quella “nuova”. In questo caso, il modello andrà integrato (naturalmente, bisogna avere i giustificativi delle spese agevolate che si aggiungono). Può capitare anche il contrario: il contribuente vede che in dichiarazione c’è una spesa agevolata che non ricordava più di aver sostenuto.

Fai-da-te o intermediari abilitati

Una volta controllata l’entità delle eventuali correzioni necessarie, il contribuente può decidere come procedere. Le alternative sono tre:

1) accettare il modello così com’è (l’anno scorso l’ha fatto il 15% dei contribuenti che hanno scelto il fai-da-te). Così facendo, si evitano i controlli formali;

2)procedere con le correzioni tramite il fai-da-te dal sito delle Entrate (le modifiche sono possibili dal 2 maggio per il 730 e l’invio fatto entro il 23 luglio; per il modello reddito c’è un calendario diverso). È gratis, ma si devono conservare i documenti giustificativi per cinque anni (consigliabile fare anche una fotocopia o, meglio, una scansione) e si resta soggetti ai controlli;

3) rivolgersi a un intermediario abilitato (Caf o professionista), pagando per il servizio e ottenendo due vantaggi extra: i controlli formali saranno fatti direttamente all’intermediario, che sarà anche responsabile della conservazione di tutti i documenti.

16 APRILE 2018
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