Fisco
Riforme fiscali, ecco chi sale e chi scende secondo l’Ocse
di Francesca Milano
Img Description

I Paesi Ocse che hanno intrapreso le più grosse riforme fiscali sono stati l’Austria, il Belgio, la Grecia, l’Ungheria, il Lussemburgo e i Paesi Bassi. Lo dice il rapporto Ocse sulle “Tax Policy Reforms” del 2017, secondo cui «lo stimolo alla crescita è guidato dai tagli delle aliquote dell’imposta sul reddito delle società, con dodici Paesi che intraprendono passi verso una riduzione dei tassi d’imposta standard delle imprese nel corso del 2016, spesso nell’ambito di una graduale riforma dell’imposta sulle società pluriennali».

L’Ocse conferma la tendenza verso una maggiore concorrenza fiscale internazionale e allo stesso tempo sottolinea gli sforzi fatti sul fronte della cooperazione internazionale per affrontare l’erosione di base e l’evasione fiscale internazionale. La riduzione delle tasse alle aziende mira anche ad aumentare la competitività con i sistemi fiscali di altri Paesi. Al tempo stesso però il rapporto Ocse rileva una maggiore cooperazione per affrontare insieme il problema del “profit shifting”. «I governi - ha detto il segretario generale Ocse Angel Gurría - stanno giustamente ponendo la crescita e l’inclusività al centro dei loro sforzi di riforma fiscale».

L’Italia, insieme ad Argentina, Belgio, Turchia, Ungheria e Sud Africa, è fra i Paesi che hanno visto le tasse sulle proprietà registrare «aumenti significativi» fra il 2000 e il 2015 in relazione al valore complessivo del Pil. Nel complesso nei quindici anni le tasse sulla proprietà sono salite in 21 Paesi e calate in 15. All’interno dei 21 Paesi che le hanno aumentate, l’Italia è nel gruppo più ristretto che le ha aumentate in maniera significativa. Secondo l’Ocse l’aumento delle entrate derivanti dalle tasse sugli immobili può essere frutto sia di un aumento delle aliquote sia di un apprezzamento del valore delle abitazioni. Nel rapporto si ricorda anche che l’Italia ha abolito la tassa sulle prime abitazioni per aumentare il reddito disponibile dei lavoratori e dei pensionati che sono proprietari di casa. Dall’altra parte dello spettro, le maggiori flessioni relative alle tasse sugli immobili si sono state registrate fra il 2000 e il 2015 in Cile, Islanda, Repubblica Slovacca e Svezia.

Durante la presentazione del rapporto il direttore del centro di politica e amministrazione fiscale dell’Ocse, Pascal Saint-Amans, ha parlato anche di web tax spiegando che l’imposizione di una tassa sui ricavi dei colossi di internet, anziché sui profitti, come richiesto dai principali Paesi europei, sarebbe solo una «soluzione temporanea» che potrebbe però contribuire ad «accelerare la soluzione complessiva di lungo termine». «Capiamo che i Paesi sono frustrati, vogliono agire, vogliamo vederli agire, ma le cose vanno fatte in modo ragionevole, in concertazione», ha aggiunto.

Tornando al Report, il documento segnala la riduzione delle aliquote di imposta sul reddito delle persone a basso o medio reddito in 15 Paesi. Tuttavia, le imposte sul lavoro rimangono complessivamente elevate e, con poche eccezioni, nel 2016 si sono registrate solo ridotte riduzioni dei contributi previdenziali. «Per quanto riguarda la tassazione sul lavoro - ha spiegato Gurría -, i contributi previdenziali rimangono alti in molti Paesi e ciò richiederà ulteriori azioni se l’onere fiscale complessivo sul reddito da lavoro deve essere ridotto e gli incentivi per creare nuovi occupati migliorati».

Per quanto riguarda l’Iva, le aliquote sono rimaste invariate ovunque: fa eccezione solo la Grecia che ha aumentato l’aliquota standard.

Le imposte sulle accise, in particolare sul tabacco, e le tasse destinate ai carburanti per i trasporti sono aumentate generalmente nel 2016, così come gli incentivi per l’acquisto e l’uso di veicoli elettrici e ibridi. «Tuttavia - rileva l’Ocse -, i combustibili utilizzati al di fuori del settore dei trasporti, che causano notevoli danni all’ambiente, continuano a essere tassati a tassi relativamente bassi».
 

13 SETTEMBRE 2017
Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni