USA
Chi è Mike Pompeo, l’uomo della Cia in simbiosi con Trump
di Marco Valsania
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NEW YORK - Mike Pompeo ha 53 anni e nulla, o ben poco, che lo prepari a prendere davvero le redini della diplomazia americana . A meno di considerare formativa la breve esperienza di un anno quale leader della Cia, che però tutti concordano esser stata controversa per l'atteggiamento ultra-politicizzato portato nell'agenzia spionistica per eccellenza - già bruciata in passato da simili “errori”. Oppure di considerare la sua triplice elezione a deputato in Kansas. Vale a dire, ricordano gli scottici, nella nota “patria” di politici non tradizionali - oltre che del Mago di Oz dove i tornado - ma è una fake news - fanno volare ragazzine verso magici paesi esteri popolati di streghe buone e cattive.

L’esperienza nei Tea party
Il pedigree accademico, in realtà, non gli difetta: legge a Harvard dopo l'Accademia Militare. E durante il servizio militare è stato ufficiale di cavalleria di pattuglia lungo il Muro di Berlino. Ma a tenere banco è la sua successiva carriera politica. È stato un esponente di spicco, ben più che della delegazione parlamentare italo-americano, dei Tea Party, il movimento oltranzista e isolazionista che ha tirato la volata alle frange populiste di Steve Bannon e a Trump. Durante una breva carriera imprenditoriale, la sua Thayer Aerospace fu finanziata dai Koch, magnati dell'ultra-destra.

In simbiosi con il presidente
Soprattutto è dimostrata oggi la sua simbiosi con Trump, che solleva incognite sulla sua capacità di essere spassionato e realistico consigliere - sulle tracce dei migliori Segretari di Stato americani - per un presidente la cui tendenza a dichiarazioni, se non finora ad azioni, d'impulso e male informate è sotto gli occhi di tutti. Ideologicamente ha oltretutto mostrato lui stesso tendenze da «falco», dall'Iran a Israele.

«Pompiere» sul Russiagate
Un recente episodio è parso rivelatore dei dubbi sulle sue priorità e conflitti d'interesse: avocò a sé i rapporti del Counterintelligence Mission Center della Cia, impegnato a fianco dell'Fbi nelle indagini sul Russiagate e sui possibili legami della campagna di Trump con Mosca. Ha inoltre minimizzato quello scandalo. E occorre ricordare che Pompeo era stato nominato alla Cia da Trump proprio con una missione informale da “poliziotto” interno per normalizzare l'agenzia e proteggere forse la Casa Bianca più che il Paese: il presidente stesso aveva paragonato gli agenti segreti ai nazisti per il loro ruolo nelle indagini sulla sua campagna.

Pompeo, durate la gestione della Cia, secondo i suoi fautori ha dimostrato doti potenzialmente importanti per svolgere il nuovo incarico al quale appare destinato: conoscenza e controllo di crisi e sfide globali complesse. E ha promosso, in generale, un rafforzamento delle attività di raccolta di informazioni di intelligence, ancora considerate troppo deboli dopo le debacle della guerra in Iraq. Ha tuttavia sempre passato numerose ore al giorno alla Casa Bianca, sintomo certo della sua crescente influenza nello Studio Ovale ma anche di una vicinanza a Trump che può preoccupare.

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