Europa
Perché l’Europa non vuole mediare
di Beda Romano
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Dinanzi ai tira-e-molla del governo catalano, che martedì ha annunciato e poi sospeso la dichiarazione d’indipendenza, l’establishment comunitario ha ribadito ieri la sua posizione: vale quanto afferma la Costituzione spagnola che considera indissolubile l’unità territoriale della Spagna. In cuor suo, la Commissione spera che Barcellona abbandoni l’idea di una secessione e decida di tornare al tavolo delle trattative. Di mediazione, Bruxelles non può e non vuole sentir parlare. Interpellato ieri sulla questione catalana è stato il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. In una conferenza stampa qui a Bruxelles dedicata al futuro dell’unione bancaria, l’ex premier lettone ha spiegato che il collegio dei commissari ha discusso della crisi spagnola. In questo senso, ha detto che l’esecutivo comunitario «segue da vicino la situazione in Spagna e ribadisce il suo precedente appello al pieno rispetto dell’ordine costituzionale spagnolo».

«Abbiamo fiducia nelle istituzioni spagnole, nel premier Mariano Rajoy, con il quale il presidente della Commissione europea è costantemente in contatto, e in tutte le forze politiche che lavorano verso una soluzione», ha detto il vice presidente Dombrovskis. Ha precisato che la soluzione «deve essere trovata nel quadro costituzionale spagnolo». Infine, ha spiegato che Bruxelles «sostiene gli sforzi per superare le divisioni e la frammentazione in modo da assicurare l’unità e il rispetto della Costituzione spagnola».

Anche il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk aveva esortato martedì il presidente catalano Carles Puigdemont ad evitare «una decisione che renderebbe il dialogo impossibile», preoccupato da «un conflitto dalle conseguenze negative per i catalani, per la Spagna e per l’Europa». Sul fronte parlamentare, invece, l’eurodeputato di Podemos Miguel Urban ha parlato ieri di «deriva autoritaria», e definito il premier Rajoy un «Erdogan dell’Europa del Sud», riferendosi al presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

L’establishment europeo teme che l’esempio catalano possa ripetersi in altri paesi d’Europa e che una secessione della Catalogna possa scatenare una disintegrazione della zona euro o comunque gettare una ombra sull’immagine della moneta unica a livello internazionale. Mediare rischia di essere controproducente, oltre che contrario ai Trattati. In cuor suo, la Commissione europea spera che i grandissimi rischi legati a una secessione dalla Spagna induca la Catalogna a rivedere le sue priorità.

D’altro canto, nello stesso modo in cui le complesse conseguenze della clamorosa decisione della Gran Bretagna di lasciare l’Unione hanno raffreddato gli animi di molti euroscettici, le incertezze legali, monetarie ed economiche già provocate dalle tendenze secessioniste catalane stanno inducendo alla cautela gli indipendentisti scozzesi, lombardo-veneti, fiamminghi e anche catalani. Forte di queste considerazioni, l’establishment rimane a fianco di Madrid.

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