Asia e Oceania
Nuova esercitazione Usa: bombardieri sulla penisola coreana
dal nostro corrispondente Stefano Carrer
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Nuove esercitazioni di bombardieri strategici americani sui cieli della penisola coreana, anche se il regime nordcoreano si è riservato la facoltà di abbattere velivoli militari Usa anche senza violazioni del suo spazio aereo. Due B-1B dell’Air Force decollati da Guam hanno effettuato prove di bombardamento di precisione di obiettivi terrestri da un lato e dall’altro della penisola coreana, accompagnati da due caccia F-15K dell’aviazione sudcoreana. In precedenza erano stati scortati da caccia giapponesi in quella che risulta come la prima esercitazione combinata notturna di bombardieri strategici americani con velivoli dei due Paesi alleati.

Bando Onu a quattro cargo
Un’altra novità senza precedenti arriva dall’Onu, che ha bandito dai porti di tutto il mondo quattro navi cargo riconducibili a Pyongyang (anche se non necessariamente battenti bandiera nordcoreana, ma per esempio di isole come Comore e St. Kitts and Nevis), che hanno trasportato merci proibite (compreso materiale bellico) dalle sanzioni internazionali in corso. Un bando la cui possibilità è stata introdotta nell’ultima tornata di penalità infitte al Nord dopo il suo sesto test atomico. Le navi si chiamano Jie Shun, Hao Fan 6, Petrel 8 e Tong San 2.

Timori per l’hackeraggio di segreti militari
Sui media sudcoreani tiene ancora banco la notizia, rivelata da un parlamentare, secondo cui i piani segreti congiunti di guerra tra Usa e Corea del Sud sarebbero stati «hackerati» già da oltre un anno, compresi i progetti per «decapitare» la leadership nordcoreana non appena scoppi un conflitto.

Rhee Cheol-hee, membro della commissione parlamentare sulla Difesa, ha detto che 235 gigabytes di documenti segreti risultano compromessi: molto probabile, anzi praticamente sicuro, che siano stati hacker nordcoreani a penetrare la rete informatica militare sudcoreana.

Nuovo test in vista?
Se il mondo ha tirato un sospiro di sollievo perché la ricorrenza della fondazione del Partito dei Lavoratori nordcoreani è passata indenne – senza essere «celebrata», come successo spesso in passato in caso di anniversari importanti per il regime, da test missilistici o nucleari - alcuni analisti ipotizzano che il leader Kim Jong Un possa decidere una nuova provocazione internazionale intorno al 18 ottobre, data in cui inizierà il 19esimo congresso del Partito comunista cinese. Dal punto di vista di Kim, sarebbe una occasione per massimizzare l’impatto internazionale di un nuovo test, lanciare un messaggio a Pechino di grave irritazione per l’approvazione cinese delle sanzioni rafforzate e per dimostrare di non avere paura delle ripetute minacce di Donald Trump.

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