Europa
Il prossimo aumento dei tassi inglesi mette le ali alla sterlina
di Nicol Degli Innocenti
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LONDRA - La prospettiva di un aumento dei tassi nei prossimi mesi sta mettendo le ali alla sterlina. La valuta britannica sta guadagnano l'1% sul dollaro, salendo a $1,33, mentre è ai massimi da due mesi contro l'euro a €1,12.
La Banca d'Inghilterra stamani ha lasciato invariati i tassi al minimo storico dello 0,25%, come previsto, con una netta maggioranza di 7 contro 2. I membri della Monetary Policy Committee (Mpc) però hanno cambiato tono rispetto ai mesi scorsi, parlando apertamente di un possibile ritocco a breve, che sarebbe il primo da dieci anni.

L’allarme sull’inflazione
«Un parziale ritiro dello stimolo monetario sarà probabilmente appropriato nei prossimi mesi», hanno dichiarato. Il quadro economico si è rafforzato, hanno spiegato, e la disoccupazione è al 4,3%, il minimo da quarant'anni, un dato migliore del previsto.
L'inflazione continua ad aumentare, a causa dell'indebolimento della sterlina dopo il voto a favore di Brexit. Nell'ultimo trimestre è salita al 2,9%, ben oltre il tasso programmato del 2%, e la Banca prevede che superi il 3% in ottobre.
Gran parte degli economisti non si attendeva un aumento dei tassi fino al prossimo anno o perfino al 2019. Ora invece si concretizza la possibilità di un rialzo già alla prossima riunione della Mpc in novembre.
La Banca ha dichiarato che i tassi possono salire più rapidamente di quanto pensino i mercati finanziari, ma che gli aumenti, quando arriveranno, saranno “graduali e limitati”.

Mossa tattica?
Secondo alcuni economisti invece la BoE non ha intenzione di alzare i tassi a breve, ma l'annuncio è una mossa calcolata per sostenere la sterlina e tenere a bada l'inflazione. «Nonostante il cambio di tono è improbabile che l'annuncio di oggi porti a una stretta formale, - ha commentato Alan Wilson, active fixed income portfolio manager di State Street Global Advisors. – La Mpc ha imparato la lezione della Bce nel 2011, e vorrà evitare un inasprimento prematuro per pressioni inflazionistiche transitorie».

Anche Howard Archer, chief economic advisor dell'EY Item Club, si è dichiarato scettico: «Continuiamo a credere che la Banca d'Inghilterra non alzerà i tassi fino a fine 2018, - ha detto. – L'economia continuerà a essere debole nei prossimi mesi, l'inflazione probabilmente calerà dopo il picco di fine 2017 e le incertezze su Brexit resteranno elevate. Ma indubbiamente le possibilità di una mossa al rialzo prima di allora sono aumentate».

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