Europa
Juncker: basta unanimità sul fisco Ue. Sì a ministro Finanze dell’euro. Sui migranti l’Italia ha salvato l’onore dell’Europa
di Beda Romano
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DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – Confermando le anticipazioni della vigilia, il presidente della Commissione europea ha annunciato nuove proposte per rafforzare l'assetto dell'unione monetaria. L'idea principale è di trasformare il Meccanismo europeo di Stabilità in un Fondo monetario europeo.

Sul fronte europeo, Jean-Claude-Juncker ha proposto l'applicazione delle clausole-passarella per moltiplicare i campi dove basta la maggioranza del Consiglio per approvare provvedimenti legislativi. «L'Unione deve poter decidere in modo più rapido e più efficiente - ha detto il presidente dell'esecutivo comunitario parlando stamani a Strasburgo davanti al Parlamento europeo - . Non abbiamo bisogno di modificare i Trattati (…) Basta applicare le clausole-passerella (…) Sono favorevole a decisioni a maggioranza e non più all'unanimità per le riforme della base imponibile unica e dell'imposta sul valore aggiunto, così come per la tassazione dell'industria digitale e la tassa sulle contrattazioni finanziarie».

I Trattati prevedono due tipi di clausole-passerella. La prima generale, applicabile a tutte le politiche europee, che richiede l'unanimità dei paesi al Consiglio europeo (capi di stato e di governo). L'altra invece è legata a settori specifici e richiede l'autorizzazione del Consiglio (ministri). Sei i settori previsti in quest'ultimo caso: il bilancio comunitario, la politica estera e di difesa, le materie sociale e ambientale, la cooperazione giudiziaria in materia di diritto di famiglia e le cooperazioni rafforzate.

Confermando che non intende essere candidato alla sua successione nel 2019, il presidente Juncker ha poi fatto notare che l'Unione dovrebbe avere «un solo capitano», riferendosi così alla diarchia che governa l'Europa: oltre al presidente della Commissione, anche il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Sempre a livello europeo, l'ex premier lussemburghese ha proposto di aumentare la taglia del bilancio comunitario, oggi limitato a circa l'1% del reddito nazionale lordo.

«Abbiamo anche bisogno di una unione monetaria che sia più agile», ha aggiunto il presidente Juncker. Sul futuro dell'Esm, l'ex premier ha fatto propria

la proposta tedesca di trasformare l'istituzione in un Fondo monetario europeo. Tuttavia, nel suo discorso di oggi si è ben guardato dall'appoggiare l'ipotesi di affidare il compito di sorveglianza dei bilanci nazionali al nuovo organismo, così come illustrato da Berlino, preoccupata dalla discrezionalità della Commissione in questo campo.
Bruxelles vede di cattivo occhio questa possibilità perché darebbe nuova forza al metodo intergovernativo piuttosto che al metodo comunitario. In questo senso, il presidente Juncker ha annunciato stamani che proporrà di trasformare il commissario agli affari monetari in un ministro delle Finanze della zona euro, chiamato a vigilare sui bilanci, promuovere le riforme strutturali, coordinare gli strumenti finanziari dell'Unione europea, presiedere l'Eurogruppo, con a disposizione una propria “linea di bilancio”.

Più in generale, Jean-Claude Juncker ha tratteggiato la sua visione di una Europa che nella sua “lunga vita politica” lo ha fatto “soffrire e angosciare”, ma che non ha “mai smesso di amare”. L'Unione deve assicurare “la libertà, l'eguagaglianza delle opportunità, lo stato di diritto”. In questo senso, ha argomentato a favore di una “autorità comune” che vigili sull'applicazione del diritto del lavoro europeo nell'intero mercato unico dove «a lavoro uguale deve spettare nello stesso luogo salario uguale».

Concretamente, il presidente ha elencato i campi in cui intende lavorare nel suo ultimo anno di effettiva presidenza dell'esecutivo comunitario. Cinque i settori. Il primo è dedicato al commercio: Bruxelles presenterà domani un nuovo meccanismo di monitoraggio degli investimenti provenienti da paesi terzi per meglio difendere gli interessi comunitari. Sempre nel campo commerciale, Bruxelles intende rilanciare gli accordi di libero scambio con l'Australia e la Nuova Zelanda.
Sul versante digitale, nuove misure sono attese per meglio proteggere i dati personali dei cittadini. Quanto all'industria, la Commissione vuole mettere a punto una nuova strategia di settore. Sul fronte climatico, vi saranno nuove proposte per limitare i gas nocivi nel settore dei trasporti. Infine, l'immigrazione: dopo avere reso merito a una Italia che “sta salvando” con le operazioni nel Mediterraneo “l'onore dell'Europa”, Jean-Claude Juncker ha peannunciato nuove regole sull'immigrazione economica.

Il discorso dell'ex premier è parso ai più realistico ma anche ambizioso, ricevendo l'appoggio dei tre principali gruppi politici, popolare, socialista e liberale. L'uomo politico è parso meno abrasivo del solito, più concreto. Forse la stessa situazione in cui versa l'Europa, migliore del 2015-2016, è fonte di ottimismo: «Ora che splende il sole – ha concluso – dobbiamo completare tutti i piani della casa» europea. «Dobbiamo procedere passo dopo passo. Quindi salpiamo l'ancora e avanti col vento nelle vele».

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