Americhe
Brasile in bilico, l’agenzia Fitch vede nero: «Aumenta l’incertezza»
di Roberto Da Rin
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Il Brasile scende ancora in piazza contro la “cleptocrazia golpista” e le agenzie di rating non risparmiano l'ultimo pesante scossone che travolge il presidente Michel Temer. Il procuratore generale del Brasile, Rodrigo Janot, ha accusato Temer di corruzione passiva, ostruzione alla giustizia e associazione illecita. La Corte Suprema, di fronte alla quale Janot si è espresso, ha giudicato le accuse consistenti, dando via libera all'apertura di un'inchiesta.

La più grande economia sudamericana scivola nel gorgo di un'altra grave crisi istituzionale: i guai giudiziari del presidente Temer potrebbero provocare un impeachment e si riflettono sui mercati e sugli operatori: la governabilità e il processo di riforma «resta vulnerabile a un peggioramento della portata dell'inchiesta Lava Jato». Così scrive l'agenzia di rating Fitch.

È stato confermato il rating “BB” sul Brasile con outlook negativo, riflesso delle «continue incertezze sulle prospettive di ripresa dell'economia, sulla stabilizzazione del debito pubblico nel medio termine e sul progresso dell'agenda legislativa».

I cartelli dei manifestanti chiedono l’uscita di Temer. L'agenzia di rating spiega che gli ultimi eventi riguardanti il presidente «hanno aumentato l'incertezza riguardante il processo di riforme e potrebbero ledere la fiducia e le prospettive economiche di ripresa» .

Il presidente brasiliano - secondo alcune registrazioni cui è stato dato ampio risalto dalla stampa nazionale - avrebbe approvato l'esborso di tangenti per comprare il silenzio di un ex alleato. Dopo due anni di recessione, spiega Fitch, le prospettive economiche restano difficili: la stima è di un Pil in rialzo dello 0,5% nel 2017 e del 2,5% nel 2018, «ma i rischi al ribasso restano».

L'impeachment del presidente Michel Temer è ben più di un'ipotesi giudiziaria, i media brasiliani la definiscono realistica; non solo, la maggioranza al Congresso di Brasilia, con equilibri a geometria variabile, va in pezzi e Temer pare destinato a cadere. I partiti riconosciuti al Congresso sono una trentina e molti di loro hanno già annunciato il ritiro dell'appoggio a Temer.

Due giorni fa – va ricordato - è stata pubblicata in Brasile la registrazione con il colloquio dello scorso 7 marzo tra il presidente Temer e l'imprenditore Joesley Batista che ha sollevato lo scandalo sul pagamento di una tangente all'ex presidente della Camera dei deputati, Eduardo Cunha, alleato di Temer e principale sostenitore dell'impeachment all'ex presidente Dilma Rousseff.

19 MAGGIO 2017
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