Europa
Londra rompe gli indugi sul B-Day, negoziati su Brexit al via il 29 marzo
dal corrispondente Leonardo Maisano
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LONDRA – Il B-day non è più un vago riferimento, ma un giorno che verrà. Alle 11.45 con un comunicato di poche righe Londra ha rotto gli ultimi indugi e appuntato la data del 29 marzo sul calendario dell’Europa e del mondo. Quel giorno atterrerà sui tavoli dell’Unione europea la lettera di attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona che regola il recesso degli stati membri dalla Ue. Sir Tim Barrow, rappresentante permanente presso l’Unione per il governo britannico, ha notificato il prossimo arrivo della lettera all’ufficio di Donald Tusk presidente Ue.

«Siamo pronti a cominciare il negoziato» ha dichiarato il portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas, specificando che «subito dopo» la Commissione pubblicherà le raccomandazioni per il negoziato e il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, convocherà un vertice straordinario per formalizzare il mandato negoziale per Michel Barnier. È poi intervenuto lo stesso Tusk, con un tweet:  «Entro 48 ore dall'invocazione dell'articolo 50 da parte del Regno Unito - ha detto - presenterò ai 27 la bozza delle linee guida» per il negoziato».

La liturgia delle formalità istituzionali è rispettata fino al dettaglio, il ruolino di marcia che Londra si era data, nonostante le “imboscate” della Corte Suprema e del Parlamento, anche. Brexit si farà e sarà la versione più dura possibile. Proprio per questo la storia non finisce con il B-day, ma va a cominciare lungo le direttrici di un copione tutto da scrivere. Che sarà dei cittadini Ue residenti nel Regno e di quelli britannici in Europa ? Davvero Michel Barnier, negoziatore per la Commissione, comincerà la sua missione sventolando la richiesta di un assegno da 60 miliardi di euro, prezzo dell’addio ? Come si regoleranno le banche senza passaporto per operare in continente ? Che faranno le industrie che avevano scelto Londra e dintorni come trampolino verso i mercati Ue ?

Gli interrogativi sono quelli di sempre e non basta una data per avere risposte. Se davvero Londra vuole reinventare il suo ruolo nel mondo deve poter arrivare al tavolo negoziale con una proposta realistica. Fino ad ora abbiamo assistito alle camarille di un partito – quello Tory – che resta diviso, adesso è il momento di trattare la silhouette di un contesto di relazioni internazionali che non ha precedenti. La partita comincia e la clessidra già sgrana la sabbia verso la data del 29 marzo 2019. Presto, molto presto.

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