Industria-Finanza
Valigie, le vendite viaggiano a +6% all’anno. Hi-tech vincente
di Marta Casadei
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Mini trolley iper leggeri da portare in cabina sfidando le regole sempre più rigide delle compagnie aeree. Oppure maxi valigie in grado di contenere anche i guardaroba più ambiziosi, per vacanze lunghe, in grado però di lasciarsi trasportare agilmente, grazie a quattro ruote e un a maniglia estraibile. E, ancora, bagagli resistenti e perfino intelligenti, capaci di scongiurare danni e smarrimenti, sopravvivendo a voli multi-scalo e viaggi avventura. Guardandosi intorno in un qualsiasi aeroporto (o stazione) ad alta frequentazione in un sabato d’inizio agosto, i protagonisti della scena sono, più o meno, quelli descritti.

Un mercato in espansione

L’industria delle valigie (che va ben oltre le valigie, in realtà) oggi è complessa, ricca di alternative modulate sul tipo di viaggio e sulla capacità di spesa del consumatore. Il mercato, del resto, è in crescita: secondo il report “Global luggage market” di Technavio, società americana specializzata in ricerche di mercato, tra il 2018 e il 2022 le vendite di valigie e affini cresceranno stabilmente con un tasso medio annuo del 6 per cento.

Negli anni più recenti il business è stato arricchito dai Millennials globetrotter, ma anche dai Baby boomers che, raggiunto il traguardo della pensione, hanno abbandonato l’uniforme da ufficio e, trolley alla mano, hanno cominciato a viaggiare. Una stima parziale arriva da Statista che rileva come, nel 2017, i primi cinque mercati dell’industria della valigeria abbiano sfiorato, in valore, i 40 miliardi di dollari. In cima alla lista ci sono gli Stati Uniti, con 24,3 miliardi di dollari di valigie vendute/acquistate, seguiti da Regno Unito (4,8 miliardi), Germania (4,5 miliardi), Francia (3,4 miliardi). Al quinto posto c’è l’Italia, che “vale” 2,3 miliardi di dollari.

Icone a prova di Millennials

Proprio in virtù di questa crescita continua, nel corso degli ultimi anni, i brand di accessori e borse da viaggio sono diventati sempre più appetibili. Anche grazie all’interesse mostrato dai big player della moda e del lusso.

Il gruppo Lvmh, per esempio, due anni fa ha investito 640milioni di euro nell’acquisizione dell’80% di Rimowa. E, da iconico marchio per i globe trotter che sfoggiano orgogliosi gli inconfondibili modelli d’alluminio, ne ha fatto un brand alla moda, complici collezioni Millennial-oriented come quelle con Supreme, lanciata in primavera, e con Off-White, presentata a giugno a Parigi. Rimowa è oggi uno dei marchi della divisione “Fashion&Leather goods” del gruppo Lvmh, quella che nel primo semestre 2018 ha messo a segno i risultati migliori: ricavi in crescita dai 6,9 miliardi dei primi sei mesi del 2017 a 8,6 miliardi (+25% a cambi correnti; +15% a cambi costanti) e utili da 2,2 a 2,8 miliardi . «Rimowa ha lavorato per rafforzare le proprie capacità di distribuzione - si legge nel report semestrale - e ha lanciato una collaborazione di grande successo con il marchio Supreme». La strategia, dunque, sembra vincente.

Gli investimenti in tecnologia

Il 2018 si è aperto all’insegna della crescita anche per il gruppo Samsonite International, gigante del segmento travel cui fanno capo i marchi Samsonite, American Tourister e che nel 2016 ha completato la propria offerta puntando al lusso, con il brand Tumi. Nel primo trimestre dell’anno, infatti, il gruppo ha registrato ricavi in crescita del 15% a 888,2 milioni di dollari.

A trainare i conti sono i “poli opposti”: American Tourister, di fascia medio-bassa, le cui vendite sono salite del 58,2% a livello mondiale ( e del 68% in Italia) e Tumi (+14,4%). Il marchio Samsonite rimane molto focalizzato sulla tecnologia: sia la linea Cosmolite (che festeggia i primi 10 anni) sia la Lite-Box, in polipropilene intrecciato, personalizzabile gratuitamente con il proprio nome, sono tra quelle più ricercate sul fronte dei materiali, in grado di limitare il più possibile il peso e di garantire alta resistenza. Anche Carpisa, azienda che fa capo alla Pianoforte Holding e ha chiuso il 2017 con ricavi per 136,7 milioni ed Ebitda a 14 milioni, sta investendo molto sul segmento travel - con la linea Go Carpisa - tra moda e hi-tech. Il trolley S della linea Gotech President, per esempio, è realizzato con Carpisa Gotech, materiale iper resistente, progettato dal dipartimento ricerca&sviluppo dell’azienda.

La tecnologia è uno dei capisaldi della filosofia di Piquadro: la linea Coleos Bagmotic, per esempio, comprende uno zaino-porta pc che si connette allo smartphone, via Bluetooth, con l’app Connequ e “invia” un alert in caso di furto o dimenticanza. Il Gruppo, che nel 2016 ha acquisito The Bridge e a giugno 2018 la maison francese Lancel, ha chiuso l’anno fiscale 2017/18 al 31 marzo, con ricavi per 97,8 milioni, in salita del 28,6%.

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