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Da Catania a Isernia fin sulle Dolomiti, posti magici alla ricerca delle stelle cadenti
di Chiara Beghelli
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«E quindi uscimmo a riveder le stelle»: non importa che il Paradiso dantesco esista o meno. In una data, il 10 agosto, si trova la certezza siderale che ci ritroveremo, da soli o meno, a guardare in alto, nella notte delle “stelle cadenti”, scientificamente i frammenti della cometa 109P/Swift-Tuttle. Coloro che affidano alle stelle i loro de-sideri (dal latino de sidera, dalle stelle) quest’anno sono resi più ottimisti dalla generosità della luna, che venerdì prossimo lascerà spazio al buio con una superficie illuminata solo al 3%.

Per ammirare quel cielo stellato sopra di noi che al pari dell’interiore legge morale ci fa percepire l’ineffabile sublime, parola di Immanuel Kant, abbandonate gli smartphone e interrompete le notifiche: servono buio, pazienza e almeno 15 minuti per far adattare le pupille rivolte alla costellazione di Perseo, da dove provengono i frammenti celesti. Per cena, barrette di cereali e zuppe liofilizzate, cibi di dubbia soddisfazione ma gli stessi che la Nasa fa caricare negli shuttle.

Fra le rovine con Leopardi

In castelli e rocche antiche, alti e solitari, si può meditare come Giacomo Leopardi sull’inesorabilità del tempo: «A che tante facelle?...Che vuol dir questa solitudine immensa? Ed io che sono?». Gli astronomi che guidano i visitatori nelle serate organizzate nelle rocche d’Italia possono suggerire risposte: al Castello Pandone di Venafro (Isernia) il 9 agosto una conferenza illustra l’influsso del sole persino sull’industria 4.0, mentre in Sardegna, nel duecentesco castello di Acquafredda a Siliqua, che appartenne al Conte Ugolino della Gherardesca, il 10 si recita poesia al lume di torcia.

Il flauto barocco del giovane muscista Federico Alessandro Vitalone accompagnerà la sera delle stelle al Castello e Parco di Masino a Caravino (Torino), residenza dei conti Valperga, discendenti di Arduino, primo re d’Italia, mentre mandolini risuoneranno nel Bosco di Capodimonte a Napoli.

In vetta con Pascoli

Ancora più su, dove la caccia alle stelle è favorita dall’aria tersa e dal buio, si arriva fino all’Etna: in contrada Serra la Nave, proprio dove si narra che Empedocle costruì una torre-osservatorio e dove oggi si trova l’Osservatorio di Catania, l’associazione Passo Passo Trekking organizza una camminata nottura a oltre 1700 metri, tra colate laviche e boschi. In fuoristrada, invece, si arriva sul monte del borgo medioevale (e ferito dal terremoto) di Campi, vicino a Norcia, e a piedi si cammina in Sardegna a Punta Cupetti, circa mille metri di quota, fra antiche case di pastori, cespugli di santolina e vista sul mare, dove ritrovare i riflessi del “gran pianto” che “nel concavo cielo sfavilla” come scrisse Giovanni Pascoli.

Le vette sono anche dimora di osservatori: un telescopio 41 cm Cassegrain aiuta lo sguardo dei visitatori dell’osservatorio di Roselle, nella campagna maremmana, anche se gli strumenti più potenti d’Italia sono ad Asiago, dove ogni venerdì (dunque anche il 10 agosto) si organizzano osservazizoni alle 21.

Divertirsi come Saint-Exupery

«Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere», dice la volpe al Piccolo Principe immaginato da Antoine de Saint-Exupéry. Se avete bambini astrofili, la destinazione perfetta è il primo astrovillaggio d’Europa, in Val d’Ega, nelle Dolomiti altoatesine: fra le località di San Valentino e Collepura, ci sono osservatori, sentieri, planetari, hotel con telescopi in camera. In Salento, invece, il sogno di bambino di Vito Lecci si è trasformato nel Parco astronomico Sidereus, nelle campagne del bel borgo di Salve: c’è un terrazzo con telescopi e un radiotelescopio per cogliere la lieve radiofrequenza degli astri, una sorta di musica senza note, simile a quel suono fossile del Big Bang che nel 1964 venne captato dagli astronomi Penzias e Wilson nei boschi di Holmdel, New Jersey.

Pieds dans l’eau con Hugo

Stelle riflesse sull’acqua, come nella notte stellata sul Rodano ritratta da Van Gogh, con lo stesso tocco di romantica disperazione racchiuso nella frase di Victor Hugo «l’anima è piena di stelle cadenti», sono la sorpresa delle terme (accessibili anche di notte) di Bagni San Filippo e di Saturnia, entrambi in Toscana, e del lago noto come Specchio di Venere a Pantelleria. In tutti i casi l’aspetto contemplativo si unisce al benessere, perché le acque toscane e i fanghi argillosi dell’isola siciliana sono generosi di benefiche virtù. Più mondana e collettiva la serata sulla spiaggia di Pesaro, illuminata dalle luce delle candele prodotte nella vicina frazione di Candelara, microdistretto di artigiani della cera: in dress code total white si attende il sorgere del sole e si rimanda l’appuntamento con le scie luminose a cui rivolgere i desideri al prossimo 10 agosto. «Tramontate stelle, all’alba... dormirò».

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