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Anche in boutique inizia l’alta stagione: in arrivo gli scontrini d’oro dai turisti mediorientali
di Chiara Beghelli
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Mentre fuori la temperatura sale, tenete pronto il tè alla menta: è il consiglio per l’estate che due dei più importanti operatori del Tax free shopping globale (Global Blue e Planet, già Premier tax free) indirizzano al personale delle boutique italiane. Perché proprio con il mese di luglio, e con la fine del mese sacro del Ramadan, è iniziata l’alta stagione dello shopping dei turisti mediorientali. Una stagione che quest’anno sembra ben promettere anche perché si protrarrà fino a circa la metà di settembre, con le festività per il capodanno islamico.

L’attesa è fervente, piena di fiducia: dall’inizio dell’anno, infatti, lo shopping dei ricchissimi turisti dell’area del Golfo, con la loro capacità di spesa capace di far sognare ogni retailer, ha segnato un calo. «Il rafforzamento dell’euro e il blocco diplomatico e commerciale in Qatar sembrano essere le prime cause di questo rallentamento - spiega Antonella Bertossi, partnership & marketing manager di Global Blue -. Tra dicembre e febbraio abbiamo registrato un calo del 9% rispetto allo stesso periodo del 2017. Tuttavia, anche se cinesi e russi li superano per presenze, in Italia lo scontrino medio dei mediorientali resta il più alto, con una media di 942 euro, rispetto ai 775 degli altri turisti. Nel Quadrilatero di Milano, la destinazione shopping che prediligono, arriva a 1.581 euro, contro una media di 1.457».

Questo record è confermato anche da Planet: «In Italia lo scontrino più alto in assoluto è quello dei turisti degli Emirati, con 1.530 euro. Segue quello dell’Arabia Saudita con 1.027 e del Kuwait con 1.023 - afferma Sara Bernabé, country manager per l’Italia -. Nel 2017 ben il 58% di chi è arrivato in Europa ha comprato beni di lusso. È vero, la loro presenza nei negozi finora è stata in calo, ma tutto sommato è una diminuzione limitata rispetto a quella in Regno Unito e in Francia, mete dove aleggia ancora il timore del terrorismo. Da noi lo shopping tax free dei mediorientali nel 2017 è valso il 7,5% del totale, rispetto al 46,2% della Gran Bretagna. Ma, per quanto limitati nel numero, quando entrano in una boutique sono i clienti ideali, vista la loro pressoché illimitata capacità di spesa». Gli addetti alle vendite devono essere pronti a coccolare e confrontarsi con una clientela dalle caratteristiche peculiari: «Sono giovani, ben educati, viaggiano in famiglia o con gli amici, non in tour organizzati come i cinesi. Sono anche molto formali, ed è pertanto necessario comunicare con loro in modo adeguato - prosegue Bertossi-. I mediorientali hanno il servizio vip nel Dna, e cercano prodotti esclusivi, edizioni limitate o speciali, la possibilità di avere una personalizzazione in negozio». Anche per questo Global Blue ha organizzato in aprile, proprio in previsione dell’estate, un “cultural training” per le boutique di Montenapoleone District. «Stiamo migliorando nel servizio, ma abbiamo ancora delle abitudini che i mediorientali, come i cinesi, giudicano quasi folkloristiche, come la chiusura per la pausa pranzo», aggiunge la manager.

Tuttavia l’Italia ha anche dei punti di forza, come la formula di “mall a cielo aperto” dello stesso Quadrilatero milanese, che suona familiare e pertanto gradita ai mediorientali. I quali, attratti proprio da questa geografia dello shopping, iniziano a frequentare anche gli outlet italiani, dai quali erano pressoché assenti: l’anno scorso, registra Planet, dopo Milano e Roma la terza città più frequentata da questi turisti è stata Serravalle Scrivia (Alessandria), dove si trova un outlet McArthur Glen. Lì i mediorientali hanno comprato più che a Firenze e Venezia.

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