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Marc Puig: «Innovazione e creatività per rispondere ai cambiamenti»
di Marika Gervasio
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«Mai nella mia carriera ho assistito a tanti e tali cambiamenti come in questo momento: dalla digital economy ai nuovi giovani consumatori allo sviluppo dei mercati emergenti. Si tratta di una grande occasione per crescere ed evolversi, ma solo per chi saprà cogliere le opportunità che arrivano da questo cambiamento. E noi siamo pronti a farlo, anzi, lo stiamo già facendo». Parla con entusiasmo Marc Puig, presidente di Puig, gruppo spagnolo guidato dalla terza generazione di famiglia che sviluppa e distribuisce fragranze in 150 Paesi con marchi di proprietà come Paco Rabanne, Jean Paul Gaultier, Penhaligon’s e L’Artisan Parfumeur e in licenza come Prada, Valentino e Christian Louboutin. E che ha chiuso il 2017 con ricavi per oltre 1,9 miliardi di euro e un obiettivo: arrivare a 3 miliardi entro il 2025. Il Sole 24 Ore l’ha incontrato a Barcellona, nel grattacielo, la Torre Puig, che il gruppo si è regalato nel 2014 per festeggiare i cento anni di attività.

È soddisfatto del bilancio appena chiuso?

Sono molto felice per molte ragioni. La prima è che abbiamo raggiunto i nostri obiettivi per il 2017: numeri ambiziosi che hanno premiato i nostri investimenti. Abbiamo registrato una crescita del 28% in tre anni in linea con i piani per il periodo, raggiungendo un fatturato di 1,94 miliardi, in aumento dell’8,1% rispetto al 2016 e profitti record, pari al 16% dei ricavi, in aumento del 47%.

Quali sono i mercati di riferimento?

Il 15% dei ricavi è stato generato in Spagna con un incremento del 7%. Il resto tra Europa e Nord America, che hanno assorbito il 44% delle vendite in crescita dell’8%, e i mercati emergenti nei quali abbiamo messo a segno un +9% a quota 852 milioni. Un’area, quest’ultima, sulla quale abbiamo deciso di scommettere perché sappiamo che il potenziale di crescita è molto alto, da un punto di vista demografico ed economico. Puntiamo in particolare a quelle aree ad alto tasso di consumo di fragranze come il Brasile e tutta l’America Latina, Medio Oriente, Russia, Nord Africa e Asia dove negli ultimi anni la propensione all’acquisto di profumi è in aumento. L’Asia, assieme al travel retail, saranno i driver principali delle vendite della profumeria selettiva nei prossimi dieci anni con una previsione di crescita doppia rispetto alla media del settore.

E l’Italia?

Storicamente la nostra posizione non è fortissima, come in altri Paesi in Europa che sono i nostri mercati principali assieme agli Stati Uniti. Tuttavia negli ultimi anni abbiamo aggiunto marchi italiani e questo ha rafforzato la nostra posizione. Ci aspettiamo di crescere, perché possiamo fare progressi. I margini ci sono.

I nuovi consumatori e la digital economy stanno cambiando lo scenario dell’industria mondiale. Come state rispondendo a questi mutamenti?

Fortunatamente il settore delle fragranze non è in declino e anche i giovani nativi digital le amano. Noi dobbiamo avvicinarci a loro ed essere creativi per rispondere ai cambiamenti della società e dei consumi, ma anche per capire e risolvere i punti deboli di prodotto e servizio. Per questo abbiamo creato Puig Future, una piattaforma online per raccogliere idee e suggerimenti da tutto il mondo per migliorare la shopping experience, per innovare nelle aree della comunicazione digitale, dell’offerta, della tecnologia ed esplorare nuovi modelli di business. E ora le mostro un esempio di quello che sto dicendo. (Si alza e mi invita a seguirlo davanti a una macchinetta che sembra un raffinatissimo distributore automatico, ndr). Questa è Airparfum, un prototipo brevettato che stiamo pensando di portare nelle profumerie. Un dispenser che permette di annusare varie fragranze in tutta la loro purezza attraverso un touch screen senza sovraccaricare l’olfatto, uno dei problemi che diversi consumatori hanno segnalato.

Oltre all’innovazione, la sostenibilità è un altro elemento centrale nella filosofia di Puig...

Il nostro impegno è di rendere il più sostenibile possibile la nostra attività. Abbiamo un programma da raggiungere entro il 2020 che riguarda produzione, risorse, logistica e dipendenti. Abbiamo già raggiunto il nostro obiettivo di “zero rifiuti in discarica” e del 100% di energia elettrica rinnovabile.

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