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Scuderia Ferrari a Londra, la mostra vale 140 milioni di dollari
di Nicol Degli Innocenti
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Una mostra da 140 milioni di dollari: tanto valgono le auto che fanno parte della grande retrospettiva che il Design Museum di Londra dedica a Ferrari per festeggiare i 70 anni di uno dei marchi italiani più celebri al mondo.

La mostra Ferrari: under the skin, che apre il 15 novembre, inizia con la 125 S, la prima auto da corsa creata con il suo nome da Enzo Ferrari nel 1947, inseguendo un sogno che sembrava impossibile nell’Italia dell’austerità del dopoguerra. Ha un motore da 12 cilindri che non era mai stato usato prima in un’auto di piccole dimensioni, e il suo successo immediato ha permesso la creazione della scuderia Ferrari e lo sviluppo di altre auto.

Un’altra sala, l’unica senza auto in mostra, è dedicata alla storia personale di Enzo, con foto della sua infanzia e dei suoi inizi, documenti originali, libri, disegni, lettere, la sua patente di guida e oggetti come la sua stilografica Mont Blanc con le iniziali EF in oro. «La storia di Ferrari è la storia di un uomo geniale e perfezionista che resta tuttora un enigma e una leggenda» spiega Gemma Curtin, direttrice della mostra, realizzata in collaborazione con il Museo Ferrari di Maranello.

Dagli anni Cinquanta in poi inizia l’attenzione per il design con l’ingresso di Pininfarina, e la sala più grande della mostra permette uno sguardo dietro le quinte per capire come vengono create le auto Ferrari, come i disegni fatti a mano venivano elaborati in tre dimensioni con modelli in legno e alluminio per creare la forma finale. Ora il design è digitale e le auto vengono scolpite in creta, come dimostra un modello a grandezza naturale dell’auto J50, sottolineando l’effetto scultura e la fusione di manualità e ingegneria high-tech.

La mostra evidenzia anche l’importanza dei clienti celebri nel rendere così famoso il marchio Ferrari nel mondo, con la 166 MM argento del 1050 personalizzata per Gianni Agnelli, la F40 del 1988 del batterista dei Pink Floyd Nick Mason e la cabriolet 250 GT del pilota Peter Collins, oltre a foto di attori come Steve McQueen, Roger Vadim e Peter Sellers con le loro Ferrari. Anche il direttore d’orchestra Herbert von Karajan era l’orgoglioso proprietario di un’auto Ferrari.

Enzo Ferrari era un pilota da corsa, e dai primi giorni del marchio a oggi le corse fanno parte del Dna del marchio: ecco allora la rassegna storica delle più importanti auto da corsa, dalla 500 F2 del 1952, con la quale Alberto Ascari aveva vinto il campionato di F1 nel 1952 e 1953, alla Sperimentale del 1961, alla 250 GTO, considerata dagli esperti la più perfetta, fino alla F1-2000 guidata da Michael Schumacher.

Infine un’occhiata al presente e uno sguardo verso il futuro, con la Ferrari Aperta del 2013, auto ibrida che rappresenta la determinazione del gruppo a continuare con l’innovazione tecnologica e la sperimentazione. «Le auto Ferrari sono la dimostrazione di come una cosa estremamente funzionale, costruita per la velocità, possa essere anche estremamente bella» chiosa Gemma Curtin.

Ferrari: under the skin, dal 15 novembre 2017 al 15 aprile 2018, The Design Museum, Londra, www.designmuseum.org

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