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Viaggio nelle «fabbriche» dove nascono i manager HR
di Francesca Barbieri
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Quante sfumature si nascondono sotto l’acronimo HR? Da un lato il mondo “soft”- quello della formazione, dello sviluppo e del recruiting , dall’altro l’universo “hard”, che abbraccia la gestione del personale e le nuove tecnologie. Un ventaglio di possibilità che si intrecciano nella vita di tutti i giorni delle aziende e che richiedono figure professionali aggiornate e al passo con i tempi, proprio perché il dipartimento HR si trova oggi al centro di numerosi cambiamenti e sfide, come la gestione delle diversity e l’emergenza del concetto di sostenibilità ed etica aziendale. Che si tratti di un neolaureato o di un manager con anni di esperienza alle spalle, dunque, le possibilità di specializzarsi nel campo delle risorse umane passano anche dalla frequenza di un master post-laurea o di un corso per executive: le proposte delle principali Business School italiane hanno durate e costi variabili, con la previsione di borse di studio (assegnate di solito in base al merito) e di periodi di pratica svolti in azienda.
Il piatto forte per i neolaureati è rappresentato dai master, a cui di solito si accede con il titolo triennale. Si tratta di corsi di primo livello riconosciuti dal ministero dell’Istruzione, che danno diritto a un numero variabile di crediti formativi (in genere 60-70).

Per questi master è generalmente previsto un numero massimo di partecipanti: la selezione avviene sulla base del curriculum e di colloqui individuali. La durata va da 9 a 12 mesi, con una prima parte di didattica tradizionale in aula e una seconda in cui nella maggior parte dei casi sono svolti stage all’interno di aziende partner.

Una vetrina quella dello stage per giocarsi buone carte di ingresso nel mondo del lavoro e che, stando a quanto dichiarato dalle business school, assicura alla stragrande maggioranza dei ragazzi un posto di lavoro “vero” al termine del master. I costi per partecipare a questi corsi partono da circa 4mila euro per arrivare a sfiorare i 15mila, con la possibilità di richiedere borse di studio a copertura parziale o totale della quota di iscrizione o di accedere a finanziamenti agevolati proposti dalle maggiori banche (ad esempio Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca e Bnl propongono prestiti d’onore, spesso in convenzione con le università). Un altro capitolo di proposte è invece diretto a specialisti HR intenzionati ad acquisire una visione più a 360 gradi della funzione e dei processi delle risorse umane, ma anche imprenditori o neoinseriti in ruoli HR, ma con esperienza in altri ruoli, che abbiano il mandato di creare ex novo la funzione HR all’interno delle proprie aziende.
Si tratta di programmi intensivi, di durata più ridotta rispetto ai master (da pochi giorni ad alcuni mesi) anche abbinabili tra di loro, i cui temi vanno dall’organizzazione e gestione delle risorse umane fino alla governance del processo di executive compensation.

Non mancano poi gli approfondimenti dedicati all’employer branding, con una panoramica dei principali modelli, metodi e strumenti della gestione del personale per creare una strategia di attrazione e retention dei talenti.
In alcune business school è possibile, infine, iscriversi ai corsi brevi (della durata di pochi giorni) rivolti sia alla direzione HR per approfondimenti specifici, sia a professionisti aziendali con diversi background che si trovino ad affrontare tematiche di gestione delle risorse umane.

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