Gestione Aziendale
Le idee sono preziose, ma troppe idee generano un caos ingovernabile
di Roberto Verganti *
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Nel 2010 un’esplosione distrusse l’impianto petrolifero Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. Non riuscendo a frenare la fuoriuscita di petrolio, il governo degli Stati Uniti creò un sito web dove chiunque potesse presentare idee per fermare la perdita. Una sorta di call for ideas. In poche settimane, ne furono sottoposte oltre 20.000 da scienziati, ingegneri, imprenditori. Gratis. Ma, a quel punto, che fare di fronte a questo oceano di idee? Alla fine, la soluzione non venne da questa call pubblica, ma da un team di dodici esperti che stava lavorando in parallelo.

La call for ideas di Deepwater Horizon ci racconta come cambia la natura dell’innovazione oggi. Le idee non sono più un bene raro. Di fatto, se c’è qualcosa facile da trovare sono le idee: abbondanti ed economiche. Sono le “commodity” della società digitalizzata. Per tre motivi. Primo, ci sono più persone creative. Già nel 2003, Richard Florida notava nel libro «The Rise of the Creative Class» che più del 30% dei lavoratori apparteneva alla classe creativa. Secondo, ci sono metodi migliori. Negli ultimi 15 anni sono state approntate nuove tecniche, quali ad esempio il Design Thinking, che migliorano le capacità creative delle persone. Terzo, i dispositivi digitali consentono facile accesso a questa creatività diffusa. Il portale di Deepwater Horizon è un esempio di crowdsourcing, una pratica di innovazione comune. Esistono oggi più di mille portali dell’innovazione in cui pubblicare problemi e ricevere soluzioni. Probabilmente il più noto di questi è InnoCentive, che fa leva su una comunità di più di 300.000 persone.

La trasformazione digitale porta in un mondo sovraffollato di idee. Se in passato il problema principale era accendere la lampadina delle idee, oggi il problema è opposto: siamo abbagliati dalla troppa luce. Ci troviamo nel paradosso: più idee creiamo, meno valore generiamo. Perché all’aumentare del numero di possibilità diventa più difficile capire quale ha più senso. Perché tendiamo a scegliere quella più facile da “ri-conoscere”, cioè vicina al passato. Diventa inoltre più difficile convergere verso a una direzione comune. E infatti le organizzazioni che lanciano concorsi interni di idee, passano da fasi iniziali di grande entusiasmo, a risultati reali scarsi e frustrazione nelle persone.

Come superare il paradosso delle idee? Come innovare in un mondo sovraffollato dalle opportunità? Alla School of Management del Politecnico di Milano abbiamo affrontato queste domande, grazie a collaborazioni con imprese in diversi settori e paesi. Abbiamo imparato che nella società digitale sono necessari tre cambiamenti nel fare innovazione. Il primo è che l’innovazione, in un mondo sovraffollato di idee, non è un fatto di quantità (quante idee generiamo), ma di qualità. E la qualità è data dalla capacità di convergere verso una nuova direzione. Conta unirsi attorno a una direzione comune che abbia senso, che le persone amino. Ecco perché in questi anni abbiamo lavorato su indicatori che misurino la condivisione di visioni e sui processi di co-leadership.

Il secondo cambiamento è che l’innovazione parte da noi stessi. Se la rivoluzione digitale permette di accedere a basso costo alle idee di altri, il sovraffollamento di opportunità che ne consegue sposta il focus su di noi. In un mondo in cui tutto è possibile, siamo noi (manager, scienziati, progettisti) ad essere responsabili di offrire alle persone ciò che riteniamo abbia più senso. Avventurarsi nell’innovazione oggi è come entrare in un mall per fare un regalo: le opzioni sono tante, sta a noi capire cosa può rendere migliore la vita della persona che amiamo.

Il terzo cambiamento è nel mindset: dal pensiero creativo al pensiero critico. La creatività produce più luce, la critica produce ombre e ci permette di vedere. La creatività ci permette di fare più cose, la critica di fare cose che hanno più senso. In un mondo che cambia, la critica ci evita di continuare a camminare sulla stessa strada. Ci aiuta a sbarazzarci di un passato che potrebbe non essere più significativo. Questi tre cambiamenti (dalle idee ai significati, dall’esterno all’interno, dal pensiero creativo al pensiero critico) marcano un cambiamento profondo nel modo di fare innovazione.

* Docente di Leadership and Innovation alla School of Management del Politecnico di Milano

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