Imprenditoria
Parigi recupera il distacco rispetto a Londra come «corporate hub»
di Ian Smith
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Londra ha mantenuto la sua posizione di località più popolare per le aziende europee in rapida espansione ma, ora che si avvicina la Brexit, Parigi sta recuperando il distacco rispetto alla capitale britannica. La classifica «FT 1000», giunta alla sua seconda edizione, anche quest’anno presenta una graduatoria delle aziende in base alla crescita delle loro entrate tra il 2013 e il 2016. Londra è sede di 74 delle aziende presenti in classifica, seguita da Parigi con 62 e da Milano con 25. Il divario tra le capitali del Regno Unito e della Francia è sceso da 33 nella classifica del 2017 ad appena 12 quest’anno.

L’istantanea della crescita delle aziende arriva in un momento assai particolare per il settore delle start-up londinesi, che sta godendo di una favorevole congiuntura economica ma deve affrontare l’incertezza sulle future relazioni commerciali con l'Unione europea. La classifica delle mille aziende di 31 Paesi è stata compilata da Statista, una società di ricerche, in partenariato con il «Financial Times». La posizione più alta della graduatoria quest’anno è occupata dalla società di consegne a domicilio di cibi pronti Deliveroo, che ha sede a Londra, e che ha superato l’analoga azienda tedesca HelloFresh che occupava la vetta della classifica delle mille aziende a crescita più rapida del FT dell’anno scorso, prima che a novembre partisse la sua offerta pubblica iniziale.

«Londra brilla di una luce favorevole agli affari» ha detto Eddie Curzon, direttore londinese al gruppo di datori di lavoro di CBI. Nove aziende su dieci dicono che Londra resta un posto eccezionale per fare affari, secondo l’ultimo sondaggio condotto da CBI e dal gruppo di servizi immobiliari CBRE. Curzon ha detto che le aziende tecnologiche e creative sono fondamentali per la crescita in futuro di Londra, ma che esse necessitano di ulteriore chiarezza in relazione agli accordi sulla Brexit tra il Regno Unito e i suoi partner dell’Ue. Egli ha aggiunto che Londra dovrà anche risolvere quanto prima le sue «sfide di sempre» e fornire alloggi e infrastrutture adeguate: «Si tratta di due ostacoli non indifferenti da superare, perché il loro effetto combinato rende estremamente più difficile per le aziende assumere e trattenere il personale di talento di cui hanno bisogno».

Nel settore delle fin-tech a rapidissima espansione, le aziende stanno evidenziando una preoccupazione e temono che la Brexit già adesso stia provocando una carenza di ingegneri software. I servizi finanziari e le aziende fintech con sede a Londra e presenti nella classifica del FT di quest’anno sono 19.
Kate Bell, responsabile della politica economica e sociale per il Trades Union Congress, ha detto che procedere a una Brexit nel migliore dei modi è la priorità assoluta, se Londra vuole continuare ad attirare start-up.

«Ciò significa assicurarsi che non ci siano barriere per gli scambi commerciali del settore manifatturiero e dei servizi - ha aggiunto -. Non possiamo permetterci di arrivare a un’intesa finale che renda più complicato alle aziende tecnologiche con sede a Londra fare affari nell’Unione europea». Kate Bell ha anche detto che l'accordo non dovrà neppure rendere più difficile ai gruppi tecnologici e ai centri di ricerca con sede a Londra trovare dipendenti e assumere personale.

Copyright The Financial Times Limited 2018
(Traduzione di Anna Bissanti)

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