Imprenditoria
In Giappone gli investimenti di venture capital toccano livelli record
di Kana Inagaki
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Ora che le aziende più affermate iniziano a guardare al mondo delle start-up per mantenere il passo con l’innovazione digitale, la spesa in venture capital delle grandi aziende giapponesi, tra cui Toyota e Sony, ha raggiunto livelli record. L’ultimo giovedì di febbraio Panasonic è diventata l’ennesima grande azienda ad aggiungersi al boom dell’«innovazione aperta» firmando una joint venture con Scrum Ventures con sede a San Francisco per accelerare il finanziamento delle start-up impegnate nelle tecnologie per la domotica e gli elettrodomestici connessi a Internet. Panasonic non ha reso noto i dettagli del suo piano di investimenti, ma una persona a conoscenza dei colloqui in corso ha fatto sapere che il gruppo giapponese dovrebbe investire in Scrum circa un miliardo di yen.

Le start-up private di proprietà giapponese nel 2017 hanno messo insieme la cifra record di 271,7 miliardi di yen (2,5 miliardi di dollari), rispetto ai 63,6 del 2012: lo attesta l’ultimo studio di Japan Venture Research. Anche i dati raccolti da Recof, società giapponese di ricerche, dimostrano che la spesa in venture capital delle grandi aziende l’anno scorso è arrivata alla cifra più alta di tutti i tempi con 70,9 miliardi di yen rispetto ad appena 1,2 nel 2011. Gli investimenti nell’intelligenza artificiale, nella robotica e nell’Internet delle cose sono in grande espansione in tutto il mondo, in particolare perché trainati dalle case automobilistiche. Anche se il trend potrebbe essere considerato esiguo rispetto a quello di Stati Uniti e Cina, in verità è assai considerevole, tenuto conto che le aziende giapponesi cercano non soltanto di assorbire nuove tecnologie, ma anche di diventare più veloci nella messa a punto e nel lancio dei loro nuovi prodotti.

La joint venture di Panasonic e Scrum, che fornisce finanziamenti alle start-up, sopraggiunge proprio mentre il gruppo giapponese sta passando dai prodotti elettronici di grande consumo alle batterie, ai componenti delle automobili e all’hardware industriale. La nuova joint venture spera anche di trarre beneficio dall’Internet delle cose al fine di garantire alla propria produzione di elettrodomestici una posizione di rilievo. «Se studiamo i trend del venture capital nella Silicon Valley è evidente che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione stanno entrando con sempre maggiore rapidità nelle case della gente» dice Tetsuro Homma, capo del settore elettrodomestici di Panasonic. «Noi speriamo anche di avere idee nuove e di proporle ai nostri mercati più importanti in Giappone, India e possibilmente Cina».

All’inizio degli anni Duemila, il Giappone aveva vissuto un vero e proprio boom nei finanziamenti aziendali di venture capital, ma molti contratti non andarono a buon fine perché le grandi aziende erano prive sia di professionisti specializzati in investimenti sia del know-how necessario a interagire con le start-up. Da allora le imprese giapponesi hanno acquisito maggiore esperienza, ma gli analisti dicono che le start-up potrebbero non condividere gli stessi interessi e le medesime tempistiche con le grandi aziende che cercano di creare sinergie lavorative. Malgrado siano impensieriti per il ritmo dei progressi tecnologici, i dirigenti delle grandi aziende sono stati assai vaghi su cosa intendano ottenere dai loro investimenti nelle start-up.

Tra i contratti recenti, c’è da segnalare quello che il Toyota Research Institute (TRI) ha lanciato l’anno scorso con un fondo di 100 milioni di dollari per l’intelligenza artificiale: denominato Toyota AI Ventures, il fondo ha permesso di investire nelle early-stage start-up che si occupano di automobili a guida autonoma e di robotica. Il finanziamento rientra nel fondo da un miliardo di dollari che Toyota si è impegnata a investire per finanziare il TRI.

Nel 2016, Sony ha creato un fondo aziendale di 10 miliardi di yen in venture capital, che ha investito finora in 14 start-up attive nei campi della robotica e dell'intelligenza artificiale. In ogni caso, il colosso degli investimenti è SoftBank, l’azienda di investimento nel settore delle telecoms-to-tech: l’anno scorso ha lanciato un fondo di investimento in campo tecnologico di 93 miliardi di dollari denominato Vision Fund e supportato dall’Arabia Saudita.

Copyright The Financial Times Limited 2018
(Traduzione di Anna Bissanti)

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