Formazione
Nell’era delle macchine intelligenti torna di moda la creatività
di Ed Hess
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I miei studenti dell’MBA entreranno presto in un’epoca di opportunità incredibili e di sfide mastodontiche: l’era delle macchine intelligenti, detta SMA (smart machine age). Li invidio. La SMA quasi certamente sarà assai perturbatrice per loro, forse molto più di quanto la rivoluzione industriale non sia stata per i loro antenati. La tecnologia guidata dall’intelligenza artificiale, i robot smart, le nanotecnologie, l’internet delle cose, l’aumentata connettività globale e la potenza di calcolo, le biotecnologie e l’ingegneria genetica trasformeranno radicalmente il lavoro e le modalità con le quali le imprese assumono personale, operano e sono amministrate.

La smart tecynology già oggi sta andando ben oltre la produzione e si occupa delle industrie di servizio e di professioni quali quelle in campo medico, finanziario, contabile, della consulenza al management e legale. Le imprese dovranno ridurre i loro dipendenti, perché gli esseri umani saranno necessari soltanto per posizioni lavorative di cui la tecnologia non sarà in grado di occuparsi bene, quindi quelle che implicano un più alto pensiero critico, creativo e innovativo e/o un’intelligenze emotiva e sociale. Il modello di management e leadership dominante uscito dalla rivoluzione industriale diventerà obsoleto nella maggior parte dei settori industriali. Che cosa comporta tutto ciò per l’istruzione e la formazione nel business? Che tipo di cassetta degli attrezzi servirà agli studenti di business per avere successo in quest’epoca di grandi trasformazioni?

In primo luogo, gli studenti dovrebbero prendere in considerazione l’idea di adottare una nuova definizione di “smart”, determinata non tanto dalla quantità di quello che si sa, bensì dalla qualità delle proprie competenze: nell’apprendimento, nel pensiero, nell’ascolto, nell’impegno emotivo e nella collaborazione. Io definisco questa nuova epoca «the new smart». L’intelligenza non si può più definire in rapporto a quanto un individuo sa, perché le macchine saranno sempre in grado di saperne di più. Probabilmente, la competenza più importante che gli studenti dovranno sviluppare è come apprendere in modo iterativo, disimparando e imparando a ciclo continuo. A mano a mano che la tecnologia continuerà a fare progressi, gli studenti dovranno adattarsi a essa in tempi rapidi per definire e risolvere i problemi che si presenteranno, e apprendere per tentativi ed errori.

Apprendere tramite tentativi ed errori significa che quasi certamente gli studenti avranno bisogno di allenare la mente e di cambiare atteggiamento, due cose che di solito non si insegnano nella maggior parte delle scuole di business. Per esempio, dovranno sviluppare la loro curiosità e una mente aperta. Dovranno avere il coraggio di sperimentare e fallire. Ma in che modo una scuola di business può insegnare tutto ciò? L’apprendimento sperimentale (si impara facendo...) è il metodo più efficace: è indispensabile quindi calare gli studenti in situazioni della vita reale, che pongono sfide e siano concepite per rafforzare le loro capacità di apprendimento, e nel contempo esaltare le loro competenze cognitive ed emotive.

Questi progetti o esperienze, completamente diversi dai casi di studio che di solito si esaminano in classe, faranno per forza di cose uscire gli studenti dagli ambiti nei quali si sentono più a loro agio e li caleranno in situazioni studiate di proposito affinché possano apprendere dai loro errori e diventare resilienti. Tutto ciò esige coraggio da parte della scuola e competenze da parte del corpo accademico completamente diverse dai metodi di insegnamento tradizionali basati su casi di studio e sulla ricerca. Questo tipo di apprendimento è emotivamente complesso e non sempre gli studenti ne saranno soddisfatti. Nella SMA, i business leader dovranno operare ai loro massimi livelli, dal punto di vista cognitivo ed emotivo. Per soddisfare tali requisiti gli studenti e i leader del futuro dovranno saper diventare umili e portare le loro competenze a un livello più alto, così da potersi occupare delle seguenti mansioni:

1) Gestire le loro paure e le difese emotive;
2) Andare oltre rispetto ai loro modi riflessivi di pensare;
3) Ascoltare in modo riflessivo;
4) Allacciare rapporti, relazionarsi e confrontarsi con gli altri a un livello emotivo;
5) Apprendere dai loro stessi insuccessi;
6) Lavorare in modo efficace in team e in ambienti sempre diversi, ma in ogni caso sempre caratterizzati da instabilità, complessità e incertezza.

Gli studenti dovrebbero anche prendere in considerazione l’idea di frequentare corsi di discipline diverse (psicologia, filosofia, arti creative, ingegneria di sistema, design thinking, scienza dei dati, per citarne soltanto alcuni) al fine di acquisire diversi modelli di pensiero. Alcune scuole ormai offrono corsi di design thinking e di data science e un gruppetto di esse sta iniziando a formare così gli studenti. La maggior parte delle scuole, tuttavia, deve fare ancora molto per recuperare rispetto a quello che è necessario. Un diverso approccio filosofico ormai è indispensabile. La scuola di business del futuro avrà bisogno di eccellere nello sviluppo individuale su misura dei suoi studenti.

* Ed Hess è professore di business administration e Batten executive-in-residence presso la Darden School of Business dell'Università della Virginia. É uno degli autori del libro “Umility Is the New Smart: Rethinking Human Excellence in the Smart Machine Age” (Berrett-Koehler, 2017).

Copyright The Financial Times Limited
(Traduzione di Anna Bissanti)

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