Carriere
Donne e leadership in azienda, l’Italia arranca a fondo classifica
di Gianni Rusconi
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Quali sono i Paesi in cui le imprese al femminile hanno più successo? Quante donne occupano posizioni di comando nelle aziende? Esistono delle condizioni chiave per superare i due maggiori ostacoli che scoraggiano il gentil sesso ad avviare una propria attività? A queste domande, grazie a un'indagine condotta in 54 nazioni (Italia compresa) e un campione rappresentativo del 78,6% della forza lavoro mondiale femminile, ha provato a rispondere lo studio «Mastercard Index of Women Entrepreneurs».

Dall’analisi di una quarantina di indicatori sono emerse risultanze anche sorprendenti e in linea generale la conferma che esiste una relazione diretta tra l’imprenditorialità al femminile, che spesso nasce dalla necessità e dalla determinazione, e un migliore accesso ai servizi finanziari e alle agevolazioni per la creazione di imprese. A beneficiare delle migliori opportunità e di un supporto maggiore, grazie alla presenza di business community dedicate e di agevolazioni governative per l’avvio e la gestione delle aziende, sono le donne imprenditrici della Nuova Zelanda. Seguono nell’ordine Canada e Stati Uniti e via via Svezia, Singapore, Belgio, Australia, Filippine, Regno Unito e Thailandia.

In altri Paesi come Perù, Malesia, Cina e Messico, benché il supporto alle imprenditrici sia molto basso, esistono realtà molto vivaci. Le economie in via di sviluppo, invece, presentano le percentuali più alte di donne impegnate in prima persona, spinte in molti casi da ragioni di necessità, ed è il caso specifico di Uganda (34,8%), Bangladesh (31,6%) e Vietnam (31,4%).

E l’Italia? Il nostro Paese non è certo esente da problematiche legate ai pregiudizi culturali e alle inferiori opportunità di crescita professionale, tanto che staziona nella parte bassa della classifica generale, occupata nelle ultime posizioni da Paesi come India, Arabia Saudita ed Egitto. La percentuale di donne che occupa ruoli di leadership in azienda è più che discreta (siamo al 27%) e stando al rapporto di Mastercard, il 94,5% delle donne della Penisola che decide di avviare un’impresa lo fa spinta dal desiderio di iniziare un’attività e ottenere successo.

«Il nostro studio – questo il commento di Ann Cairns, President, International Markets di Mastercard - mostra come le donne siano in grado di riconoscere interamente il proprio potenziale, raggiungere i loro obiettivi e, infine, accelerare l’inclusione. Abbiamo la possibilità di affrontare le problematiche culturali ed organizzative e di dare ancora più potere alle donne che ricoprono ruoli di leadership». Una convinzione che deriva per l’appunto dalla stretta correlazione fra la disponibilità di maggiori opportunità di sviluppo e di crescita e il successo delle realtà imprenditoriali a tinte rosa.

Quanto ai principali ostacoli che impediscono alle donne (in quasi tutti i 54 paesi presi in esame) di avviare una propria attività di business spiccano voci quali la mancanza di fondi e capitale di rischio, la scarsa efficienza delle istituzioni e la ristrettezza normativa, la mancanza di fiducia nelle proprie capacità imprenditoriali, la paura del fallimento e la mancanza di istruzione o formazione.

12 MAGGIO 2017 | 10:49
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