Industria
A Torino imprenditori riuniti a sostegno della Tav. Boccia: nel governo prevalga il buon senso
di Filomena Greco
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Gli industriali fanno quadrato intorno alla Torino-Lione e a Torino riuniscono aziende e associazioni del territorio a ridosso del corridoio mediterraneo che attraversa l’Italia da Torino a Venezia. Al centro ci sono le ricadute economiche di questa opera, in particolare della tratta internazionale con il tunnel di base che attraverserà il confine tra Italia e Francia, ma anche il tema della competitività del territorio grazie a un collegamento considerato strategico dal mondo dell'industria.

Lo ribadisce a Torino il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. «Abbiamo stimato un ritorno degli investimenti che non riguarda solo i cantieri e i lavori collegati ma contribuisce all'idea di un'Italia aperta», sottolinea Boccia. Che sulla Tav fa appello a buon senso e pragmatismo. «È nobile che il governo si occupi della felicità degli italiani - aggiunge - ma non ho mai visto italiani felici con le fabbriche chiuse. La felicità passa attraverso la crescita, allo sviluppo della manifattura e in questo c'entra la realizzazione della Torino-Lione».

Il progetto ormai esecutivo della tratta internazionale dell'opera è sotto esame da parte del Governo che nei prossimi mesi, come confermato dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, renderà noti i risultati dell’analisi costi-benefici avviata dal Mit. Una lunga gestazione, quella della Torino-Lione, passata attraverso una decina di fasi progettuali, otto delibere del Cipe, 11 diversi tracciati, accordi e trattati internazionali, l‘ultimo dei quali ratificato dai parlamenti dei due Paesi.

Gli industriali da Torino mettono sul tavolo l'esito di un'analisi sull’impatto economico e sociale dell’opera Curato da Clas e coordinato da Lanfranco Senn e Roberto Zucchetti, docenti della Bocconi. Mette in fila i dati Dario Gallina, presidente degli industriali di Torino: «In Italia il progetto attiverà complessivamente un giro d'affari di circa 11,3 miliardi - spiega Gallina - con 5,3 miliardi di spesa diretta nei cantieri, 3,4 miliardi di ricadute indirette e due miliardi e mezzo di indotto». Il gruppo di lavoro di Clas ha calcolato un impatto occupazionale pari a 52mila nuovi posti di lavoro, il 76% in settori diversi dalle costruzioni. «Il tunnel di base avrà un effetto positivo sul rapporto deficit/Pil già nella fase di costruzione - aggiunge Gallina - perché per ogni euro speso nella realizzazione dell'opera produce un contributo positivo al pil pari a 3,77 euro. Tra il 2020 e il 2027, a fronte di una spesa diretta annua di 350 milioni, verrà generato un aumento del Pil annuo di 1,32 miliardi».

La sostenibilità dell’opera, dunque, accanto al carattere strategico del corridoio europeo mediterraneo - di cui il tunnel di base è parte integrante - destinato, spiega Jean-Louis Colso, capo dell'Unità Reti di trasporto della Commissione europea, a rappresentare la via europea delle merci da e verso l'Asia. «Il corridoio Mediterraneo interessa il 18% della popolazione europea in regioni che rappresentano il 17% del Pil comunitario - ricorda Fabio Ravanelli presidente di Confindustria Piemonte - per supportare lo sviluppo economico di questi territori è indispensabile un'infrastruttura efficiente ed ecologica».

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