Turismo
Alpitour in corsa per il marchio Valtur
di Vincenzo Chierchia
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Il gruppo Alpitour in corsa - ma non è l’unica offerta - per il marchio Valtur , nell’ambito della procedura concordataria avviata da qualche mese dopo la decisione del gruppo Investindustrial di abbandonare il business. Secondo indiscrezioni trapelate a margine di incontri al ministero del Lavoro, Alpitour (che ha già rilevato il sardo Tanka Village, nella foto) avrebbe offerto 1,5 milioni ma ci sarebbero anche altre disponibilità manifestate da altri gruppi. Intanto ci sono ancora in ballo quattro villaggi - Capo Rizzuto (Calabria), Favignana e Portorosa (Sicilia) e Sestriere (Piemonte) - non ancora riassegnati a nuovi gestori. I sindacati sono sul piede di guerra. Come si legge in una nota di fronte a queste novità la Filcams Cgil, unitamente a Fisascat e Uiltucs, ha chiesto al liquidatore di non procedere con i licenziamenti (i termini della procedura di licenziamento collettivo scadono domani, 14 giugno) e di riaprire il tavolo presso il Mise chiedendo a chi ha manifestato interesse per il marchio la disponibilità ad avviare un percorso di recupero dell'azienda e dell'occupazione. Il Mise, presente all'incontro oderno al Lavoro come uditore, ha chiesto a sua volta con forza al liquidatore di favorire la riapertura di un tavolo per il recupero dello storico tour operator, rinviando l'esecutività dei licenziamenti, in presenza di offerte economicamente considerevoli sul marchio e tenuto conto anche della presenza di villaggi del perimetro non ancora gestiti da altri operatori. Il liquidatore ha posto come ostacolo al rinvio l'effetto che un eventuale dilazione dei licenziamenti avrebbe sulla procedura di liquidazione, con un aumento dei costi non previsto. «L'investitore, che ha prodotto con le sue scelte questa situazione drammatica, dovrebbe a nostro avviso farsi carico dei costi ulteriori, come atto di responsabilità» commenta Luca De Zolt della Filcams Cgil nazionale «ma non vogliamo dare alibi a nessuno: come organizzazioni sindacali ci siamo anche detti disponibili, come soluzione alternativa, a individuare strumenti che non aumentino i costi della liquidazione, considerando che i lavoratori sono titolari di crediti nei confronti della stessa, mantenendo attivi i rapporti di lavoro». Il liquidatore, nelle prossime ore dovrà dar seguito alle richieste del Mise e delle organizzazioni sindacali. «Senza una risposta affermativa del liquidatore domani i termini legali della procedura di licenziamento scadranno comunque - spiega De Zolt - questo renderebbe più difficile e complesso il lavoro di reindustrializzazione proposto dal Mise e sarebbe un ulteriore schiaffo ai lavoratori e alle lavoratrici da parte di Investindustrial. In ogni caso noi continueremo a premere per una soluzione che metta al riparo il marchio da operazioni speculative e apra una prospettiva di recupero di Valtur e dei dipendenti».

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