Servizi
Castello aragonese e Museo, il lato turistico di Taranto fa boom
di Domenico Palmiotti
Img Description

Il Castello aragonese della Marina Militare e il Museo archeologico nazionale trainano Taranto verso un possibile sviluppo del turismo, complementare alle attività economiche esistenti. I due beni culturali più importanti della città hanno messo in archivio un ottimo 2017. In particolare, il Castello ha registrato 117.404 visitatori. Dal 2005, anno dell’apertura gratuita con percorso guidato, al 31 dicembre scorso, dalle sale del Castello sono passati 749.913 visitatori. Il record di presenze è, per ora, dello scorso anno mentre nel 2005 furono 10.265.

Il Castello è la quarta attrazione turistica di Puglia del 2017 secondo il portale di viaggi TripAdvisor. Nel 2016 i visitatori sono stati 109.910. Costante l’incremento negli anni. Il picco di visitatori nel 2017 si è registrato ad agosto (20.968) e aprile (19.392). I visitatori stranieri sono stati 17.591. In aumento è anche il Museo archeologico, importante riferimento per la storia e la civiltà della Magna Grecia, con 79.603 visitatori nel 2017, terzo nella graduatoria pugliese dopo Castel Del Monte e il parco archeologico di Siponto a Manfredonia. Si lavora, inoltre, ad un terzo attrattore culturale: l’Arsenale della Marina Militare. Lo scorso 22 dicembre il Cipe ha infatti approvato un finanziamento di 5,7 milioni per interventi riconosciuti al momento prioritari nel “Progetto di recupero e valorizzazione turistico-culturale dell'Arsenale militare di Taranto” (Settore Turismo-Cultura) approvato con Dpcm del 21 luglio scorso per un valore complessivo di 35,450 milioni. L’intervento rientra nel Contratto istituzionale di sviluppo di Taranto. Una parte del complesso sarà aperta al pubblico attraverso spazi espositivi e due musei.

Intanto i dati di Castello e Museo archeologico si inseriscono in un contesto che, secondo Pugliapromozione, vede crescere la provincia di Taranto: 4,2% di arrivi e 4,6 di presenze l’anno scorso. Meno, certo, rispetto a quanto è cresciuto il resto della Puglia, ma il segno è comunque positivo (Bari +13% di arrivi e +11% di pernottamenti, Lecce +10, Bat +7,1 e + 8,5). E ora da fine anno, con un provvedimento del ministro dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, la provincia di Taranto è stata riconosciuta Distretto turistico (50 quelli creati in Italia negli ultimi quattro anni). «Salgono così a tre i Distretti pugliesi dopo la costituzione di quello del Salento e del Gargano – commenta Loredana Capone, assessore regionale al Turismo –. La Puglia rappresenta uno dei casi più interessanti nel panorama nazionale, come ha confermato il recente rapporto di Federturismo. Il piano strategico del turismo “Puglia 365” è stato apprezzato anche dal Mibact che vede nei Distretti uno strumento che potrà favorire una nuova governance in grado di realizzare un migliore coordinamento tra lo stesso ministero, Regioni, enti locali e imprese per condividere le priorità».

Per Leonardo Giangrande, presidente Confcommercio Taranto, «il decreto di Franceschini è un trampolino di lancio per il Distretto turistico. Bisogna colmare il gap infrastrutturale, ma nell'immediato servono soprattutto forti azioni di comunicazione e promozione che contribuiscano a dare un'immagine diversa del territorio tarantino rispetto a quella che continua a passare, ovvero che Taranto è ancora e solo la città dell'Ilva e dei veleni».

Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni