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Nozze Reggio-Modena: controllata hi-tech di Credem punta sul digitale per arrivare a 5mila clienti
di Ilaria Vesentini
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Credemtel, la controllata del gruppo Credem attiva nei servizi digitali a imprese e Pa, mette a segno la prima di una serie di acquisizioni che ha nel mirino, con l’obiettivo di integrarsi nelle tecnologie evolute per potenziare l’offerta, rafforzare le sinergie con la casamadre e passare dagli attuali 3mila a 5mila clienti nel giro di tre anni. A entrare nell’orbita reggiana è la modenese Sata Srl, Pmi innovativa specializzata nello sviluppo di soluzioni software per la fatturazione elettronica e l’estrazione di dati da documenti, nata da una start-up universitaria di due professori di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

«Entriamo in Sata con il 20% del capitale e una opzione di acquisto per salire di un ulteriore 20%, al 40%, entro il 2020. Utilizziamo la tecnologia di Sata già da diversi anni, quindi è stato naturale rafforzare la collaborazione con una partecipazione diretta», spiega Paolo Zavatti, direttore generale di Credemtel, 18 milioni di euro di fatturato (+10% nell’ultimo anno) e 85 dipendenti a Quattro Castella. In una sede hi-tech a pochi passi da un’altra controllata del gruppo bancario Credem agli antipodi: Mgt, il più grande magazzino di stagionatura del Parmigiano reggiano in Italia. Forme della Dop e servizi digitali hanno in comune non solo la proprietà ma l’obiettivo di offrire alla clientela servizi sempre più completi e competitivi.

«Quella di Sata è la prima di altre operazione di M&A che abbiamo al vaglio non per acquisire clienti come in passato ma per controllare direttamente tecnologie molto performanti, che sono un driver importante per poter competere efficacemente in un contesto di mercato sempre più complesso», sottolinea Zavatti. Sata ( 905mila euro di fatturato e dieci dipendenti) sviluppa in particolare il software DDE che cattura i dati dai documenti (fatture, bolle di trasporto) e li trasforma in digitale con un’accuratezza superiore a concorrenti come Kofax, «e per noi che facciamo gestione elettronica documentale - aggiunge il dg - significa fare economie di scala e rendere molto efficiente la supply chain».

Ora Credemtel sta selezionando nuove opportunità di partnership e shopping in tre altri ambiti tecnologici: semantica; servizi di pagamento fintech conformi alla nuova direttiva europea PSD2; e firma digitale. «E puntiamo sempre a consolidare la nostra alleanza attraverso partecipazioni dirette», precisa Zavatti. Che con la piattaforma DDE di Sata, integrata ai servizi It che ha già in casa, fa un notevole passo avanti nel contribuire a dematerializzare i processi interni delle aziende clienti, soprattutto per la generazione e trasmissione di documenti in formato digitale. Credemtel si prepara così anche al salto commerciale: oggi solo il 35% delle 3mila imprese clienti è anche correntista Credem, «il nostro obiettivo è riequilibrare il rapporto al 50% nel giro di tre anni, lavorando in stretta sinergia con gli e-banker e integrando i servizi con quelli della rete imprese della banca».

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