Turismo
Cultura e wellness per l’Emilia Romagna
di Ilaria Vesentini
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Passa dai piccoli borghi, dalle città d’arte e dalle esperienze autentiche tra le valli del food, del wellness e dei motori la strategia dell’Emilia-Romagna per attirare il turismo straniero, che lungo la via Emilia si ferma al 25% delle presenze, contro una media nazionale doppia (sfiora il 50%). Non solo Riviera – spiaggia, mare e divertimento - dunque, anche se i 110 km di costa catalizzano ancora oggi a il 75% dei 52 milioni di presenze annue in regione (il solo week-end della Notte rosa, la 12esima festa sarà il prossimo 7 luglio, cattura oltre 2 milioni e mezzo di persone).

Da qui l’investimento che tutto il sistema istituzionale e ricettivo della via Emilia, capitanato da Confesercenti, sta concentrando sulla Borsa del turismo e delle 100 Città d’arte, evento che da oggi al 25 maggio richiamerà tra la via Emilia e l’intero Stivale 74 tour operator internazionali, da 35 Paesi(tra cui Usa, Cina, Giappone, Emirati Arabi, Australia e per la prima volta anche Argentina, Lituania, Ucraina e Uzbekistan) che incontreranno oltre 400 rappresentanti dell’offerta turistica nazionale.

Con un focus dedicato ai 5mila piccoli centri dello Stivale, nell’anno che il Mibact ha voluto intitolare proprio ai “Borghi d’Italia”, con una mostra in corso fino al 9 giugno a Roma, alle terme di Diocleziano, che unisce in un unico percorso mille borghi di 18 regioni.

«Questa è l’iniziativa più importante nel Paese per far incontrare domanda internazionale e offerta italiana di turismo. Nelle precedenti 20 edizioni abbiamo portato oltre 2mila tour operator da ogni parte del mondo che hanno attivato più di 52mila contatti commerciali con 8mila seller di tutte le nostre regioni», spiega Stefano Bollettinari, direttore Confesercenti Emilia-Romagna. Convinto che sarà «l’Italia minore e migliore a trainare gli arrivi internazionali, perché il turista globale è in cerca di esperienze non di località, vuole diventare cittadino temporaneo del territorio visitato conoscendolo in tutte le sue sfaccettature». Trend che ha portato la strategia turistica emiliano-romagnola a virare dall’approccio per unioni di prodotto a quello per destinazioni turistiche.

I numeri di Bologna confermano l’exploit di turisti (+20% le presenze l’ultimo anno), in particolare stranieri - che sotto le Due Torri rappresentano la metà dei flussi - con un +30% di asiatici, +27% di russi, +26% di britannici e un tutto esaurito tra le recenti feste pasquali e ponti che ha messo in subbuglio l’amministrazione Merola. Dinamiche simili a quelle dei 140 borghi e città d’arte della via Emilia, dove la componente internazionale è salita in media al 40%: +10% gli arrivi (2,8 milioni) e +13,3% le presenze (oltre 5,6 milioni) nel 2016, cinque volte il ritmo di crescita tra Riviera e Appennino.

In questo solco va letta anche la Wellness week che parte oggi in 58 località della valle del benessere romagnola, con oltre 300 appuntamenti tra attività open air, relax e buon cibo dalla spiaggia all’entroterra, toccandoparchi urbani, città d’arte e borghi storici.

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