Industria
Morato Pane consolida la sua posizione, assume e guarda all’estero
di Katy Mandurino
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È cresciuta del 3% portandosi nel 2016 a quota 65 milioni di fatturato e conta di chiudere il 2017 con una ulteriore crescita del 4%. Del resto, negli ultimi anni, anche quelli della crisi, Morato Pane non ha mai visto crescite annue inferiori al 2%, nonostante il mercato interno - il 65% della produzione è destinata ai consumi italiani con marchio proprio - sia ingessato oramai da tantissimo tempo.

Ciò non ha impedito al brand alimentare di Altavilla Vicentina, in provincia di Vicenza, di mantenere saldamente il secondo posto per volumi prodotti nella panificazione confezionata, dopo Barilla, con una produzione in Italia di 15mila tonnellate l’anno (le tonnellate complessive destinate nel mondo sono 23mila) e una quota di mercato del 7%, principalmente nella grande distribuzione, ma anche nei canali Horeca e vending.

Forte dei risultati raggiunti, Morato Pane, già conosciuta per i suoi panini dolci, le bruschette e i tramezzini, ma soprattutto per il pane a fette “extra large” American, ha deciso nell’ultimo anno di potenziare gli investimenti sia in prodotti innovativi, sia in nuove strategie di mercato. Quindici milioni sono stati destinati in automazione e rinnovamento delle linee produttive, ma anche in potenziamento degli uffici esteri.

«Il consumatore è cambiato - spiega Luca Morato, amministratore delegato dell’azienda vicentina fondata nel 1989 -, sia nei gusti che nelle abitudini. Il “fuori cena”, gli aperitivi, la richiesta di prodotti o servizi particolari, ci hanno indotto a modificare la nostra offerta. Stiamo lanciando due nuove linee, una di grissini e una di pane per tramezzini. Anche con caratteristiche particolari come le aromatizzazioni». Prodotti che vengono apprezzati molto sia in Italia che all’estero.

E proprio ai mercati esteri guarda con sempre maggiore interesse Morato Pane: «All’estero ricaviamo il 10% del nostro fatturato - aggiunge l’amministratore delegato -. Il nostro primo mercato resta la Francia e poi la Germania, soprattutto per i prodotti morbidi, ma nell’ultimo anno abbiamo concentrato la nostra attenzione sui possibili sviluppi in Canada, Stati Uniti, Cina e Messico».

L’azienda veneta conta su tre stabilimenti - la sede di Altavilla Vicentina e poi Lendinara, in provincia di Rovigo, dove vengono prodotti i panificati a marchio Pan d’Este, e Villa Estense, nel Padovano - e su 230 dipendenti. Nell’ultimo anno e mezzo sono stati assunti 23 nuovi profili, tra personale qualificato e non.

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