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Le mani della criminalità sugli appalti di Taranto. Allarme Dia e contromisure del prefetto
di Domenico Palmiotti
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La Direzione distrettuale antimafia (Dia) mette in guardia circa il rischio che la criminalità possa mirare agli appalti pubblici previsti per l’area di Taranto tra le varie opere in cantiere. La Cassa Edile riprende e rilancia l’allarme, e il nuovo prefetto di Taranto, Donato Cafagna, annuncia già dellecontromisure. «Siamo in presenza di una stagione per i grandi lavori che riguardano Taranto» afferma Antonio Marinaro, presidente della Cassa Edile di Taranto, ente bilaterale che fa capo a imprese e sindacati del settore. Il riferimento è al «porto, alle bonifiche, agli interventi previsti dal Contratto istituzionale di sviluppo, all’ambientalizzazione dell’Ilva e a breve, si spera, anche al piano di intervento che dovrà riguardare la riqualificazione della Città vecchia».

«La nostra preoccupazione – continua Marinaro – è che l’economia legale, quella che produce Pil territoriale, che è in grado di creare buona occupazione e vero sviluppo, finisca per essere schiacciata da quella illegale, che si muove nell’ombra, e che secondo la Dia avrebbe già puntato l’attenzione sui grandi appalti previsti per Taranto. Il prezzo che la comunità pagherebbe, se questo scenario si avverasse, sarebbe troppo alto anche in termini di coesione e sicurezza sociale». La Cassa Edile lancia una proposta: la Prefettura, sede territoriale del Governo, sia il luogo di confronto su questi problemi e sia utilizzata la misura prevista nel decreto legislativo numero 50 in materia di appalti pubblici, ovvero la limitazione al 30% della quota di subappalti rispetto al volume dell’opera cantierizzata.

«Sugli appalti pubblici ci sarà massima attenzione allo scopo di evitare ogni possibile infiltrazione della criminalità – afferma il prefetto di Taranto, Cafagna –. Sarebbe assurdo se lo sforzo finanziario dello Stato, e fatto perlopiù in un momento di difficoltà economica del Paese, venisse vanificato o, peggio, alimentasse l’illegalità». «Prossimamente – annuncia il prefetto insediatosi pochi giorni fa proveniente dalla “Terra dei Fuochi” in Campania – sarà sottoscritto un protocollo al fine di assicurare trasparenza e legalità nell’appalto delle risorse pubbliche a valere sui grandi progetti. Quest’opera sarà poi affiancata da un osservatorio centrale che farà capo al ministero dell’Interno e ci garantirà informazioni aggiuntive. In pratica a Taranto – osserva Cafagna – ripeteremo quanto è stato fatto a Milano con l’Expo».

Per il prefetto, «sicurezza e legalità dovranno essere i principali riferimenti, i nostri obiettivi. Anche perché un rilancio dello sviluppo che si ponga al di fuori di queste coordinate, non ha possibilità di successo e certamente non può essere nè stabile, nè duraturo». Nonostante dei cantieri si siano messi in moto, la Cassa Edile nell’ultimo anno ha registrato ulteriori decrementi delle imprese registrate e certificate. Infatti, rende noto il presidente Marinaro, «delle 1.316 aziende che avevamo nel 2008-2009 siamo passati alle appena 731 ancora attive nel 2016. Un calo consistente che riguarda anche la massa salari (dai 62 milioni di euro nel 2008-2009 ai circa 35 del 2016) e la stessa forza lavoro: nel 2008 i lavoratori erano 7.541 a fronte degli attuali 3.560».

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