Lavoro
Duro lavoro e riforme per andare oltre i record
di Lello Naso
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La domanda che ci si pone quando viene battuto un record - vale per lo sport ma anche per gli indicatori economici - è sempre la stessa: si può andare oltre? Sembrava impossibile abbattere la barriera dei dieci secondi netti sui cento metri piani o quella dei sei metri nel salto con l’asta. Siamo andati abbondantemente oltre grazie a fuoriclasse come Usain Bolt e Sergei Bubka che, abbattuti i muri dai loro colleghi pionieri, hanno limato e limato i primati. Sembrava impossibile, per un Paese deficitario di materie prime come l’Italia, superare il muro dei 50 miliardi di avanzo commerciale e invece, con il dato diffuso ieri dall’Istat, siamo oltre 51 miliardi. Non solo per la caduta dell’import, che aveva fatto comparire il surplus negli indicatori italiani durante gli anni della crisi, ma soprattutto per il record delle vendite all’estero.

La risposta alla domanda sui record sportivi è semplice: i primati nascono per essere battuti. In economia, invece, è tutt’altro che scontata. La storia è piena di Paesi che hanno perduto primati e sono precipitati. Può succedere anche a un fuoriclasse dell’export come il made in Italy; non bisogna illudersi.

Per evitarlo è necessario lavorare incessantemente su due fattori estremamente allenanti: la competitività e la strategia del sistema Paese per l’export. La competitività del sistema passa dagli investimenti nell’innovazione di prodotto e di processo e dall’abbattimento dei costi. Il piano Industria 4.0 è uno strumento fondamentale perché aiuta al rinnovamento di un parco macchine obsoleto e garantisce così economie di scala e miglioramenti produttivi. I bonus possono dare una spinta alla crescita e alla competitività del sistema.

Molto da fare c’è, invece, per l’abbattimento del costo del lavoro, l’aumento della produttività, il taglio dell’energia, il Fisco. Capitoli di un libro di riforme strutturali sempre chiuso
sul comodino.

Le strategie per internazionalizzare sono la seconda gamba a cui appoggiare gli incrementi di crescita delle vendite all’estero. Per la prima volta nella storia recente, in novembre, grazie anche all’apporto di managerialità provenienti dall’industria privata, è stata costituita una Cabina di regia Mise-Ice-Sace che ha elaborato un piano unitario e selettivo con risorse destinate a settori e Paesi e non distribuite a pioggia. La strada è giusta. Bisogna insistere.

PS. La settimana prossima ci sarà una grande missione-Paese in Cina. È il modello-Germania. Non vergogniamoci di copiare, ma ricordiamoci di adattare. Non perdiamoci le Pmi, il nostro sistema non è quello tedesco dei campioni nazionali.

17 FEBBRAIO 2017
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