Lavoro
Lettera a Renzi contro il caporalato in agricoltura. Scrivono le ong di Danimarca e Norvegia
Francesco Prisco
Img Description

A quasi due anni dalla loro prima «missione conoscitiva» sul lavoro nero nei campi del Mezzogiorno, le ong del commercio etico di Norvegia e Danimarca scrivono al governo per chiedere la piena attuazione del Dl che istituisce la rete del lavoro agricolo di qualità, affinché sugli scaffali dei supermercati del Nord Europa non arrivino alimenti prodotti attraverso sfruttamento della manodopera.
Ieri mattina Ieh e Dieh, rispettivamente organizzazioni per il commercio etico di Norvegia e Danimarca, cui aderiscno sindacati, cooperative, gruppi della grande distribuzione e associazioni di imprenditori, hanno indirizzato una lettera al premier Matteo Renzi, al ministro del Lavoro Giuliano Poletti e a quello delle Politiche agricole Maurizio Martina. «Una prevalenza – si legge nel testo - di lavoro irregolare e sommerso, come anche l'abuso di lavoratori migranti assunti per intermediazione illecita (tramite caporali) in gran parte del settore agricolo italiano, sono stati causa di crescente preoccupazione per rivenditori di generi alimentari in diversi paesi europei, inclusi Danimarca e Norvegia. Siamo al corrente di una serie di misure, anche legislative, attuate dalle autorità italiane e altri attori per contrastare questi problemi che purtroppo persistono». Quindi si passa alle pressioni: «Per migliorare la situazione – prosegue la missiva - affinché ci siano condizioni lavorative dignitose per lavoratori agricoli migranti, troviamo di fondamentale importanza implementare meccanismi che evitino l'intermediazione illegale di manodopera agricola, contrastino l'occupazione irregolare di lavoratori, facilitino trasparenza nell'incontro tra domanda e offerta di lavoro agricolo». Strumenti e proposte con cui intervenire, secondo le ong, già ci sono, da qui l'«incoraggiamento» ad «attuare il Decreto legge del 24 giugno 2014 numero 91, articolo 6 relativo alla Rete del lavoro agricolo di qualità e rivisitare la proposta congiunta di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil del 26 febbraio 2014, per riformare il mercato del lavoro agricolo in modo che si raggiungano i tre obiettivi sopra descritti». Questo documento, dichiara il segretario generale di Uila Stefano Mantegazza, «giunge a pochi giorni dall'apertura di Expo 2015 e dalla presentazione della carta di Milano che ha riconosciuto l'esigenza di combattere il lavoro irregolare in agricoltura. Ci auguriamo che possa convincere il governo italiano a dare piena attuazione alla nostra proposta di legge affinché l'impegno a combattere il lavoro nero non resti lettera morta ma diventi – conclude il dirigente sindacale - concreta realtà».

9 MAGGIO 2015
Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni