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Consob, M5S-Lega: Nava si dimetta per sensibilità istituzionale. Padoan: nomina legittima
di Laura Serafini
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I 5 Stelle e la Lega tornano alla carica per chiedere le dimissioni del presidente di Consob, Mario Nava. E questo dopo le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dallo stesso presidente in cui egli ribadiva la regolarità della sua nomina e di non aver ricevuto richiesta da parte della presidenza del Consiglio di farsi da parte. «Nava rassegni le dimissioni con un gesto di sensibilità istituzionale che, a questo punto, appare davvero inevitabile al fine di ristabilire un rapporto di fiducia e di leale collaborazione fra istituzioni tanto rilevanti dello Stato», hanno chiesto in una nota congiunta i capigruppo alla Camera e al Senato del M5S, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli, e della Lega, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.

«Il presidente della Consob, Mario Nava, sui quotidiani nazionali si è dichiarato certo che non vi sia alcuna irregolarità nel suo operato e nella sua nomina. Eppure, rispondendo a un’interrogazione presentata al Parlamento europeo, il commissario Oettinger ha confermato che l’attuale presidente della Consob “rimane soggetto agli stessi doveri e diritti” dei funzionari della Commissione in attività di servizio. Ciò conferma i dubbi espressi dal M5S e dalla Lega» si legge nella nota.

In realtà il commissario europeo era andato anche oltre. Aveva confermato il fatto che Nava si trova in uno stato di “comando” da parte di Bruxelles verso la Consob e che questo era stato richiesto dal governo italiano. Non solo: la commissione aveva sollevato interrogativi sulla prospettiva che questa situazione potesse generare un conflitto di interessi, ma era stato il governo italiano a farsi garante del fatto che questo non sarebbe accaduto.

I parlamentari della maggioranza aggiungono che «contrariamente all’avviso espresso dal precedente Governo, Nava, in quanto dipendente di un’istituzione sovranazionale, è incompatibile con la presidenza di un’autorità indipendente italiana, il cui ruolo è quello di garantire l’ordinato funzionamento del mercato finanziario nazionale». L’allusione a un diverso avviso dell’esecutivo attuale rispetto al precedente sembra aprire alla possibilità che il governo Conte stia ragionando sull’opportunità di revocare la richiesta del comando fatta in passato a Bruxelles, scelta che l’esecutivo sarebbe sempre libero di fare.

«I poteri estremamente penetranti attribuiti a questa autorità impongono la massima attenzione nell’evitare situazioni di potenziale conflitto di interesse – continua la nota -. Il protrarsi di questa condizione, ormai da diversi mesi, indica di per sé che una simile attenzione non è stata esercitata, nonostante sia stata sollecitata da svariati atti di sindacato ispettivo, fra cui un’interrogazione in Commissione Finanze del Senato».

Padoan: nomina legittima
Un iter di nomina «legittimo» per un ruolo «cruciale», è invece l’opinione dell’ex ministro dell’Economia del Governo Gentiloni, Piercarlo Padoan, interpellato da Radiocor sulla richiesta di dimissioni di Nava. «La proposta spetta al presidente del Consiglio», ricorda Padoan e «io non posso che ribadire la legittimità dell'iter di nomina oltre al ruolo cruciale che svolge il presidente della Consob».

Cipolletta (Assonime): lasciate lavorare Nava
«Per Assonime la nomina di Nava è più che legittima e il presidente della Consob dev'essere lasciato andare avanti nel suo lavoro». Lo ha dichiarato all'agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor Innocenzo Cipolletta, presidente dell'associazione fra le società per azioni italiane. «La Consob - argomenta Cipolletta - è talmente importante che non dev'essere gettata in una polemica di carattere politico».

Dirigenti Consob: Nava in regime di distacco, prassi comune
«Il Presidente della Consob, Mario Nava, svolge il suo ruolo in regime di distacco dalla Commissione Europea, una prassi equivalente al collocamento fuori ruolo comunemente adottato in Italia. Non si comprende, quindi, a quale sensibilità istituzionale facciano riferimento Lega e Movimento5S nel chiederne le dimissioni». È quanto sostiene il Sindirettivo Consob, il sindacato dei dirigenti della Consob.

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