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Il caso Sorrell-Wpp: la caduta del «Napoleone della City»
di Andrea Biondi
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La caduta di “Re Martin”. Un regno durato ininterrottamente per 33 anni e che si è concluso dopo due settimane di inchiesta interna mossa dal sospetto di aver usato impropriamente i fondi dell’azienda.
Martin Sorrell, ceo e fondatore di Wpp alla fine ha lasciato la guida di quella che - anche giustamente - considera la sua creatura, nata per l’ambizione del “Napoleone della City” e cresciuta a colpi di acquisizioni e di Opa anche ostili, fino a farne il gruppo numero uno al mondo nel campo della comunicazione.

Si parla dell’inchiesta, ma viene scontato pensare che l’uscita di scena di Sorrell sia legata anche (e in gran parte) a una difficoltà del gruppo alla prese con una trasformazione del business in cui non sembra aver trovato la strada giusta da percorrere. Il 2017 per Wpp si è chiuso con la peggiore performance dal 2009. E il valore in borsa è sceso del 30% rispetto a inizio anno.
Non nasce nel nulla l’inchiesta interna che porta all’uscita di scena di Sorrell, 73enne che ha trasformato una fabbrica di cestini di plastica per supermercati nel numero uno Mondiale della comunicazione con i suoi 200mila collaboratori ripartiti in 112 Paesi.
Sospetto di uso improprio di fondi aziendali è l’accusa che è stata mossa a questo personaggio del mondo della pubblicità il cui valore era riconosciuto anche dagli avversari (sebbene da alcuni il riconoscimento avvenisse con termini bruschi). David Ogilvy lo definì come «piccolo odioso che non ha mai scritto uno slogan pubblicitario».

Nato nel 1945 il giorno di San Valentino Sorrell fa in seguito i suoi primi passi nel mondo della pubblicità presso Saatchi & Saatchi. Cfo dell’agenzia fra il 1977 e il 1984, considerato un po’ come il “terzo fratello” Saatchi, è Sorrell che idea e manovra le numerose acquisizioni, a colpi di opa, che in Uk e Usa portano avanti in quegli anni Charles e Maurice Saatchi.
Le ambizioni dell’ormai ex numero uno Wpp, sono però altre. E infatti nel 1985 investe in una piccola impresa inglese specializzata nella fabbricazione di cestini per i supermercati: la Wire and Plastic products. I primi colpi sono Jwt nel 1987 e Ogilvy nel 1989. Poi arriva la quotazione e il sorpasso sui competitors Omnicom e Interpublic.
Nel 2000, quando diventa “Sir” ricevendo l’onoreficenza dalla regina Elisabetta, mette le mani per 5,7 miliardi di dollari sull’americana Young&Rubicam.

Il Sorrell di questi anni si è dedicato alla sua “bambina” riconoscendosi però grandi meriti (ed emolumenti: 70 milioni di sterline nel 2015). L’inchiesta interna si è chiusa senza verdetto, affermando però che le cifre in questione «non sono rilevanti». Ma per il “Napoleone della City” - che allo stipendio milionario univa benefits molto chiacchierati (mezzo milione di sterline l’anno fra macchina con autista e varie altre spese) - è arrivata la sua Waterloo.

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