In primo piano
Dal Canada al Cile, i colossi cinesi accelerano nella corsa al litio
di Sissi Bellomo
Img Description

La Cina accelera nella corsa al litio, metallo sempre più ricercato per le auto elettriche. Il colosso delle batterie CATL ha conquistato il controllo della miniera canadese di La Corne, nel Quebec, mentre Tianqi Lithium – già uno dei maggiori produttori di litio al mondo – ha presentato un’offerta per rilevare il 32% della cilena SQM: un tentativo al quale l’ente statale Corfo, rivela la Reuters, si sta opponendo mediante un ricorso all’antritrust.

Anche il Canada potrebbe cercare di bloccare CATL, che è salita al 90% di North American Lithium, proprietaria delle operazioni in Quebeq, capaci di produrre 23mila tonnellate l’anno di carbonato di litio.

L’agenzia canadese per l’ambiente sta completando una valutazione della miniera, che negli anni ’50 riforniva l’Agenzia atomica Usa e dopo un lungo periodo di abbandono è stata da poco rimessa in funzione. La North American Lithium, finita in bancarotta, era stata rilevata nel 2016 da un’altra società cinese, la Jilin Jien Nickel Industry, che ora ha ceduto a CATL.

L’avanzata di Pechino preoccupa intanto in Cile, dove Nutrien, nata dalla fusione tra Potash Corp e Agrium, ha messo in vendita la sua quota di SQM.

Il presidente uscente di Corfo, Eduardo Bitran, ha dichiarato che l’offerta «non vincolante» di Tianqi, arrivata a fine 2017, supera del 20% le valutazioni da record che SQM aveva raggiunto in quel periodo: un prezzo con cui è difficile competere.

Se l’acquisto andasse in porto, ci sarebbero gravi rischi per la competitività secondo Corfo, poiché oggi Tianqi e SQM insieme controllano il 70% del mercato globale del litio.

13
Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni