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Telecom: salta l’accordo sugli esuberi prima del piano. Nuovo round il 13 marzo
di Simona Rossitto
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Salta l'accordo tra Telecom Italia e i sindacati sulla riorganizzazione delle risorse umane prima del nuovo piano industriale che sarà approvato il 6 marzo. Un progetto che prevede 6.500 uscite volontarie con incentivi e prepensionamenti, 3.500 riqualificazioni professionali e 2000 assunzioni da finanziarie con la solidarietà espansiva, attraverso una riduzione di 20 minuti dell'orario giornaliero di tutti i dipendenti. Per la realizzazione di questa strategia, che ha come finalità l'ammodernamento e la digitalizzazione del gruppo, sono stati già accantonati, secondo rumor, circa 700 milioni. L'azienda nell'incontro del 18 gennaio scorso ha chiesto ai sindacati di arrivare a un'intesa entro fine febbraio, in tempo per il piano industriale. Pena la possibilità di attivare iniziative «autonome». Di recente, secondo quanto risulta a Radiocor Plus, è arrivata ai sindacati la convocazione di un incontro che si terrà il 13 marzo nella sede di Val Cannuta con i rappresentanti del lavoratori, sei giorni dopo il piano.

Nuovo round il 13 marzo, si fa strada l'ipotesi della cassa integrazione

Oggetto della convocazione è l'illustrazione della nuova strategia industriale e del relativo piano di gestione delle risorse umane. In assenza di un accordo con i sindacati, che hanno bocciato all'unisono la possibilità di utilizzare la solidarietà espansiva, l'unica strada sembrerebbe quella di utilizzo da parte dell'azienda la cassa integrazione, secondo quanto confermano alcune fonti. Al fine di attivare la solidarietà espansiva, punto cruciale del piano per consentire le assunzioni con il relativo ricambio generazionale, è necessario infatti l'accordo con i rappresentanti dei lavoratori. Il piano di riorganizzazione dell'occupazione ha come finalità la ristrutturazione delle risorse umane in un'ottica di ammodernamento e digitalizzazione di Telecom Italia. Alla riunione del 18 gennaio, presieduta da Agostino Nuzzolo, già general counsel e capo degli Affari legali del gruppo che di recente ha lasciato le deleghe ad interim come capo del personale, nelle slide illustrate dall'azienda si precisava che «in ogni caso è necessario salvaguardare l’effettività e la tempestività delle azioni a sostegno del Piano, pena la necessità per l’azienda di procedere verso soluzioni autonome».

I sindacati, in linea di massima favorevoli al piano di uscite volontarie, hanno invece fatto muro riguardo alla proposta di utilizzare la solidarietà, con una decurtazione di 20 minuti dell'orario di lavoro per ogni dipendente e senza limiti di tempo, al fine di finanziare circa 2.000 assunzioni. Nel frattempo Telecom Italia ha presentato alle istituzioni e ai sindacati il piano di separazione volontaria della rete fissa che, secondo quanto paventato dalle sigle, potrebbe avere implicazioni anche dal punto di vista occupazionale. I sindacati, nell'incontro richiesto per avere maggiori informazioni sul futuro della rete, hanno chiesto che si vada avanti con un tavolo che, per un eventuale percorso di separazione dell'infrastruttura, coinvolga anche il governo. Intanto al posto di Nuzzolo dovrebbe arrivare dal gruppo Leonardo come capo del personale Riccardo Meloni, manager con esperienze pregresse nelle risorse umane di Wind e della stessa Tim.
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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