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Crescita della ricchezza record a dieci anni dalla grande crisi
di Lucilla Incorvati
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A dieci anni dalla crisi finanziaria globale, secondo il Global Wealth Report 2017 del Credit Suisse Research Institute, la ricchezza media pro capite ha raggiunto nuovi record. Nel periodo metà 2016 - metà 2017 la ricchezza mondiale globale è aumentata del 6,4%, il tasso più elevato dal 2012 e con 16,7 mila miliardi di dollari ora raggiunge la cifra monster di 280 mila miliardi di dollari. La ricchezza totale dell'Eurozona, pari a 53 mila miliardi di dollari, nel 2017 è paragonabile a quella statunitense alla fine degli anni Novanta. L'Italia è nella top ten dei Paesi in cui la ricchezza è cresciuta maggiormente: 1 milione e 288 mila milionari nel 2017 (milionari in dollari), 138 mila in più rispetto al 2016. L'incremento riflette gli ampi guadagni nei mercati azionari, insieme agli incrementi degli asset non finanziari, che per la prima volta hanno toccato livelli superiori al 2007.

Patrimonio medio procapite. Il patrimonio medio pro capite tra la popolazione adulta è cresciuto del 4,9% con un nuovo massimo storico di 56.540 dollari. L’Italia è al sesto posto nella classifica dei dieci Paesi che hanno visto crescere la propria ricchezza in modo più significativo con 1 milione e 288 mila milionari (milionari in dollari USD) e rappresenta il 4% dei milionari di tutto il mondo. Il Global Wealth Report viene compilato con dati sulla ricchezza di 4,8 miliardi di adulti in circa 200 paesi – dai miliardari ai vertici della piramide alle fasce centrali e inferiori, che spesso altri studi trascurano e include tutta la ricchezza da quella finanziaria a quella immobiliare a quella legata a tutti gli attivi.

Le asset class. Tra le componenti patrimoniali, solo gli investimenti finanziari hanno registrato significativi incrementi dal 2007; gli asset non finanziari quest'anno hanno superato per la prima volta i livelli del 2007, crescendo del 2%. Dall'inizio del secolo, il debito è aumentato più rapidamente (9%) fino alla crisi finanziaria per poi rimanere stazionario senza più raggiungere il picco del 2007. Il debito pro capite è attualmente inferiore al 3% al livello del 2007.

La geografia della ricchezza . La Svizzera è ancora leader mondiale: nell’ultimo anno la crescita della ricchezza pro capite è stata pari al 40%. All'interno dell'1% della popolazione adulta più ricca a livello globale, la rappresentanza svizzera è pari all'1,7%, un dato notevole per un paese con lo 0,1% della popolazione mondiale. Più di due terzi degli adulti svizzeri possiedono valori patrimoniali per oltre 100.000 di dollari, e l'8,8% di loro è milionario. L’Australia si colloca al secondo posto. Gli Stati Uniti hanno proseguito la loro avanzata dopo la crisi finanziaria, favoriti da solide condizioni di mercato. Il paese ha contribuito con 8,5 mila miliardi di dollari alla crescita della ricchezza mondiale: una quota che equivale alla metà della ricchezza generata a livello globale nei 12 mesi a metà 2017. La stabilità in Europa ha reso possibile un incremento della ricchezza del 6,4% nell'intero continente, in linea con la crescita registrata a livello globale. Quattro Paesi dell'Eurozona (Germania, Francia, Italia, Spagna) hanno raggiunto la top ten dei Paesi con i maggiori incrementi in termini assoluti. Nel Regno Unito le prospettive restano incerte, nonostante la ripresa dopo le perdite causate dal voto sulla Brexit dello scorso anno. L'Italia quest'anno è al sesto posto nella classifica dei dieci Paesi che hanno visto crescere la propria ricchezza in modo più significativo. In Europa, la Polonia è il paese che ha registrato la maggiore crescita del patrimonio detenuto dalle famiglie (18%), soprattutto grazie all'aumento dei prezzi azionari.

In prospettiva. Secondo il rapporto, la ricchezza globale continuerà a crescere a un ritmo analogo a quello degli ultimi cinque anni (crescita stimata del 3,9% e crescita rilevata del 3,8% negli ultimi cinque anni), seppure inferiore alla stima precedente del 5,4%. Sulla scorta di queste previsioni aggiornate, la ricchezza mondiale dovrebbe raggiungere 341 mila miliardi di dollari entro il 2022. L'outlook per il segmento dei milionari è più positivo di quello riguardante la base della piramide della ricchezza, con un incremento del 22 % - da 36 milioni attuali a 44 milioni di persone nel 2022 - rispetto a una riduzione di appena 4 per cento per la fascia più bassa della piramide. I milionari italiani si prevede crescano del 13% nel 2022 a 1 milione e 451 mila.
Nei prossimi cinque anni la ricchezza proveniente da attivi non finanziari supererà lievemente quella di origine finanziaria di circa l'1 per cento l'anno. Si prevede inoltre un aumento più sostenuto del debito rispetto al patrimonio finanziario e non finanziario nei prossimi anni, dopo un periodo di stabilità tra il 2007 e il 2010. L'indebitamento delle famiglie dovrebbe aumentare del 37% nei prossimi cinque anni, fino a raggiungere il 15% delle attività lorde.

Il ruolo delle economie emergenti. A medio termine, si prevede che le economie emergenti genereranno ricchezza a un ritmo più sostenuto rispetto ai paesi sviluppati. Tuttavia, la produzione di ricchezza in tali economie è più lenta del previsto. Non sorprende che, stando alle previsioni, il contributo più consistente proverrà dalla Cina ed è stimato intorno ai 10 mila miliardi di dollari, ossia un aumento del 33 %.

Millenials, generazione al bivio. Il rapporto di quest'anno si focalizza su questo target e sulle loro prospettive di accumulazione di ricchezza. Nel complesso, dai dati emerge uno “svantaggio Millennial” dovuto, ad esempio, a norme più rigide per l'accesso alle ipoteche, all'aumento dei prezzi delle abitazioni, alle maggiori disparità e alla minore mobilità di reddito: si tratta di ostacoli alla costituzione del patrimonio per i giovani lavoratori e risparmiatori in molti paesi. Vi sono tuttavia anche note positive, con il recente aumento del numero di miliardari di età inferiore a 30 anni rilevato da Forbes nonché un quadro più positivo in Cina e in altri mercati emergenti.

La piramide della ricchezza. Meno del 10% della popolazione mondiale possiede l'86% della ricchezza globale. Ma per il Credit Suisse Research Institute ri la base della piramide merita una maggiore attenzione in quanto rappresenta 4,5 miliardi di adulti - ossia oltre il 90% della popolazione globale adulta - che hanno un indiscutibile potere politico. Il loro patrimonio aggregato di 40 mila miliardi di dollari implica significative opportunità economiche. Nella fascia media della piramide India e Africa sono sottorappresentate, mentre la quota della Cina è sproporzionatamente elevata, a causa del rapido incremento dal 12,6% nel 2000 al 35% attuale. La base della piramide, pur rimanendo la più ampia, si è assottigliata del 3% rispetto all'anno precedente. Si stima che ve ne faccia parte il 70% della popolazione mondiale. La fascia bassa della piramide rappresenta il 2,7% della ricchezza mondiale, in lieve rialzo dal 2,4% del 2016.

Dove crescono i super paperoni. Dal 2000, i due gruppi di persone facoltose che registrano la più rapida crescita sono i milionari, aumentati a livello globale del 170% gli Ultra-High Net Worth Individuals (Uhnwi) quintuplicati. Il 98% dei milionari nel 2000 era concentrato nelle economie a reddito elevato. Da allora si sono aggiunti altri 23,9 milioni di nuovi milionari, di cui circa 2,7 milioni ( 12%) nelle economie emergenti. La trasformazione è ancor più marcata nel segmento Uhnwi Se le economie emergenti rappresentavano il 6% del segmento nel 2000, oggi sono al 22%. Nella sola Cina si è aggiunto un numero stimato di 17 700 adulti - il 15% dei nuovi Uhnwi mondiali. Nel 2022 il numero dei super super paperoni si stima aumenterà di 45mila persone per raggiungere quota 193.000.

14 NOVEMBRE 2017
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