Finanza Personale
La Svizzera resta il paradiso dei Paperoni, nonostante la fine del segreto bancario
di Lino Terlizzi
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Ogni anno ci si aspetta un calo dei patrimoni gestiti dal settore bancario svizzero, ma ogni anno i numeri segnalano invece una tenuta o addirittura un leggero aumento. L'accentuarsi della concorrenza internazionale nel private banking e la fine del segreto bancario elvetico per i non residenti porterebbero a pensare in effetti a una inevitabile contrazione. Ma la piazza svizzera a quanto pare resiste in modo sorprendente. Secondo gli ultimi dati dell'Associazione svizzera dei banchieri (Asb), nei primi cinque mesi del 2017 le banche rossocrociate hanno ampliato del 4,2% i patrimoni in gestione, che sono così saliti a quota 6.871,4 miliardi di franchi.

Tendenza confermata
Già sull'insieme del 2016, d'altronde, c'era stato un incremento annuale dell'1,3% per i patrimoni gestiti. È vero che nel 2016 a far ottenere l'aumento sono stati i patrimoni dei clienti svizzeri o qui residenti (+3,6%), mentre i patrimoni dei clienti all'estero sono leggermente diminuiti (-1,1%) rispetto al 2015. Ma quest'ultima contrazione è stata alla fine molto più contenuta delle attese e poi resta il fatto, una sorpresa appunto per alcuni aspetti, che nel complesso c'è stato un aumento. Grazie all'andamento dei mercati, certo, ma evidentemente grazie anche ad una capacità di attrazione della piazza elvetica che in una certa misura rimane. Con queste cifre, le banche svizzere restano leader mondiali nella gestione di capitali internazionali, con una quota di mercato del 24%. I patrimoni di clienti stranieri rappresentavano a fine 2016 il 48,2% del totale dei patrimoni gestiti dalle banche elvetiche.

Non tutto è rosa, certamente. I margini operativi non si ampliano come in altre epoche e ciò è confermato dal risultato operativo aggregato conseguito dalle banche elvetiche nel 2016, che è stato di 62,5 miliardi di franchi, cifra in sé ancora ragguardevole ma in diminuzione del 3,2% rispetto ad un anno prima.

Banche redditizie
L'utile annuo aggregato nel 2016 si è inoltre attestato a 7,9 miliardi di franchi, la metà in rapporto ai 15,8 miliardi del 2015, che però inglobavano voci straordinarie; forse è più adatto, afferma l'Associazione dei banchieri, il confronto con il 2014, quando l'utile aggregato fu di 7,4 miliardi di franchi. Nel complesso, nel 2016 le banche elvetiche che hanno realizzato utili sono state 226, mentre quelle che hanno registrato perdite sono state 35.

In lieve calo gli organici
Fusioni e acquisizioni continuano a farsi sentire: nel 2015 le banche attive nella Confederazione erano 266, l'anno scorso erano 261. A fine 2016 gli organici delle banche svizzere, compresi quello all'estero, erano pari a 120.843, in diminuzione del 2,5% in rapporto all'anno prima. Molte cose non sono come prima, ma la tenuta sul piano dei patrimoni gestiti continua ad attirare l'attenzione di molti operatori, in Svizzera e altrove.

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