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L’impegno dei ceo che hanno firmato il Manifesto di Valore D
di Monica D'Ascenzo
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Occupazione femminile, eque opportunità di carriera, riduzione delle disparità salariali di genere, investimenti sull’innovazione e valorizzazione del merito. Sono solo alcuni dei principi che hanno ispirato il Manifesto presentato da Valore D ieri e siglato da 160 aziende italiane e multinazionali. Nove punti che impegnano le singole società, a partire dai vertici manageriali, a creare condizioni più eque per favorire la diversity e far crescere al loro interno i talenti femminili. «Sono molto fiera del risultato ottenuto – ha commentato Sandra Mori, Presidente di Valore D – perché le aziende di Valore D hanno riconfermato una volta di più, e in maniera molto concreta ed operativa, quanto la diversità rappresenti un valore per loro e quanto sia importante all’interno della loro organizzazione. Inoltre il Manifesto si è dimostrato anche un’opportunità di dialogo propositivo e costruttivo con le Istituzioni, che è uno dei pilastri dell’attività di Valore D durante il mio triennio di presidenza. La quasi totalità (88%) delle imprese associate ritiene infatti che l’associazione debba contribuire a migliorare la condizione socio-economica del Paese».

Non solo. «La firma del Manifesto è una tappa di un percorso di lungo termine che Valore D ha intrapreso a beneficio delle aziende associate e del Paese. Il Manifesto costituisce uno strumento di dialogo con le istituzioni e vuole essere una proposta concreta da inserire nelle agende politiche dei candidati premier alla guida del Paese in vista delle prossime elezioni» conclude Mori. E le istituzioni non hanno fatto mancare la loro voce, tanto che alla presentazione era presente la sottosegretaria alla Presidenza del consiglio, Maria Elena Boschi, con delega alle Pari opportunità: «

Philippe Donnet, cei di Assicurazioni Generali
«La “Diversity & Inclusion” rappresenta l’impegno del nostro Gruppo per un’inclusione sempre più ampia tra le nostre persone. Riteniamo che meritocrazia e diversità siano leve fondamentali per assicurare crescita, performance ed innovazione. Per quanto riguarda la diversità di genere, circa la metà dei nostri colleghi sono donne. È un grande vantaggio competitivo, che aumenta la capacità di cogliere, grazie a punti di vista diversi, le opzioni migliori per le nostre scelte strategiche».

Federico Marchetti, ceo di Ynap
«Ad oggi sono poche le donne che lavorano nell'ambito della tecnologia. Anche la Silicon Valley si è mossa in maniera poco tempestiva nell'affrontare questo problema. Da alcuni dati del settore emerge che solo il 17% della forza lavoro delle grandi aziende tecnologiche è composto da donne. La mancanza di diversità non è mai un fattore positivo e il mondo della tecnologia sta rimanendo indietro. YNAP è impegnata nel rispetto delle pari opportunità, infatti la metà dei nostri 200 top manager e executive sono donne, con una retribuzione superiore di circa il 14%. In Yoox Net-a-Porter Group ci impegniamo ad essere una fucina di futuri talenti femminili in ambito tecnologico».

Gioia Ghezzi, presidente del Gruppo Fs Italiane
«La presenza femminile nel Gruppo FS è al 14,9%, quota che scende al 2,7% nella manutenzione e allo 0,8% fra il personale che guida i treni. Ovviamente, l'intera leadership del Gruppo non ritiene accettabile questa situazione. Incrementare la presenza femminile, soprattutto nelle aree tecnico/specialistiche, significa generare innovazione, crescita sostenibile e competitività. La diversità crea una spinta positiva e porta profitti. Vogliamo molte più donne in azienda - sottolinea Gioia Ghezzi, Presidente di FS Italiane - e, per questo, abbiamo posto in essere varie iniziative, tra le quali l'introduzione di una policy che impegnerà tutte le società del Gruppo ad attivare processi di selezione che prevedano nella rosa dei candidati il 50% di donne, secondo un principio comply or explain. E il progetto Women in Motion, la nostra campagna di diversity, in un solo anno ci ha permesso di incrementare di quasi il 50% le candidature femminili con diploma tecnico. Un dato incoraggiante - conclude Ghezzi - che ci sprona a rinnovare il nostro impegno sottoscrivendo il Manifesto per l'occupazione femminile».

Andrea Munari, a.d. BNL e responsabile BNP Paribas Italia

“BNL è dal 2015 partner di Valore D ed è pienamente allineata con i Valori del suo Manifesto. La Banca, infatti, promuove da anni iniziative ed attività che fanno della diversità non solo una scelta etica ma anche un valore radicato nell'organizzazione aziendale. Un impegno in linea con tutto il Gruppo BNP Paribas, dove la diversità di genere è una priorità strategica contenuta nella “Diversity Policy”. Oggi le donne rappresentano il 45% delle risorse del Gruppo BNL ed il trend è in costante crescita, come lo è la quota della rappresentanza femminile nei ruoli chiave ad impatto strategico della Banca, obiettivo comune al Gruppo BNP Paribas. Negli ultimi tre anni, infine, è stata superiore al 50% la percentuale di donne assunte nel Gruppo BNL. Numeri che si concretizzano anche in iniziative per favorire il miglior rapporto tra lavoro e vita privata, come il “flexible working”, o in progetti a supporto della “genitorialità” per neo-mamme e neo-papà: per questi ultimi, è una novità, la Banca prevede un congedo straordinario retribuito di 10 giorni”.

Flavio Valeri, CCO di Deutsche Bank in Italia
«Per promuovere la crescita delle donne nelle aziende è fondamentale puntare sin d'ora su assunzioni qualificate, con particolare attenzione alle lauree STEM, garantendo politiche gestionali meritocratiche. La trasparenza dei processi infonde fiducia negli impegni presi. Lo sviluppo economico non può prescindere dalla crescita dell'occupazione femminile e dalla rimozione delle barriere culturali che lo frenano».

Silvia Candiani, amministratore delegato di Microsoft Italia
«Uno degli aspetti più importanti della nostra cultura in Microsoft è l'impegno per diffondere un'organizzazione sempre più “diversa” ed inclusiva. Come azienda tecnologica abbiamo bisogno della massima potenza creativa ed innovativa ed è provato che per questo i migliori ambienti di lavoro siano quelli che raccolgono i migliori talenti, il più possibile diversi e disomogenei tra loro, facendoli collaborare al meglio. E' quindi una nostra priorità assumere talenti con formazione, provenienza e cultura diverse, far sì che ci sia un ambiente di lavoro che facili l'inclusione di tutti e porti ciascuno a contribuire al meglio ed infine dare a tutti pari opportunità per crescere. A questo fine, un cardine importante della nostra cultura è il lavoro flessibile. Offriamo infatti a tutti - uomini e donne, neo laureati e manager – la possibilità di organizzare il proprio lavoro lavorando anche da remoto grazie al supporto della tecnologia. Nella nostra esperienza questo è un grande vantaggio per tutti (uomini e donne) che permette di conciliare al meglio vita privata e professionale, ad esempio permettendo di portar il proprio figlio dal pediatra, senza prender alcun permesso, per poi riprendere più tardi il progetto su cui si stava lavorando.
Per essere efficace, lo smartworking richiede 4 elementi imprescindibili: obiettivi individuali chiari, un grande senso di responsabilità, un utilizzo intelligente della tecnologia (che permetta di lavorare anche in mobilità e accedere ai propri documenti in piena sicurezza), ed una cultura manageriale ispirata alla fiducia. I risultati del lavoro flessibile sono straordinari, come provato da vari studi, e vedono collaboratori più motivati e coinvolti, ma anche un notevole miglioramento della produttività aziendale, quindi un vero successo a tutto tondo».

Fabio Benasso, presidente e amministratore delegato di Accenture Italia
«Siamo fermamente convinti che la parità di genere sia fondamentale in un’organizzazione innovativa e ad alte performance. La diversità contribuisce a rendere il business più solido e innovativo e, soprattutto, il mondo un posto migliore. Lavoriamo da diversi anni per favorire consapevolmente l'incremento della presenza femminile nell'azienda e incoraggiarne la crescita professionale. Oggi in Italia abbiamo oltre 4.200 donne nel nostro organico, pari al 34% della forza lavoro, di cui 500 sono donne con ruolo manageriale, pari al 23% del totale degli executive. A livello mondiale, l'azienda si è posta l'obiettivo di raggiungere la parità di genere tra i propri dipendenti entro il 2025. L'Italia si sta impegnando per contribuire a questa sfida: quest'anno abbiamo assunto 700 donne su un totale di 1.900 assunzioni e negli ultimi quattro anni abbiamo accresciuto il nostro recruiting mix dal 30% all'attuale 37%».

Patrick Cohen, amministratore delegato AXA Italia
«Siamo fieri di sostenere il Manifesto per l'occupazione femminile di Valore D. AXA Italia si impegna da tempo con iniziative concrete: da una politica di congedo parentale coraggiosa per entrambi i genitori - che rappresenta un’interpretazione al passo con i tempi della genitorialità - a uno smart working veramente innovativo, per favorire il benessere delle persone e migliorare la conciliazione tra vita lavorativa e privata. Questi sono tasselli importanti in un percorso di cambiamento, anche culturale, che promuoviamo con grande convinzione ed energia. In cui le donne hanno un ruolo chiave».

Klaus-Peter Roehler, Amministratore Delegato di Allianz Italia
«Abbiamo deciso di firmare il Manifesto per l'occupazione femminile promosso da Valore D perché le persone sono l'asset più importante per la nostra Compagnia e rappresentano le solide fondamenta su cui la nostra strategia è costruita; siamo così convinti di questo aspetto, che abbiamo rafforzato la nostra cultura aziendale con un approccio basato sulla meritocrazia inclusiva, uno dei pilastri della strategia di Allianz denominata Renewal Agenda, per la quale sia le persone sia le performance sono importanti. In questo contesto, crediamo che le diversità possano arricchire un'organizzazione. Numerosi studi dimostrano come le aziende maggiormente inclusive raggiungono risultati di business migliori. Quindi crediamo fermamente che valorizzare i talenti femminili e supportarli nella nostra organizzazione contribuisca oggi come nel futuro, al nostro successo nel business».

Marco Alverà, ceo Snam
«In Snam crediamo fortemente nel valore strategico della gender diversity per il business e della dimensione di role modeling manageriale femminile. Il talento femminile è uno dei motori del processo di rinnovamento che stiamo portando avanti in azienda. Oggi il nostro top management è composto per quattro decimi da donne, tre delle quali sono entrate nel team negli ultimi 12 mesi, con un’età media di 40 anni. Il 75% dei dirigenti nominati nel 2016 è rappresentato da donne e in ciascuno dei board di tre nostre partecipate estere è presente una donna, italiana».

Stefano Venier, amministratore delegato del Gruppo Hera

«Nel Gruppo Hera riteniamo la diversità un valore e pensiamo che il talento non abbia genere. Negli anni abbiamo dato impulso a politiche orientate a favorire l’inserimento, l’integrazione e la crescita dei nostri dipendenti, oltre un quinto dei quali composto da donne, che salgono al 31% nei ruoli direttivi, molto al di sopra della media di settore. Un risultato che si aggiunge al buon esito delle nostre politiche di welfare: nel 2016 con il lancio del nuovo piano integrato abbiamo sviluppato un ventaglio di iniziative, molte delle quali personalizzabili per la conciliazione vita-lavoro e la solidarietà. Un piano che ha interessato gli oltre 8.500 dipendenti del Gruppo, da quest’anno esteso anche ai contratti a tempo determinato ed arricchito nell’offerta dei servizi che supera i 3,5 milioni di euro all’anno».

Sandro De Poli, presidente e amministratore delegato di Ge Italia

«Un'opportunità per dare continuità a una collaborazione con le istituzioni su una tematica, l'occupazione femminile, alla quale General Electric dedica attenzione e impegno, anche in Italia, da ormai vent'anni. Molti passi sono stati compiuti dalla fondazione, nel 1997, del Women's Network, la nostra rete interna che coinvolge più di 100 mila dipendenti. L'ultima sfida è il programma “Women in Tech”, che punta a portare a 20.000 la quota di donne che ricoprono ruoli scientifici e tecnologici entro il 2020. Questo documento concretizza un impegno articolato in nove punti che bene interpretano la strategia di Ge per promuovere la professionalità e la leadership femminile. Inoltre, l'adozione di standard internazionali di misurazione e valutazione di questi risultati ci aiuta nella definizione di quel vantaggio economico che affrontare il Gender gap porterebbe alle imprese, e non solo. Come ha messo in evidenza uno studio elaborato recentemente dalla nostra azienda, superare questo divario infatti potrebbe far realmente aumentare i PIL nazionali (dal 5 al 12% nei paesi Ocse)».

Massimo Visentin, presidente e ad di Pfizer Italia

«In qualità di azienda farmaceutica, Pfizer non può non avere a cuore la salute, il benessere e la qualità della vita dei suoi dipendenti. Per questo riteniamo sia particolarmente importante migliorare il work life balance delle nostre persone, mettendo a loro disposizione un ventaglio di servizi e politiche aziendali per andare incontro alle diverse esigenze e quindi meglio coniugare l’attività lavorativa con la vita privata».

Walter Ruffinoni, amministratore delegato di NTT DATA Italia

«Oggi abbiamo rinnovato il nostro impegno a rendere strutturale la valorizzazione delle donne all’interno dell’azienda, perché siamo fermamente convinti che le caratteristiche proprie del genere femminile costituiscano i pilastri della leadership del futuro. Vogliamo soprattutto contribuire alla rivoluzione culturale che riguarda le materie STEM: pensiamo che le donne che si occupano di materie scientifiche possano essere il motore per lo sviluppo del nostro settore».

Angelo Trocchia, Presidente e AD di Unilever Italia

«La sottoscrizione del Manifesto promosso da Valore D consente a Unilever Italia di promuovere un importante cambio di mentalità in materia di diversità di genere sul posto di lavoro e di sviluppare la propria agenda interna.” – commenta Angelo Trocchia, Presidente e AD di Unilever Italia. “Da anni la nostra azienda promuove la gender diversity, primo caposaldo del Manifesto di Valore D, nonché nostro asset strategico e obiettivo di business. Il gender balance assume una rilevanza per Unilever tale da costruire anche uno dei pilastri dello Unilever Sustainable Living Plan, il piano per la crescita sostenibile dell'azienda, con cui ci poniamo come obiettivo imprescindibile quello di valorizzare il ruolo di 5 milioni di donne in tutto il mondo entro il 2020».

Carlo Capè, co-fondatore e ad di Bip-Business Integration Partners

«Crediamo molto nel valore di ambienti di lavoro innovativi e attenti ai bisogni delle persone e nella valorizzazione delle competenze di ciascuno. È per questo che stiamo sperimentando modalità di lavoro flessibile che, nel rispetto delle esigenze produttive e operative aziendali, incontrino le esigenze di tutti i dipendenti. Puntiamo inoltre – prosegue Capè – a far crescere in maniera importante il numero di donne nel nostra azienda e nel nostro settore e per questo, tra le diverse politiche di welfare aziendale, stiamo introducendo lo smart working e lavorando a favore di una cultura inclusiva che valorizzi il ruolo genitoriale anche dei papà per sostenere una riorganizzazione più fluida del lavoro a vantaggio delle mamme lavoratrici e dei papà lavoratori.
La collaborazione con Valore D rappresenta per noi un valido supporto per promuovere il modello di lavoro moderno e sostenibile che intendiamo raggiungere».

Belén Frau, amministratore delegato di Ikea Italia Retail

«Per IKEA la sottoscrizione del Manifesto di Valore D risulta essere un atto naturale. L'inclusione e la gender equality sono parte del nostro DNA. Sappiamo che molto rimane ancora da fare, ma crediamo che il cambiamento sia possibile se tutti gli attori si impegneranno a fare la loro parte». Belén Frau AD Ikea Italia Retail.

Tanya M. Jaeger de Foras, vice president Whirlpool Corporation

«La diversità di genere nei luoghi di lavoro è una realtà, una risorsa e una sfida. Per Whirlpool aderire al Manifesto di ValoreD vuol dire riaffermare una scelta di campo: crediamo fortemente che gli investimenti formativi in scienza e tecnologia siano efficaci acceleratori dell’empowerment femminile. Per questo favorire la formazione giovanile nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering & Mathematics) è uno dei pilastri del nostro modello di Corporate Responsibility».

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