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Iliad, un miliardo di investimenti in Italia
Andrea Biondi

Conto alla rovescia per lo sbarco della francese Iliad in Italia. Non bisognerà più attendere molto per l'arrivo nel nostro Paese di quello che sarà il quarto operatore di telefonia mobile infrastruttrato (dotato di rete propria) assieme a Tim, Vodafone, Wind Tre. L’offerta commerciale partirà a fine anno o nei primi mesi del 2018. I tempi più o meno si conoscevano, ma la questione è stata ribadita ieri durante la presentazione dei conti, relativi alla prima metà del 2017, della realtà francese che fa capo a Xavier Niel. Conti che vedono il gruppo, cui fa capo l’operatore Free, avere registrato nel primo semestre un utile netto di 232,6 milioni di euro (+22,1%) con fatturato di gruppo a 2,46 miliardi (+7,3%) e suddiviso tra 1,39 miliardi nella telefonia fissa (+4,8%) e 1,07 miliardi nel mobile (+10,5%). L’Italia è il prossimo obiettivo dell’operatore che in Francia ha cambiato il mercato dopo il suo ingresso (nel 2012) con una ricetta fatta di offerte low cost e piani tariffari molto semplici. «Per noi - ha detto il ceo Maxime Lombardini - il tema non è essere sul mercato un mese prima o dopo». Peraltro in un mercato come quello italiano «già penetrato al 150 per cento». Il punto sarà avere una «bella e performante offerta». Certo è che alcuni siti specializzati hanno già iniziato a rilasciare delle indiscrezioni su quello che dovrebbe essere il prossimo marchio commerciale per Iliad in Italia. Interpellata dal Sole 24 Ore la compagnia risponde con un “no comment”, ma a quanto si apprende il marchio con cui verrebbero veicolate le offerte Iliad in Italia dovrebbe essere “ho.”. Non Free come in Francia, per motivazioni legate anche a una precedente registrazione. Per quanto riguarda la struttura della società il ceo, è stato sempre detto durante la conferenza stampa, sarà indicato nelle prossime settimane. «Su sette top manager che abbiamo già assunto - ha precisato Lombardini - sei sono italiani e il settimo, il ceo, sarà un esterno al nostro gruppo, anche lui italiano». Alla fine Iliad nel nostro Paese varrà un migliaio di posti di lavoro, anche se “non tutti dipendenti”. E per lo sbarco nel nostro Paese la telco ha dovuto mettere già in programma investimenti superiori al miliardo. In questi ci sono i soldi delle frequenze innanzitutto.

Il gruppo francese è arrivato in Italia per volontà richiesta dell’Unione Europea che ha subordinato la fusione Wind Tre all'arrivo di un quarto operatore in Italia. «Nel primo semestre - ha detto il cfo Thomas Reynaud - abbiamo speso circa 60 milioni; nel secondo semestre ne investiremo circa 300. In seguito, quello che è sicuro e certo è che pagheremo 210 milioni a Wind Tre per parte delle frequenze nel 2018 e altri 180 milioni nel 2019», ha spiegato il cfo. Ci sono poi i fondi già stanziati per le frequenze da pagare allo Stato italiano, di cui 220 milioni, appunto, da versare nella seconda metà di quest’anno e 240 milioni nel 2020-2029. «Ci saranno poi gli investimenti nella rete mobile, per il lancio commerciale e le assunzioni che saranno numerose», ha aggiunto il cfo. Chiaro che l’arrivo dei francesi ha creato qualche preoccupazione alle compagnie storiche. Come risulta da alcune slide messe a punto da Iliad, l'Arpu (ricavo medio) in Italia vada dagli 11,2 euro di Wind Tre ai 12,5 di Tim ai 15 di Vodafone. Dunque un Arpu più alto di quello del mercato francese in cui Iliad è intervenuto sparigliando le carte. «Pensiamo che in Italia ci sia una vera attesa per un’offerta trasparente», ha detto Lombardini chiarendo poi che Iliad tenterà di dire la sua primariamente nel mobile, come testimonia anche la volontà di partecipare a un'eventuale asta per le frequenze in 5G: «Vediamo un’opportunità anche nel fisso, ma non è la priorità del momento. Però guardiamo con attenzione a quello che fa Enel con cui siamo in contatto».

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SABATO 02 SETTEMBRE 2017
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