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Saipem: trimestre ancora in calo per il mini-greggio. Confermata la guidance 2017
di Celestina Dominelli
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Rotta sul processo di ristrutturazione dell’azienda che prosegue e sarà caratterizzato anche da un nuovo assetto organizzativo, al via dal 2 maggio. E apertura di linee di business alternative per fronteggiare la crisi del mercato che, zavorrato dal calo del prezzo del greggio, non ha ancora invertito stabilmente la rotta e ha costretto le major oil a stringere la cinghia riducendo pesantemente gl investimenti. Sono questi i binari lungo cui si muove Saipem che ieri ha approvato i risultati del primo trimestre, diffusi poi stamane a Borsa chiusa e ancora influenzati dalla contrazione delle attività nei settori E&C offshore e drilling che sono quelli più impattati dal mini-barile.

I conti impattati dal mini-barile
Ed eccoli i numeri diffusi oggi dalla società che, malgrado il contesto ancora «sfidante» per dirla con le parole del ceo Stefano Cao, ha comunque confermato la guidance 2017 (che fissa un margine operativo lordo di 1 miliardo, ricavi per 10 miliardi e un utile netto sopra i 200 milioni): il primo trimestre si chiude con ricavi a quota 2,26 miliardi (-20% sullo stesso periodo del 2016), un margine operativo lordo rettificato di 256 milioni (-18%), un risultato operativo di 112 milioni (-21%) e un utile netto in calo a 47 milioni (-22%), che risente di oneri di ristrutturazione per 7 milioni. Quanto all’esposizione, l’asticella a fine marzo si attesta a 1,605 miliardi, in aumento dagli 1,45 miliardi del 2016 per effetto della variazione del circolante.

Nuovi ordini in calo nel primo trimestre
L’impatto del mini-greggio, unitamente anche alla ridotta attività in Sudamerica, ha inciso sui nuovi ordini che, nel primo trimestre, sono pari a 509 milioni (contro gli 1,02 miliardi dello stesso periodo del 2015): il portafoglio ordini residuo si attesta a così 12,465 miliardi ( di cui 6,3 miliardi nell’Engineering & construction offshore , 3,9 miliardi nell’E&C onshore, 2,2 miliardi nel drilling), di cui 5,6 miliardi da realizzarsi nel corso del 2017.

Cao: «Dividendo nel 2017? Concentriamoci sui risultati»
Davanti agli analisti, nella conference call programmata di buon mattino, il ceo Cao non ha voluto sbilanciarsi sulla possibilità di una remunerazione dei soci a valle di un bilancio 2017 che, da guidance, è previsto in utile. «Sulla distribuzione dell'utile si devono esprimere cda e assemblea. Per ora la nostra priorità è lavorare sulle attività propedeutiche ai dividendi, cioè migliorare i risultati: è questo il focus», ha spiegato il manager. Che, guardando poi al titolo (in ripresa attualmente in Borsa, dove viaggia attualmente a +2,8% dopo un inizio debole) Cao ha chiarito che «è sicuramente condizionato dall'evoluzione del mercato petrolifero: finchè non c'è visibilità sufficiente sui progetti dei nostri clienti, non ci sarà grande fiducia sui volumi di business dei prossimi anni».

Rotta puntata sulla diversificazione del business
Il numero uno ha quindi ribadito la volontà dell’azienda di puntare su nuove linee di business per fronteggiare l’incertezza collegata al mercato petrolifero e alla persistente contrazione degli investimenti delle major oil. «Il 2017 è un anno ormai compiuto - ha spiegato il top manager -dal punto di vista dei volumi, tanto è vero che abbiamo confermato la guidance. È chiaro che, date le caratteristiche delle nostre competenze, soprattutto in questa fase, cerchiamo di impiegarle al meglio in campi non necessariamente legati all’oil&gas ma comunque all’energia. Tra questi ci sono appunti le rinnovabili, in cui possiamo offrire lo sviluppo di “chiavi in mano” di grandi campi eolici nel Mare del nord, grazie alle nostre competenze e disponibilità di mezzi e le operazioni di smontaggio piattaforme».

Nessuna preoccupazione sul Tap
Quanto al Tap, il gasdotto che dovrà portare in Italia il gas azero attraverso Grecia e Albania e di cui Saipem dovrà stendere la tratta sottomarina nell’Adriatico, Cao non si è mostrato preoccupato per le difficoltà incontrate dal progetto in Puglia dove è previsto l’approdo del tubo. «In questa fase preliminare non siamo coinvolti e comunque dal nostro punto di vista non ci sono grandi preoccupazioni». Il progetto, ha chiarito ancora il ceo, «lo stiamo seguendo con grande attenzione, stiamo monitorando e cercando di capire se quanto accade può impattare o meno su Saipem, ma non abbiamo grosse preoccupazioni al proposito». Mentre sulla disputa su South Stream, che vede contrapposta la società a Gazprom in un arbitrato avviato davanti alla camera di commercio di Parigi, il ceo non ha voluto fornire particolari commenti, ma si è limitato a ribadire che la richiesta di risarcimento dell’azienda «è congrua» e che il mercato russo «resta strategico» per una società come Saipem.

21 APRILE 2017
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