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Borse senza azzardi prima del voto francese. Milano -0,5%
di C. Di Cristofaro e A. Fontana
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Finale di settimana senza azzardi sui mercati azionari europei alla vigilia delle primo turno delle presidenziali francesi, caratterizzate da una grande incertezza, e dopo l'attentato terroristico di Parigi. I listini hanno terminato la giornata con indici contrastati e vendite soprattutto sul settore energia complice la nuova netta correzione del greggio dopo il forte aumento delle scorte di benzina Usa nella passata settimana (-2,5% il Wti giugno a 49,49 dollari al barile).

La Borsa di Parigi è stata insieme a Milano la più penalizzata e ha chiuso le contrattazioni con il Cac40 in correzione dello 0,37% nonostante la buona performance dei bancari e di Michelin dopo la pubblicazione dei conti trimestrali (+9,9% delle vendite) e la conferma degli obiettivi di fine anno per il gruppo degli pneumatici. La peggiore del Cac40 è stata Danone(-2,45%) che ieri comunque aveva migliorato la guidance per l'esercizio in corso.

Piazza Affari ha chiuso in flessione dello 0,54%. Sul FTSE MIB(protagonista di una settimana complessivamente piatta) spunto nel finale per Leonardo - Finmeccanica (+1,1%) e pomeriggio vivace per le Generali(+0,99%) anche a causa delle ipotesi di riassetti che coinvolgerebbero a cascata Mediobanca (+0,6%) e il Leone di Trieste e che sarebbero allo studio da parte di Unicredit(-1,7%). Giù Atlantia (-2%) con il mercato attento alle evoluzioni dell'operazione Abertis che sembra prendere corpo.

Wall Street resta piatta dopo dati e trimestrali: giù Ge

Piatto intanto l'andamento di Wall Street che ha prestato attenzione ai dati macroeconomici e ad alcune trimestrali di rilievo. Negli Stati Uniti l'attività manifatturiera e quella dei servizi rallentano il passo ad aprile. L'indice realizzato da Markit tra i responsabili acquisti delle aziende segnala una flessione per il manifatturiero a 52,8 punti da 53,4 e per i servizi da 52,9 a 52,5. Quanto alle trimestrali General Electric ha segnato un utile per 619 milioni di dollari ma è penalizzata sul listino, Honeywell (gruppo dell'automazione industriale, della componentistica per settore aeronautico e automobilistico e dei termostati) ha superato le attese (e sale in Borsa) chiudendo i primi tre mesi dell'esercizio con utili per 1,33 miliardi di dollari (+9%).

Banche contrastate guardano a Bce

Tornando a Piazza Affari, è stata una seduta incerta per i bancari italiani quotati già proiettati sulla riunione della Bce della prossima settimana. La giornata ha visto prevalere gli acquisti sul settore, più in Europa che in Italia, alla luce delle ultime indicazioni arrivate dai rappresentanti del board di Francoforte sull'orientamento a procedere progressivamente a una normalizzazione della politica monetaria. Nel tardo pomeriggio tuttavia il presidente Bce Mario Draghi, parlando all'Imfc a Washington, ha definito «ancora necessario» un «elevato livello» di accomodamento monetario e si è detto pronto a rafforzare il piano di acquisto dei titoli (quantitative easing) se questo fosse necessario. L'indice dei bancari italiani, che hanno messo a segno un dietrofront sul finale, ha riportato una flessione su cui ha pesato soprattutto il rosso di Unicredit. Tra gli altri titoli, bene Intesa Sanpaolo (+0,96%) e Banco Bpm (+0,64%). Contrastato il risparmio gestito con il -2,2% di Banca Generali e con il +0,6% di Azimut e il +0,4% di Banca Mediolanum.

Giornata in altalena per Saipem (-0,89%) dopo la pubblicazione di una trimestrale inferiore alle attese (con l'utile netto sceso a 47 milioni di euro, in calo del 22%) ma la conferma degli obiettivi finanziari per l'esercizio 2017. Bene invece Tenaris (+0,6%). Giù Eni (-1%) e le utility a cominciare da Italgas (-1,5%), Terna (-1,4%) e Snam (-1,4%). In controtendenza A2a(+1%). Tra le società industriali prese di beneficio su Fca (-1,57%) dopo due sedute di chiaro rialzo, giù anche Brembo (-1,3%).

Vendite su Atlantia: Castellucci, alleanza con Abertis solo se amichevole

«Deve essere un'operazione totalmente friendly, non siamo disposti a un'operazione non amichevole. Deve essere un'operazione per valorizzare l'azienda aiutarla a crescere, un'operazione che deve avere il coinvolgimento di Caixa (principale azionista di Abertis con il 2,5%, ndr). Vogliamo essere una soluzione non un problema». Queste le parole usate dal ceo di Atlantia, Giovanni Castellucci, nel corso dell'assemblea degli azionisti in merito all'operazione allo studio per una aggregazione con la spagnola Abertis. L'impegno finanziario della possibile alleanza per la holding italiana sta continuando a farsi sentire sull'andamento del titolo in Borsa: 2% la flessione odierna e quasi -8% nelle ultime quattro giornate sul listino.

Lunedì Ftse Mib partirà da -0,49% per stacco dividendo di 7 società

Lunedì sarà giornata di stacco cedole per sette delle big di Piazza Affari: l'operazione comporterà in apertura un calo tecnico dell'indice Ftse Mib pari allo 0,49%. Tratteranno in Borsa ex dividendo infatti Eni (0,40 euro per azione), Ferrari (0,635), Banca Mediolanum (0,24), Cnh Industrial(0,11), Prysmian (0,43), Recordati (0,35) e Finecobank(0,28) che nei giorni successivi distribuiranno agli azionisti le cedole (o parte di esse) relative all'esercizio passato. Fuori dal Ftse Mib staccheranno il dividendo tra le altre Piaggio e De Longhi.

Spread in calo nell'area euro, BTp/Bund in area 200 punti

Spread ancora in calo nell'area dell'euro (stabile quello francese sotto i 63 punti), grazie all’andamento divergente tra tassi tedeschi (in rialzo) e periferici, con tentativo di posizionamento sotto i 200 punti base nel caso italiano (qui l'andamento del differenziale tra decennali italiani e tedeschi): il differenziale Btp/Bund ha comunque chiuso sopra i 200 punti base. Si tratta, spiegano gli analisti di Mps Capital Services, di prime timide indicazioni su una possibile pausa del forte calo dei tassi tedeschi, in atto in modo pressoché ininterrotto da circa un mese. «In questa direzione - scrivono gli analisti - spingerebbe anche l’attesa di possibile modifiche della Bce sul tema pronti contro termine sui bund, in vista della riunione Bce del 27 aprile. Il tutto, ovviamente, elezioni francesi permettendo».

Seduta interlocutoria per l'euro, petrolio in lieve calo

In fase di indebolimento l'euro in vista del primo turno delle elezioni presidenziali di domenica (seguiqui l'andamento dell'euro contro le principali divise e qui quello del dollaro) con la moneta unica che resta sotto 1,07 dollari e perde terreno verso lo yen.

Rispetto alla mattinata, quando gli analisti di Swissquote segnalavano un mercato principale non particolarmente preoccupato guardando ai deboli movimenti dell'oro, dello yen e dell'azionario, sono stati più evidenti gli acquisti sulla valuta giapponese e è leggermente accentuata la correzione dell'euro a 1,068 dollari e a 116,5 yen: gli stessi analisti hanno evidenziato invece una volatilità elevata sul mercato delle opzioni e l'orientamento spiccato degli investitori «ad acquistare protezione contro un ulteriore calo dell’euro/dollaro» e a essere pronti a portarsi sui beni rifugio nel caso in cui dal ballottaggio francese fossero esclusi i cosiddetti candidati con maggiore reputazione nel mondo finanziario cioè Macron e Fillon.

Eurozona, l'attività economica in accelerazione ai massimi da sei anni

L'indice Pmi manifattura dell'Eurozona è salito al 56,8 ad aprile dal 56,2 di marzo; quello relativo ai servizi è salito al 56,2 dal 56 di marzo mentre l'indice composito è salito a 56,7 da 56,4, un dato superiore alle attese che segnala un solido avvio per il secondo trimestre dell'anno. A spingere l'indicatore è stata la forte domanda estera, in particolare dall'Asia, che ha favorito l'export della Germania. Questo, secondo gli analisti di Hsbc, favorisce tutto il resto dell'Eurozona anche se il surplus commerciale tedesco continua ad ampliarsi. Intanto, i consumatori non sentono ancora la pressione dell'inflazione in crescita. «Una revisione della politica monetaria della Bce ad aprile - scrivono gli esperti - non appare certa».

In Usa ancora tempo di trimestrali: Ge torna in utile per 619mln dollari
Nel primo trimestre General Electric (Ge), il colosso industriale americano, è tornato a conti in nero con un utile netto pari a 619 milioni di dollari, rispetto a un 'rosso' per 61 milioni un anno prima, mentre il fatturato e' lievemente sceso (-1%) a quasi 27,7 miliardi, superando comunque le attese medie degli analisti (26,4 miliardi). Lo comunica la società, che come indicato dal numero uno Jeff Immelt, 'sta continuando a trasformare il portafoglio e a investire in innovazione in Ge Digital e Ge Additive.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

21 APRILE 2017
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