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Leonardo, arriva Profumo, Del Fante passa a Poste. Conferme per Eni e Enel
di Gianni Dragoni
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Alessandro Profumo nuovo amministratore delegato di Leonardo (ex Finmeccanica) e Matteo Del Fante alla guida di Poste Italiane. Il governo ha ufficializzato ieri le liste con i suoi candidati alla guida delle sei grandi società pubbliche quotate in Borsa per i prossimi tre anni. Malgrado lo slittamento di un giorno, causata dalla necessità di definire alcune posizioni, sono stati confermati i nomi anticipati nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore.

Alla guida di Eni ed Enel, le società dell’energia che sono ai prime due posti della Borsa per capitalizzazione, sono confermati gli a.d. uscenti, nominati tre anni fa dall’ex premier Matteo Renzi, Claudio Descalzi e Francesco Starace. Il governo ha confermato fiducia a Descalzi, sul quale pende una richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Milano per corruzione internazionale, per l’acquisto di pozzi di petrolio in Nigeria.

Starace è stato il più blindato della campagna nomine. Nella sua gestione ha anche raccolto la sollecitazione di Renzi ad avviare massicci investimenti nella banda larga. Di Starace si ricorda tra l’altro la presenza, con altri manager e banchieri (tra cui Marco Morelli ora a.d. di Mps e l’ex Fabrizio Viola), tra gli invitati al matrimonio di Marco Carrai, grande amico di Renzi, nel settembre 2014.

Emma Marcegaglia, ex presidente di Confindustria, è confermata presidente dell’Eni, Patrizia Grieco all’Enel, Catia Bastioli a Terna. Alla guida di Terna arriva Luigi Ferraris, direttore finanziario di Poste, per sostituire Del Fante, promosso alle Poste. All’Enav è confermata a.d. Roberta Neri, con un nuovo presidente: Roberto Scaramella, ex a.d. di Meridiana e ora a.d. del gruppo di logistica aerospaziale Ala, al posto di Ferdinando Falco Beccalli. All’ultima curva è saltato Gianni Castellaneta. Maria Bianca Farina, a.d. di Poste Vita e presidente dell’Ania, sarà la nuova presidente di Poste, da cui esce l’ex europarlamentare di Forza Italia Luisa Todini.

Sul dossier forse più delicato, Profumo in Leonardo al posto di Mauro Moretti, ieri mattina è stato chiarito che non c’erano ostacoli né riserve. Così l’ex a.d. di Unicredit ed ex presidente di Banca Mps, che era in Algeria per una riunione del cda Eni, ha avuto il via definitivo per andare alla guida del gruppo industriale dell’aerospazio e difesa. Gianni De Gennaro è confermato presidente di Leonardo.

Le liste ufficializzate dal Mef, e dalla controllata Cassa depositi e prestiti (Cdp) per Terna, contengono i nomi dei 37 candidati dell’azionista di controllo ai cda in scadenza, che saranno rinnovati dalle assemblee degli azionisti nelle prossime settimane. La prima sarà l’Eni il 13 aprile, l’ultima Leonardo il 16 maggio. Ci sono anche 5 sindaci effettivi e 4 supplenti, per Eni e Terna. I cda e collegi sindacali saranno completati dai candidati indicati dai fondi come soci di minoranza.

Le nomine sono state concordate dal premier Paolo Gentiloni insieme al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in contatto con il Quirinale. Ha fatto sentire la sua voce anche Renzi, il quale ha ottenuto la conferma dei manager che aveva nominato tre anni fa e ha imposto la rimozione di Francesco Caio da Poste. Caio, pur contestato all’interno dell’azienda per il suo stile che avrebbe creato instabilità tra i collaboratori, ha ottenuto risultati giudicati molto positivi come ha detto ieri anche il Mef (oltre alla quotazione di Poste). Renzi ha posto il veto su Caio, in particolare perché si è rifiutato di usare i soldi di Poste per il salvataggio di Mps. Caio ha difeso l’integrità del patrimonio dell’azienda nell’interesse dei soci, compresi quelli di minoranza, ma ha perso il posto. Il nuovo a.d. di Poste, Del Fante, 50 anni tra due mesi, è fiorentino, come Renzi, un dettaglio che non guasta.

Renzi ha inoltre insistito perché all’ex Finmeccanica arrivasse un esterno di rilievo internazionale per sostituire il «ferroviere» Moretti, imposto dall’ex premier nel 2014. La condanna in primo grado per il disastro ferroviario di Viareggio ha precluso a Moretti la conferma.

Sarebbe stato Padoan a indicare Profumo, banchiere che ha guidato la crescita di Unicredit in Europa, estromesso nel settembre 2010 per i contrasti con le fondazioni che lo accusarono di aver fatto entrare i soci libici senza avvertirli (ci sono anche intercettazioni del faccendiere Luigi Bisignani che si interessava al suo licenziamento), con una buonuscita di 38 milioni lordi. Profumo, banchiere vicino a Romano Prodi che ha votato alle primarie dell’Ulivo e una volta a quelle del Pd, è stato chiamato a presiedere la banca di area Pd, Mps, dal 2012 fino al 2015, ma non è riuscito a risanarla. La scelta di Profumo per Leonardo ha suscitato sorpresa perché l’attività di banchiere è quanto di più distante da un’azienda che produce elicotteri, aerei, sistemi, armi. Gli ambienti militari appoggiavano il manager interno più in vista, Fabrizio Giulianini.

Profumo ha fatto questa dichiarazione: «È una sfida importante e un onore poter amministrare una delle maggiori aziende del nostro paese. Mi metterò al lavoro subito. So che è stato fatto un eccellente lavoro in precedenza. Continueremo in questa direzione accelerando lo sviluppo internazionale». Profumo si dimetterà dalle cariche in altre società, dalla presidenza di Equita Sim di cui è il principale azionista insieme al management e dal cda della prima banca russa, Sberbank. È in scadenza nel cda dell’Eni, nel nuovo cda il governo ha indicato al suo posto Domenico Trombone, commercialista modenese con incarichi bancari. Profumo conta di portare la sua esperienza in attività e relazioni internazionali, il rigore morale, la capacità di gestire situazioni complesse.

Quanto ai semplici consiglieri di amministrazione, tranne in Poste ci sono cambiamenti minimi, quello di Enel è identico all’attuale. Confermati tutti gli esponenti del «Giglio magico» di Renzi: all’Enel l’avvocato Alberto Bianchi, presidente della Fondazione Open (la cassaforte di Renzi) e consulente di Consip, la società sotto inchiesta per gli appalti, Fabrizio Landi in Leonardo, Diva Moriani nel cda Eni e il commercialista Marco Seracini sindaco Eni. Luca Bader, ex Margherita e consigliere politico di Gentiloni, entra nel cda di Leonardo. Confermati i consiglieri in quota Ncd Andrea Gemma (Eni) e Alfredo Antoniozzi (Enel). Roberto Rao, vicino a Pier Ferdinando Casini, unico confermato nel cda di Poste.

Il leader del M5S, Beppe Grillo, ha criticato Renzi: «Lo scandalo per corruzione in Consip, in cui è coinvolto anche penalmente il giglio magico di Renzi, a quanto pare è come se non esistesse per Renzi. Adesso si sta dedicando, senza avere alcun titolo, a gestire le nomine e a piazzare i suoi uomini, molti chiaramente di origine toscana, nelle società cassaforti dello Stato, come Poste. Questo è grave, intollerabile e pericoloso!».

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