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I listini Ue chiudono deboli, bene Mediaset (+2,3%)
di C. Di Cristofaro e G. Maurino
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I listini europei hanno chiuso deboli una giornata caratterizzata dalle prese di beneficio. Le piazze del Vecchio Continente hanno risentito anche dell'andamento di Wall Street dove gli operatori si interrogano sulla tenuta delle attuali quotazioni dopo i recenti record. La piazza di New York, comunque, chiude in territorio positivo: il Dow Jones sale dello 0,01% a 20.621,79 punti, il Nasdaq avanza dello 0,41% a 5.838,58 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,16% a 2.350,95 punti.

Francoforte ha chiuso invariata, Parigi in calo e solo Londra ha mostrato un segno positivo. A Milano il FTSE MIB ha terminato le contrattazioni a -0,42% e il Ftse All Share a -0,33%. Le vendite si sono concentrate su bancari ed energetici con l'eccezione di Unicredit che si è ben comportata (+2,14% l'azione e +8,81% i diritti) nell'ultimo giorno in cui era possibile scambiare i diritti relativi all'aumento di capitale. Bper ha ceduto il 3,1% dopo le indiscrezioni secondo cui si potrebbero allungare i tempi per l'acquisto di Carife a causa di alcuni problemi relativi alla vendita degli Npl dell'istituto di Ferrara.

Generali ristruttura il 3% di Intesa, ma si dice pronta a discutere

Debole anche Intesa Sanpaolo (-1,18%) nel giorno in cui il presidente di Generali (+0,54%), Gabriele Galateri si è detto pronto a valutare "senza preclusioni" un'eventuale offerta di Ca' de Sass. A Borsa chiusa il Leone di Trieste ha poi comunicato di aver comprato il 3,04% di Intesa Sanpaolo proteggendo la partecipazione con strumenti derivati in modo da sterilizzare eventuali andamenti negativi del titolo bancario. In precedenza, Generali aveva effettuato un prestito titoli su una quota pari al 3% di Intesa Sanpaolo con una mossa che era apparsa difensiva a fronte alle indiscrezioni su una possibile scalata della banca. Il prestito titoli, tuttavia, aveva una scadenza e la compagnia assicurativa aveva fatto sapere che avrebbe ristrutturato la sua posizione. Il mercato pensava che Generali avrebbe mantenuto il 3% attraverso contratti derivati mentre la compagnia assicurativa ha deciso di acquistare direttamente una partecipazione nell'istituto guidato da Carlo Messina.

Bene Unicredit nell'ultimo giorno per scambiare i diritti

Unicredit corre nell'ultimo giorno utile per trattare in Borsa i diritti sull'aumento di capitale da 13 miliardi di euro. I titoli hanno chiuso a 12,9 euro, in progresso del 2,1%. I diritti sono volati dell'8,81%, attestandosi a 12,35 euro. Gli investitori che detengono i diritti hanno la possibilità di esercitarli fino al prossimo 23 febbraio, termine ultimo per aderire all'aumento di capitale. Operazione che prevede l'offerta in opzione di 13 azioni ordinarie al prezzo di 8,09 euro cadauna ogni 5 azioni ordinarie o di risparmio possedute. Successivamente verranno di nuovo offerti gli eventuali diritti inoptati fino al prossimo 10 marzo, giorno di
chiusura dell'operazione. Ad ogni modo le banche del consorzio di garanzia si sono impegnate a sottoscrivere le azioni di nuova emissione non sottoscritte al termine dell'operazione. Coloro che hanno deciso di non aderire all'aumento vedranno fortemente diluita la propria quota in Unicredit, attorno al 70%.

Mediaset tratta con Sky la cessione di Premium

Bene Mediaset(+2,33%) sulle anticipazioni del Sole 24 Ore secondo cui le trattative con Sky per la vendita di Premium sarebbero a un punto di svolta. Per contro la notizia ha fatto precipitare Mondadori (-9,36%) visto che sembra allontanarsi la prospettiva di una fusione fra il gruppo editoriale e quello televisivo della famiglia Berlusconi. Prese di beneficio su Saipem che continua ad essere molto volatile, in generale in calo energetici e utilities con Enel che all'assemblea del 16 marzo potrebbe portare la proposta di buy back fino a 2 miliardi di euro. Male Fiat Chrysler Automobiles e Ferrari, debole anche Leonardo - Finmeccanica mentre ci sono ancora indiscrezioni su possibili sostituti di Moretti e l'Austria accusa il consorzio Eurofighter di corruzione. Fuori dal listino principale, Stefanel ha chiuso in rialzo sulle indiscrezioni di un accordo raggiunto tra le banche per il salvataggio del gruppo che, come ha spiegato la società in una nota, non è ancora stato formalizzato, ma sembra ormai vicino.

Vola Unilever dopo il no a fusione con Kraft, il mercato crede al mega-deal

A Wall Street occhi puntati su Unilever al centro dell'attenzione degli operatori dopo l'offerta per la società presentata da Kraft. Il titolo, fin dalle prime contrattazioni, è subito scattato al rialzo (segui qui l'andamento) guadagnando oltre il 10% e in Europa (è quotato ad Amsterdam e a Londra) ha chiuso in rialzo del 13%. La società ha rifiutato una proposta di acquisto per 143 miliardi di dollari giunta da Kraft Heinz a sua volta ben comprata sul listino Usa (segui qui l'andamento).

Il superindice Usa sale oltre le attese a gennaio
La congiuntura americana ha continuato sulla via dell'espansione in gennaio e, stando all'indice che ne misura la performance complessiva, è cresciuta più delle previsioni. Il dato stilato dal Conference Board, sebbene non muova molto i mercati, fornisce elementi importanti per le scelte della Federal Reserve. Il superindice dell'economia, redatto dal gruppo di ricerca privato, è salito dello 0,6% a 125,5 punti, mentre le stime erano per un rialzo dello 0,5%. A dicembre il dato era aumentato dello 0,5% e a novembre dello 0,2%. «L'indice è salito molto a gennaio, cosa che suggerisce un outlook economico positivo per la prima metà dell'anno», ha detto Ataman Ozyildirim, economista del Conference Board.

Il dollaro recupera terreno, spread risale a quota 188 punti

Sul fronte dei cambi, il dollaro recupera terreno dopo il calo della vigilia e l'euro/dollaro è scambiato a 1,0624 (da 1,0699 di ieri sera) mentre il dollaro/yen passa di mano a 112,77 (da 113,28). Euro/yen a 119,8 (120,8 ieri in chiusura). Debole, infine, il petrolio con il Wti che cede lo 0,54% a 53,07 dollari al barile.
Seduta in risalita per lo spread tra Bund e BTp: il differenziale di
rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005210650) e il pari scadenza tedesco ha chiuso l'ultima sessione settimanale a 188 punti base, ben 9 punti in più rispetto alla vigilia, ritornando così sui valori di metà settimana. Aumenta anche il rendimento dei titoli italiani, al 2,19% dal 2,14% di ieri.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

17 FEBBRAIO 2017
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